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Trento, nasce il comitato del No al referendum costituzionale. Ecco le prime iniziative

venerdì, 20 maggio 2016

Trento – Il messaggio è chiaro: fermate la deriva. Nei giorni scorsi è stato costituto il comitato per il NO alla riforma della Costituzione voluta dal governo Renzi. Prende il nome di «Comitato per la buona costituzione: No alla riforma Renzi».

Il comitato nasce per sensibilizzare i cittadini al tema delle riforme e per spiegare le ragioni del NO ad una riforma così pasticciata e lesiva della sovranità popolare che sarà sottoposta al giudizio del popolo nel referendum del prossimo ottobre.

Per illustrare le ragioni del No alla riforma Renzi che va valutata con la ”nuova” legge elettorale «Italicum», anche per le ricadute sulla nostre realtà istituzionali sia a livello regionale e provinciale, per comunicare le prime adesioni al Comitato e le iniziative che saranno assunte sabato 21 maggio – alle 11 – presso la sala conferenze dello Sporting Hotel di Trento (via Sanseverino)  si terrà una conferenza, dove il presidente del Comitato -  dottor Claudio Taverna – illustrerà i motivi della scelta.

Salva l'autonomia - No Renzi

LA STORIA DEL COMITATO

È stata formalizzata nella serata di giovedì 5 maggio la nascita del primo comitato che si schiera per il no alla nuova riforma della costituzione voluta dal governo Renzi.

Si chiamerà «Comitato per la buona costituzione: No alla riforma Renzi». Presidente del coordinamento è stato nominato l’ex parlamentare Claudio Taverna, esponente storico della politica trentina.

Il comitato nasce per sensibilizzare i cittadini al tema delle riforme e per spiegare le ragioni del NO ad una riforma così pasticciata e lesiva della sovranità popolare che sarà sottoposta al giudizio del popolo nel referendum del prossimo ottobre. A far parte del
coordinamento sono stati chiamati oltre a Claudio Taverna anche Gabriella Maffioletti, ex consigliera comunale e presidente di Adiantum, Giorgio Manuali preside in pensione ed ex consigliere comunale, Roberto Pergher professionita e medico dell’APSS, Alex Boller imprenditore, Gianpiero Robbi vicepresidente di «carrozzine onlus» e collaboratore di testate giornalistiche, Gian Battista Maestri impiegato della Val di Non e Umberto Servidei manager, consulente del comune di Milano di Avio.

«Il comitato è aperto a tutti, indipendentemente dalla casacca politica. Per questo – afferma il presidente Taverna – abbiamo voluto coinvolgere nel coordinamento solo persone della società civile e non appartenenti alle istituzioni»

Ma il comitato appena strutturato ha già incassato l’adesione dei consiglieri provinciali Claudio Cia, Claudio Civettini e Giacomo Bezzi degli ex consiglieri comunali di Trento Raolu Pontalti, Tullio Buffa, Gianni Andreotti, del dottor Pietro Marconi, veterinario generale degli alpini in ausiliaria, della dottoressa Liliana Biasi, già insegnante ex consigliere circoscrizionale San Giuseppe – Santa Chiara, del dottor Piergiorgio Plotegher, medico ex consigliere provinciale, del rag. Maristella Puglisi, già funzionaria della Sovrintendenza scolastica, del geom. Marco Bolzonello, Bolzano ex consigliere regionale, di Michele Beozzo, dipendente Dolomiti Energia, di Marika Poletti presidente provinciale di Fratelli d’Italia, di Alessandro Urzì consigliere provinciale-regionale di Bolzano, di Raimondo Frau, Presidente di Azione Nazionale e Luigi Bertolini editore ed ex consigliere di Mori. Questi sono solo alcuni dei nomi che hanno aderito al progetto che nelle prossime settimane dovrebbero aumentare vertiginosamente.

«La riforma della costituzione, – aggiunge Claudio Taverna – anche se prende il nome del ministro proponente (Maria Elena Boschi), è stata fortissimamente voluta da Matteo Renzi e va approfondita insieme alI’Italicum, la nuova legge elettorale. Il combinato disposto delle due “riforme” (la costituzionale e l’elettorale) riduce di molto gli spazi della rappresentanza popolare, basti pensare che la lista che raccoglie al primo turno il 40% dei voti validi, di fatto il 20% degli aventi diritto al voto (la percentuale dei votanti scende addirittura sotto il 50% degli aventi diritto) ottiene 340 deputati su 630 (54%). Mentre, se nessuna  lista supera la soglia del 40%, andranno al ballottaggio le due liste che otterranno, al primo turno, più voti. In questo caso, alla lista vittoriosa saranno assegni 340 deputati».

Ma perchè nasce un comitato per il no? «la carta costituzionale è piena di strappi, - incalza subito Taverna – noi siamo fra coloro che pensano che una riforma della costituzione approvata nel 1946, vada fatta con il benestare di tutti e non grazie ad una
piccola parte di cittadini».

Ricordiamo che dalla sua nascita sono state tre le commissioni (Jotti, Bozzi e D’Alema) che hanno tentato di cambiare la carta costituzionale senza successo. Ci saranno cambiamenti importanti anche il Trentino Alto Adige, infatti per effetto di una
sostanziale diminuzione della rappresentanza, saranno nominati solo 4 senatori che saranno espressione 2 del consiglio provinciale, mentre gli altri due dovranno essere sindaci eletti.

A questo proposito Taverna non lesina critiche sulla riforma, «Un senato – spiega - ridotto ad una consorteria di parrucconi senza alcuna competenza che non potrà votare il bilancio e nemmeno apporre la fiducia. Questa riforma somiglia alla precedente, che però era stata bocciata dai lettori». (NdR -non si era raggiuntola maggioranza dei due terzi in parlamento)

Il coordinamento è composto solo da soggetti che provengono dalla società civile, «c’era la necessità di una voce indipendente dalla politica» – ribadisce Claudio Taverna, ma è sicuro – ci confida – che i militanti di partito che ritengono di utilizzare le propria capacità per un momento importante come quello della celebrazione del referendum sapranno dare un’importante apporto alla «causa»

Più diretta invece Gabriella Maffioletti che a margine della riunione ha dichiarato, «è il malloppoistituzionale più grosso di sempre e la sinisttra radical chiclo vuole. Renzi ha preso il sopravvento in modo dittatoriale attraverso la sua madrina Boschi, e se scendono in campo 56 costituzionalisti che ciinformano sul pericolo che questa riforma nasconde e i suoi troppi profili di rischio è chiaro che dobbiamo fare qualcosa, onorata quindi di mettere la mia bandierina su questo comitato».

Per Roberto Pergher invece non si deve politicizzare il referendum e ragionare sulle regole e non sui partiti,«per questo auspico che le nostre idee vengano condivise in modo trasversale, ma quel che è certo è che questa riforma avrà come primo bersaglio la nostra autonomia già sotto attacco del governo centralista da un pezzo, votare si per i trentini potrebbe significare dire addio alla tanto amata autonomia che ha portato benessere in tutto il nostro territorio» – conclude.

«Sarà importante – afferma invece Giorgio Manuali – coniugare il no a Renzi e quello politico tecnico costituzionale. È chiaro a tutti che questa riforma è del tutto illogica e obrobriosa e che il premier sente il fiato sul collo dei cinque stelle, per quel che mi riguarda auspico di fondere le due istanze, istituzione e politica per così mandare a casa Renzi»

Gianpiero Robbi invece si sofferma su uno degli obiettivi del nuovo comitato, cioè quello di convincere i cittadini ad tornare a votare per così ritrovare la fiducia e l’interese nella politica e nelle istituzioni. Il comitato si ritroverà mercoledi prossimo per attuare una dettagliata pianificazione e per scegliere il percorso da intraprendere da qui ad ottobre, mese dove si voterà.

«Contiamo – termina il presidente del Comitato Taverna – su un massiccia adesione da parte di tutti, numerosi comunque saranno gli incontri sul territorio, i tavoli e i dibattiti dove sarà nostra cura approfondire le tematiche legate al voto del referendum».

Una delle priorità del neonato comitato sarà quella di realizzare altri comitati territoriali in breve tempo per così avere una massima copertura. Intanto i primi sondaggi di alcuni media nazionali danno in vantaggio il No con il 54%. Un referendum quindi che potrebbe risolversi sul filo di lana e questa volta senza la solita eterna incognita del raggiungimento del quorum.


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