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Trento, via libera all’assestamento di bilancio della Provincia

venerdì, 28 luglio 2017

Trento – Via libera all’assestamento di bilancio. Approvata all’1.35 anche la risoluzione della maggioranza sul Defp con l’astensione di Donata Borgonovo Re, mentre sono stati 18 sì e 10 no al ddl sull’assestamento di bilancio. Successivamente l’aula ha affrontato il Defp, il documento di economia e finanza della Pat, sul quale è stata approvata, con 19 sì, 7 no, un astenuto (Donata Borgonovo Re del PD, mentre Borga non ha partecipato al voto, una risoluzione della maggioranza. Concluse le votazioni sugli articoli e gli emendamenti si è arrivati alle dichiarazioni di voto dell’assestamento di bilancio. Unico intervento quello di Marino Simoni, capogruppo di PT, che, annunciando il no all’assestamento, ha sottolineato in modo negativo il rigetto da parte della maggioranza di un suo odg che impegnava la Giunta ad aprire la porta alla maturità ai ragazzi delle professionali trentine. Un no, ha detto, ad una richiesta che è venuta dai territori e che avrebbe dato una risposta ad una situazione scandalosa che colpisce giovani e famiglie. Sulla questione del Rolle ha affermato che il risultato ottenuto dall’opposizione rischia di creare problemi. Si chiede di aprire un altro tavolo quando altri sono già aperti da tempo. Perché le risorse ci sono, ha ricordato Simoni, e quindi non si capisce la necessità di istituire altri “tavoli”. Ora c’è la proposta della società “La sportiva”, che può essere buona, ma, ha continuato, rischia di ritardare ancora una volta la soluzione del collegamento San Martino di Castrozza – Passo Rolle che deve essere realizzata in temi brevi. Sulla tassa di soggiorno Simoni ha affermato che per la finanziaria 2018 si dovranno avere le idee chiare, ad esempio introducendo una tassa una tantum già predefinita. Il capogruppo PT ha detto, inoltre, che va definitivamente affrontato il nodo della statale della Valsugana e quello dello Schener che collega il Primiero col Veneto.provincia autonoma di trento trentino

Si è passati quindi al Defp. L’assessore Gilmozzi, per la Giunta, ha dato l’appoggio alla risoluzione firmata dai capogruppo della maggioranza con la quale si impegna il governo provinciale, in primo luogo, a concentrare le politiche di incentivazione delle imprese sui temi dell’innovazione, la ricerca, l’internazionalizzazione, la nuova imprenditorialità e la crescita delle dimensioni aziendali. Altro punto, il potenziamento delle risorse umane e l’efficientamento della macchina pubblica attraverso la “spending review”. Di conseguenza, secondo il regolamento, quella proposta da Borga non è stata discussa. Il consigliere di Civica Trentina ha comunque spiegato i contenuti della sua proposta di risoluzione che avrebbe voluto impegnare a mettere mano ad una lacuna del Defp, quella della natalità. In Trentino c’è stato un piccolo miglioramento del tasso di natalità, dello 0,6 per mille, ma molto inferiore a quello dell’Alto Adige che è del 6,6. Evidentemente a nord di Salorno, ha detto, c’è speranza nel futuro contrariamente a quello che accade da noi. Borga avrebbe voluto assegnare, nei criteri dell’assegno unico provinciale, 75 milioni per 40 mila persone, il sostegno della maternità. Un argomento, ha affermato ancora, che evidentemente non interessa, anche se la nostra comunità, in un tempo medio, sparirà e verrà sostituita da altri che provengono da culture diverse. Una posizione, evidentemente, condivisa dalla maggioranza. Anche Viola di PT ha detto che quello della natalità è un problema enorme e inserire il tema della maternità nell’assegno unico sarebbe il segno di una responsabilità collettiva e sarebbe in contro tendenza rispetto allo Stato che ha tagliato 6 miliardi di aiuti alle famiglie. L’assegno unico, ha aggiunto, potrebbe essere uno strumento per affrontare il tema sempre più drammatico della denatalità. Nel merito, Viola ha detto che la risoluzione della maggioranza altro non fa che ripetere quello che c’è nel Defp. Un documento, ha aggiunto Simoni, che non affronta le conseguenze del calo demografico a partire dalla scuola e il problema della fuga dei giovani trentini all’estero con i quali non il Trentino non riesce a tenere i collegamenti.


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