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Trento, l’Ateneo dei Racconti: i dieci finalisti al lavoro

sabato, 8 febbraio 2020

Trento – Prosegue il cammino della nona edizione dell’Ateneo dei Racconti, il concorso letterario dell’Opera Universitaria di Trento. Alla scadenza del bando, lo scorso dicembre, l’adesione è stata più che soddisfacente: 74 i racconti presentati, numero in crescita rispetto alle ultime edizioni, segno che gli incontri all’interno dei vari Atenei, l’appoggio dei professori e delle Istituzioni, così come il passaparola tra gli studenti, hanno avuto l’efficacia sperata. I dieci studenti finalisti sono: Bressanello Elia, Forlano Rossana, Lorenzini Girardelli Giuditta, Mizzon Gaia, Passuello Marco, Sterni Leonardo e Tait Matteo (dip. Lettere e Filosofia), Chehaimi Sarah e Monari Alessandro (dip. Scienze Cognitive) e Cicolin Aurora (dip. Ingegneria industriale). Nelle giornate del 21 e 22 gennaio il gruppo ha partecipato al workshop residenziale presso l’Ostello di Grumes, in vista della realizzazione delle performance tratte dai racconti stessi, che andranno in scena il 24 e 31 marzo al teatro Sanbàpolis. La serata finale, infine, con la cerimonia di premiazione, si terrà il 7 aprile.

La squadra che seleziona i racconti, presieduta dal direttore artistico Davide Longo, ha letto a stretto giro tutte le opere e ha quindi selezionato i dieci finalisti. Subito dopo è stata la volta del workshop. Questa è la novità più importante dell’edizione 2019-2020: negli anni precedenti infatti i finalisti seguivano il workshop a giochi fatti, quando i racconti erano già stati votati dai giurati e trasformati in performance, mentre quest’anno il workshop è stato pensato all’inizio del percorso, centrandolo sulla riscrittura dei racconti sotto la guida di Davide Longo e di Guido Laino (regista/curatore delle performance). In base alle loro indicazioni i finalisti sono stati chiamati ad affrontare i problemi evidenziati, rivedere i testi, in alcuni casi cambiarne la struttura. I racconti sono rimasti farina del loro sacco, ma le giurie potranno ora valutare anche la loro capacità di tornare sul testo e metterci mano.
Ora comincia la seconda fase. Nel giro di un paio di mesi, i dieci finalisti, molti dei quali alla prima esperienza di scrittura narrativa e di teatro, si ritroveranno sul palco del teatro Sanbàpolis, davanti a 300 persone, per portare in scena una performance ricavata dal testo uscito dal workshop. Un viaggio entusiasmante, che è l’anima stessa del concorso e anche il motivo per cui i ragazzi che hanno hanno partecipato alle precedenti edizioni conservano dell’esperienza un ricordo indelebile, che ha lasciato, anche dal punto di vista umano, traccia profonda.

Dalla lettura dei 74 racconti candidati emerge come sempre uno spaccato vivo, passionale e dolente di cosa significa avere vent’anni (circa) oggi: incertezze, difficoltà di orientamento, grandi ideali, senso di solitudine, stereotipi, bisogno di ribellarsi a essi, intelligenza, creatività, malinconie. Dentro i 74 racconti, oltre al loro mondo, gli autori esprimono anche un potenziale di creatività, e con esso un avvertimento valido per tutti: “Non sprecatelo”.

L’appuntamento aperto al pubblico è al teatro Sanbàpolis nelle serate del 24 e 31 marzo, e quindi alla finale del 7 aprile. Saranno questi i momenti in cui la competizione che in ogni concorso è insita rivelerà il suo vero volto: il gioco, l’emozione, la festa.

All’iniziativa collaborano fra gli altri la Provincia autonoma di Trento, la scuola Holden di Torino, il Centro Teatro Trento (CTolmi24), la Fondazione Trentino Università e il Conservatorio.
www.operauni.tn.it



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