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Trento, sull’autonomia il PATT all’attacco della Lega

giovedì, 12 luglio 2018

Trento – Il PATT interviene sull’autonomia trentina, messa in dubbio dal Governo Conte. Il presidente della Regione Veneto ha bloccato l’iniziativa di 12 consiglieri della Lega e Lista Zaia che il 6 luglio scorso avevano depositato un Progetto di Legge “Misure di prevenzione e di intervento concernenti i grandi carnivori” che sull’esempio di quanto fatto dalle Province Autonome di Trento e Bolzano prevedeva, nel caso di soggetti pericolosi, il ricorso alla cattura e in extrema ratio all’uccisione di lupi e orsi.

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Ecco il commento di Franco Panizza, segretario politica del PATT: “Siamo basiti nell’osservare il livello di confusione che il Governo Lega – M5stelle sta creando all’interno dei suoi stessi organi politici locali. È curioso vedere che non esiste una visione d’intenti comune nemmeno tra Zaia e i suoi stessi Consiglieri. Anche il Ministro della Lega Centinaio si schiera con il Ministro Costa, M5stelle, per quanto riguarda l’impugnazione di quanto stabilito dalle Province di Trento e Bolzano per la gestione del problema grandi Carnivori.

Il PATT invece coerentemente continua a difendere le prerogative della nostra Autonomia contro gli attacchi centralisti del nuovo Governo Lega – M5stelle. La competenza per la gestione del territorio deve essere in seno alle nostre Province. Solo così sarà possibile ascoltare la voce dei territori e trovare soluzioni efficaci ai problemi che ogni volta si pongono.

La nostra prerogativa è la tutela di coloro che vivono e lavorano in montagna. Il tema dei grandi carnivori coinvolge il nostro territorio. Il Trentino e il Sudtirolo sono altamente popolati e la convivenza dei grandi carnivori con la presenza umana può essere problematica. Non vogliamo generalizzare e nemmeno banalizzare il problema. Noi abbiamo a cuore la fauna e il mantenimento della biodiversità delle nostre montagne, ma allo stesso tempo la priorità deve essere quella di dare garanzie di sicurezza e prospettive a chi ci vive e lavora. Quindi, come abbiamo più volte ripetuto noi non siamo per un abbattimento generalizzato dei grandi carnivori, ma per una gestione responsabile della problematica. L’abbattimento deve essere autorizzato solo nei confronti dei soggetti di elevata pericolosità, questo per garantire una giusta convivenza dell’uomo con i predatori, ma soprattutto per salvaguardare la nostra fauna alpina”.


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