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Trento, in Consiglio provinciale caso Baratter e ricorso sul Bilancio alla Corte Costituzionale

venerdì, 24 febbraio 2017

Trento - Sul caso Baratter: discussione fuori ordine del giorno in Consiglio provinciale. In apertura di seduta del Consiglio provinciale, dedicata oggi alla ratifica di un’impugnativa contro lo Stato di cui diamo separatamente conto, la minoranza consiliare ha avviato una discussione sul caso del consigliere provinciale Lorenzo Baratter (nella foto), di cui anche noi abbiamo dato ampia cronaca in questi giorni.lorenzo baratter

Sull’ordine dei lavori è intervenuto Claudio Cia (Misto) che ha chiesto un momento di chiarezza sull’etica di comportamento, il rigore morale, la credibilità delle istituzioni. “In un contesto storico in cui si prevede il licenziamento immediato di chi si va a bere un caffè, il Consiglio non può tacere di fronte ad un comportamento che il Tribunale ha tacciato di corruzione elettorale” ha sbottato. “Chiariamo subito questa vicenda”, ha esortato, “in primo luogo lo facciano Patt, Pd e Upt, prima di finire tutti schiacciati”. Sull’argomento è intervenuto anche Maurizio Fugatti (Lega) che ha richiamato il caso di Silvano Grisenti che per applicazione della legge Severino in maniera retroattiva decadde qualche anno fa da consigliere provinciale. Il collega Baratter ha percorso la strada della messa alla prova e non possiamo parlare di sentenza, né di assoluzione, né di colpevolezza. Tuttavia, qui non preme tanto l’aspetto giudiziario, che seguirà le sue vie, quanto l’aspetto politico. “C’è una responsabilità politica da parte del Presidente della Giunta e del senatore Panizza perché oggi Baratter viene messo alla gogna, ma il Presidente Rossi deve venire in aula a dirci se sapeva o meno dell’esistenza di quell’accordo, perché se non sapeva è una cosa gravissima” ha concluso.

Manuela Bottamedi (Misto) si è rivolta direttamente a Dorigatti, ricordando che il Presidente definì in una comunicazione ufficiale un “caso istituzionale” la sua uscita dalle file del Patt. “Ora di fronte alla sentenza di un massimo organo della magistratura lei non ha speso mezza riga per commentare oppure dare indicazioni di tutela dell’onorabilità e rispettabilità dell’aula” ha sbottato: “due pesi e due misure anche in questo caso, ha notato amaramente. Dall’altro lato c’è il Presidente Rossi che liquida come “un’ingenuità e leggerezza” una sentenza di corruzione elettorale, che risulta essere un reato. E’ normale tutto questo? E’ normale che la Cooperazione, che sta in piedi grazie a benefit provinciali, licenzi in tronco 130 dipendenti? Qui ci vuole uno scatto di recupero di etica e moralità, ha concluso.

Claudio Civettini (Civica) ha esordito dicendo che questa è l’aula dei trentini e tutti hanno diritto di venire a manifestare i loro pensieri, soprattutto quelli che non arrivano a fine mese, quelli che hanno preso “calci in culo”. A fronte di questo ha esortato l’assessore Olivi a venire ad un Consiglio straordinario su questi temi: “noi consiglieri possiamo muoverci e trovare soluzioni per il bene comune solo se siamo informati e non lo siamo”. Anziché parlare delle quote rosa, a suo avviso si dovrebbe parlare dei problemi della gente che non arriva alla fine del mese e trovare risposte concrete.

Se oggi in Trentino si parla di corruzione elettorale è anche grazie al Movimento 5 Stelle ha notato Filippo Degasperi che ha invitato a dare merito di questo al proprio movimento e in particolare al deputato Riccardo Fraccaro. Se è vero che sull’accordo elettorale di Baratter la magistratura si è espressa in primo grado, il consigliere 5 Stelle ha chiesto che i tempi della politica siano più rapidi: “la politica deve prendere atto di quanto accaduto perché la campagna elettorale del 2013 è stata inquinata da una corruzione autoctona del nostro territorio”. Quanto ai lavoratori e alle loro proteste, ha detto, qualcuno sta evidentemente disattendendo le promesse fatte. Marino Simoni (Progetto Trentino) ha definito “estremamente preoccupanti” gli aspetti che riguardano il caso Baratter. Tuttavia dobbiamo ragionare sulle azioni e non sulle persone, ha aggiunto il consigliere: non può essere l’aula a dare queste risposte, ci sono gli strumenti e le istituzioni titolate a questo: sarebbe opportuno un passaggio in Giunta delle Elezioni, ha osservato Simoni che ha ringraziato Fugatti per avere menzionato il caso Grisenti. Quanto al disagio occupazionale che esiste in Trentino occorre a suo avviso mettere attorno ad un tavolo i diversi attori e affrontare in termini radicali una situazione che rischia di far naufragare l’autonomia. Dobbiamo ragionare non sulle divisioni, ma su quello che può unirci, ha concluso.

Rodolfo Borga (Civica Trentina) ha notato che casi come questi sono analoghi ad altri e se c’è una cosa che rivendichiamo è quella di non mutare atteggiamenti a seconda della convenienza politica. Tre sono gli aspetti da considerare: una questione giudiziaria che non spetta a noi sindacare; una questione personale e famigliare e una questione politica, che è quella che riguarda l’aula. Sarebbe riduttivo a suo avviso addossare le colpe ad un singolo consigliere: qui c’è in ballo l’intera maggioranza: “noi non chiediamo nulla”, ha concluso, “se non che la maggioranza nel suo complesso si faccia carico di questa vicenda”.

Il consigliere Walter Kaswalder (Misto) ha richiamato il proprio caso personale, ovvero l’espulsione, dopo 45 anni di militanza, dal gruppo provinciale e regionale del Patt, fatta “con incredibile leggerezza istituzionale e mancanza di rispetto e disprezzo dei probiviri che non sono stati nemmeno avvisati”. Sul caso Baratter ha aggiunto che nel 2013 era Presidente del Patt e non era a conoscenza di questo accordo, però le voci che giravano erano che già ci fosse un orientamento su chi sarebbe stato l’assessore alla cultura: “qualcuno in alto nel partito ne era dunque sicuramente a conoscenza”, ha detto. Kaswalder ha infine chiesto scusa ai propri elettori che certo “non meritano questo fango”.

“Questa è la legislatura più travagliata che ho vissuto”, ha esordito Nerio Giovanazzi (Amministrare il Trentino): le istituzioni devono avere l’autorevolezza per mandare messaggi credibili alla comunità. Non possiamo confonderci con chi fa del populismo, ha proseguito, qui c’è bisogno di fare una riflessione a fronte di una situazione molto critica. Baratter ha peccato a suo avviso di grande superficialità, alla quale ha aggiunto dell’ironia, sbagliando profondamente e mettendo in ridicolo le istituzioni.

Braccio di ferro Stato-Provincia: sì ad un nuovo ricorso alla Corte costituzionale

Nuovo braccio di ferro fra Roma e Trento. Ancora una volta il Consiglio provinciale si è trovato a discutere un ricorso alla Corte costituzionale su norme statali, il nono da inizio legislatura. Lo ha fatto questa mattina nel corso di una seduta ad hoc, terminata con l’approvazione del documento all’unanimità dei 29 presenti.

La fonte di riferimento è l’accordo di garanzia che la Giunta ha sottoscritto con il Governo nell’ottobre del 2014, ha detto il vicepresidente Alessandro Olivi che ha illustrato il documento e notato come l’accordo contenga disposizioni importanti e di tutela della nostra autonomia che qui vengono disattese.

Questa volta ad essere contestato è stato il Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017/2019. Due gli aspetti su cui è concentrato il ricorso: il primo riguarda la necessità di accordi con lo Stato per la ripartizione del fondo sanitario nazionale, in sfregio al patto di garanzia e senza tenere conto del fatto che Trento finanzia in toto il proprio servizio sanitario. Il secondo aspetto riguarda questioni di tipo sanzionatorio. La legge nazionale prevede sanzioni per gli enti territoriali (Province e Comuni) che non conseguono il pareggio di bilancio ed accesso alla premialità nel caso in cui siano virtuosi, una premialità che esclude espressamente le speciali. La Provincia obietta che i rapporti finanziari con lo Stato sono regolamentati dal patto di garanzia e di avere la competenza esclusiva in materia di finanza locale per quanto riguarda i Comuni. Sono intervenuti a commentare l’impugnativa il consigliere Claudio Civettini, che ha criticato e citato parlamentari trentini (Fravezzi, Panizza, Palermo) che hanno votato a favore di queste norme, Maurizio Fugatti, che ha parlato di una preoccupante ritualità delle impugnative e di parole a vanvera dei parlamentari del centrosinistra trentino, Filippo Degasperi, che ha rimarcato il comportamento della delegazione parlamentare trentina a Roma che se per vincoli di squadra deve votare dei provvedimenti almeno ne dovrebbe rilevare la contrarietà allo Statuto. Infine si è espresso a sostegno dell’impugnativa anche il consigliere Walter Kaswalder che ha ricordato le cifre dell’accordo del 2014, che sembrava mettere in garanzia l’autonomia finanziaria trentina, mentre continuiamo ad assistere a incursioni come questa cui dobbiamo ricorrere: “saremo sempre più in difficoltà”, ha concluso, “perché di questo governo c’è poco da fidarsi”.


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