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Trento, in Consiglio provinciale al via la discussione sulla manovra anticrisi

sabato, 9 maggio 2020

Trento – Al via la discussione del disegno di legge 55 in Consiglio provinciale a Trento. Il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti: “Un trauma paragonabile a quello della Seconda Guerra Mondiale”.

Intervento del Governatore

Consiglio Provinciale - TrentoIl presidente Maurizio Fugatti, aprendo la discussione del ddl 55, la manovra anticrisi della Giunta, ha sottolineato la gravità della situazione che il Trentino, come il resto del Paese e del mondo, sta affrontando. Un trauma, umano, sociale e economico, paragonabile solo alla Seconda Guerra Mondiale. In questo clima, funestato dai lutti che, ha sottolineato Fugatti, “hanno colpito in particolar modo la generazione che ha costruito il Trentino di oggi, la Giunta ha varato il ddl che, ha detto il presidente,“può essere considerato una vera e propria manovra anticrisi. Non l’unica, perché ne seguiranno altre, ma comunque importante per la qualità delle scelte e per l’entità delle risorse mobilitate”.

Nel concreto 150 milioni di euro “già disponibili sul bilancio provinciale – ha detto ancora nella sua relazione Fugatti – indirizzati verso le priorità a cui è necessario dare una risposta immediata. Nello specifico, 64 milioni sono stati recuperati prevedendo il finanziamento a debito di opere pubbliche Pat e dei Comuni precedentemente finanziate con risorse di parte capitale, oltreché riprogrammando interventi in relazione ai tempi della loro realizzazione. Ulteriori 7,5 milioni recuperando gli avanzi di Enti e Agenzie della Pat, mentre 9 milioni sono connessi a minori fabbisogni legati alle limitazioni imposte dall’emergenza Covid (mense, trasporti, campeggi, eventi ecc.). Altri 14 milioni vengono da minori fabbisogni rispetto a quanto previsto dal bilancio iniziale”. Preservando i settori della sanità e del sociale, ha detto ancora il presidente, quasi tutti i settori sono stati coinvolti nell’operazione di recupero di disponibilità finanziaria.

Non siamo sordi alle legittime richieste dei lavoratori pubblici

“Cito per tutti – ha continuato – i 20 milioni di euro previsti per il rinnovo del contratto ddel personale del settore pubblico per il 2019 – 20. Non siamo sordi alle legittime richieste dei lavoratori pubblici, anzi, siamo certi che anche loro capiscono l’urgenza di trovare soluzioni per chi il Cornonavirus il lavoro o l’ha tolto o rischia di toglierlo. L’auspicio è che si possa trattare di una sospensione temporanea e che quindi con le prossime manovre le risorse si possano recuperare”.

Fondamentale congelare il concorso Pat al risanamento dei conti statali

Ed è chiaro che nella partita decisiva delle risorse di bilancio un ruolo determinante lo giocherà l’esito della trattativa tra la Provincia, in stretto rapporto con quella di Bolzano, e il Governo per ottenere la sospensione dei Patti di Milano e di Roma per far rimanere nelle casse di piazza Dante i 420 milioni destinati al risanamento dei conti dello Stato. “L’obiettivo – ha ribadito Fugatti – è quello di ottenere il congelamento del concorso della Provincia agli obiettivi di finanza pubblica nazionale. Nello specifico la richiesta è di azzerarlo già ai fini dell’impostazione dell’assestamento di bilancio 2020”. Questo per avere a disposizione una massa finanziaria per un manovra di rilancio strutturale dell’economia.

Il pubblico farà la sua parte ma non può fare tutto. Va coinvolto il risparmio privato

Il pubblico farà la sua parte ma non può fare tutto. Anche per questo la Giunta intende coinvolgere il rilevante risparmio privato presente in Trentino e di valorizzare strumenti come il Fondo strategico per il Trentino Alto Adige e il Fondo social housing e il nuovo Fondo per l’agricoltura. Tutti, insomma, ha sottolineato, devono fare la loro parte in questa fase drammatica della nostra storia. I principi guida di questa manovra, ha sottolineato Fugatti, sono tre: sicurezza, cioè la sintesi tra salute e equilibrio sociale e economico; protezione sociale ma senza scadere nell’assistenzialismo; lavoro attraverso la salvaguardia del tessuto produttivo.

Pensare ad un modello di sviluppo diverso da quello pre Covid

Senza dimenticare, superata l’emergenza, il confronto per costruire “un modello di sviluppo più coerente con i profondi mutamenti che hanno violentemente investito, non solo a causa del coronavirus, le relazioni economiche e i rapporti con il mercato. Un nuovo modello che deve puntare ad un futuro sostenibile non solo in termini ambientali, ma anche umani, civici ed economici”.

Un commissario ad acta per velocizzare i cantieri delle opere pubbliche

Un futuro nel quale la Pat, anche attraverso le misure di semplificazione come quelle contenute nel ddl, dovrà avere un ruolo fondamentale di “volano” del sistema, a partire dalla capacità di effettuare investimenti pubblici. Per questo nel ddl è stata introdotta la figura del supervisore delle commesse pubbliche che avrà anche il compito di intervenire come vero e proprio commissario ad acta di fronte a rallentamenti e inerzie dell’apparato e velocizzare l’avvio di appalti e lavoro. Il presidente della Giunta ha ripercorso poi più nel dettaglio i punti principali del ddl 55, che affronta tre fronti di intervento: la tutela della liquidità delle imprese, il sostegno al reddito delle famiglie in difficoltà, la salvaguardia dell’occupazione.

Grazie alle forze politiche per la responsabilità che hanno dimostrato

L’ultima parte della relazione, composta da 24 pagine, Maurizio Fugatti l’ha dedicata alle forze politiche che ha ringraziato “per la responsabilità dimostrata nel contribuire alla costruzione di una possibile risposta capace di aiutare il nostro Trentino a uscire più forte e competitivo da questa terribile pandemia”.

Tonini: in questa fase drammatica serve dialogo e collaborazione

Il primo ad intervenire nella discussione generale del ddl 55 è stato Giorgio Tonini. Il capogruppo Pd ha esordito col ricordo delle vittime del terrorismo, a 42 anni dall’uccisione di Moro, e sottolineando che oggi è anche la Giornata dell’Europa. Due stelle polari, ha affermato, che possono aiutarci a muoverci in questa fase drammatica della nostra storia. Moro, ha continuato, era dialogo, collaborazione, cultura dell’intesa. Far prevalere ciò che unisce anziché ciò che divide. E oggi, di fronte ad una fase così grave, nessuno può fare da solo, né la maggioranza né l’opposizione, c’è invece il bisogno di tutti. La strada giusta è il dialogo e il confronto come si è fatto in commissione la scorsa settimana. Parte del ddl, ha ricordato Tonini, è frutto del lavoro di commissione, dove, in particolare, è stata rafforzata tutta la parte di sostegno dei lavoratori e delle famiglie.

Però il capogruppo Pd, ha mosso alcuni appunti alla Giunta su alcuni aspetti. Il primo sul metodo istituzionale: l’esponente Pd ha ricordato di aver contestato l’assegnazione del ddl alla Seconda commissione. Si deve stare attenti agli strappi istituzionali, ha detto, perché una variazione di bilancio non è possibile che non passi per la commissione bilancio. Per tradizione, ha aggiunto, in Trentino c’è una certa disinvoltura su questo tema, ma va abbandonata. Perché quando c’è di mezzo il bilancio serve un quadro complessivo. Se avessimo avuto uno sguardo generale ci saremmo accorti, ha continuato, che un punto critico di questa che, per Tonini, è una prudente – timida manovra anticrisi, sta nel fatto che mette a disposizione risorse fresche per 64 milioni, mentre il resto sono spostamenti di poste. Le forze sindacali, se fossero state ascoltate, ha affermato avrebbero detto che i 20 milioni del contratto erano già pronti a entrare nell’economia. E sarà anche giusto spostarli, ma erano comunque soldi che andavano nell’economia. Insomma, un’analisi complessiva sui tagli che si sono fatti per finanziare i due terzi del ddl sarebbe stata importante. Non c’è stata, insomma, una discussione sul disegno complessivo, in base al quale si sarebbe potuto usare tutto lo spazio di indebitamento possibile. Tonini ha poi affrontato il tema del rapporto con Roma e la Ue. Pieno accordo con l’impostazione di Fugatti e Kompatscher e con la proposta forte che portano al Governo per la quota destinata al concorso per il risanamento dei conti statali. Di conseguenza però, ha detto, l’opposizione a Roma dovrebbe comportarsi come quella di Trento. Non basta dire: il governo non passerà. Non passerà, ha affermato il capogruppo, se si farà un’opposizione propositiva. Servirebbe un po’ di spirito “moroteo”, insomma. L’Europa, infine, ha ricordato il capogruppo Pd, è fondamentale anche per noi. Al di là della questione decisiva dei Corona bond, già i 100 miliardi messi sul fondo per la cassa integrazione europea, sono per l’Italia diversi miliardi, e l’1% di questi dovrebbero prendere strada del Trentino. Ci sono poi i 200 miliardi della Bei a tassi europei, quindi molto favorevoli, e il Trentino potrebbe accedere ai finanziamenti direttamente perché ha una tradizione in questo campo. Poi c’è il famigerato Mes che significa il 2% di debito al tasso europeo, quindi quasi zero, con l’unico vincolo che siano destinati alla sanità. Qualcosa come 36 miliardi di euro e anche qui l’1% andrebbe al Trentino, quindi 360 milioni. La tastiera, ha concluso, è ampia per arrivare a una trattativa che porti a un risultato. Il ddl da solo altrimenti dà una risposta modesta.

Degasperi: la Giunta ha fatto troppa propaganda

Filippo Degasperi di Onda Civica Trentino ha detto che c’è un altro 9 marzo da ricordare:la proclamazione dell’Impero nel 1936 sperando, ha aggiunto, che il Trentino non faccia la stessa fine. Degasperi ha detto che la Giunta ha rifilato due mesi di propaganda ai trentini, ad esempio se la Giunta avesse depositato subito il ddl al Consiglio, invece di presentarlo prima alla stampa, avremmo guadagnato quattro giorni e non si sarebbe dovuto discutere in fretta di sabato. Degasperi ha attaccato anche le conferenze stampa su facebook della Giunta, con le domande filtrate dei giornalisti che si sono limitati a portare le parole di quelli che il consigliere ha definito i “televenditori”. Il massimo, ha aggiunto, è stata la slide mostrata nelle conferenze stampa e non solo che parlava di un intervento di 825 milioni di euro. Oggi Fugatti, ha affermato l’esponente di Onda Civica Trentino, ha parlato invece di cifre molto più modeste perché la cifra di 825 veniva da 400 milioni di una legge approvata in precedenza, 500 milioni di debiti delle imprese e 175 milioni di sospensioni di tasse locali che verranno chieste in autunno e infine i 150 milioni di oggi. Nessuno nelle conferenze stampa ha chiesto però da dove arrivassero questi soldi. S’è scoperto solo lunedì 27 aprile che le risorse vengono dal mondo della scuola – 13 milioni nel 2020 e 14 nel 2021. Una fetta consistent, 15 milioni, dall’ambiente, compreso il Parco dello Stelvio. Anche sulla sanità ci sono tagli, anche per i Lea, di circa 20 milioni di euro in tre anni. Sull’agricoltura, alla quale sono state dedicate nelle conferenze stampa ben sei slides, si portano via 5 milioni e se ne rimettono tre. Tagli doverosi? – ha chiesto Degasperi – Forse ma allora lo si doveva spiegare chiaramente. Anche per la Meccatronica s’è tagliato. Sul personale Pat sono stati tolti 20 milioni, ma nelle conferenze stampa si parlava di 15. Tagli accompagnati da una retorica secondo la quale i dipendenti pubblici sono tutelati, che c’è chi sta peggio, quando poco prima si parlava di eroi come nel caso del personale della Protezione civile. Risorse, ha detto ancora Degasperi, che in Italia non sono state toccate. Eppure, ha aggiunto, il dirigente della sanità ha avuto un aumento in piena emergenza, quindi la retorica degli iper tutelati va rimandata al mittente. Il consigliere di Onda Civica ha ricordato, insomma, che le risorse vengono da spostamenti e erosioni di altri capitoli del bilancio. Bene invece, per Degasperi, la richiesta di una sospensione dei Patti di Milano e Roma, i 420 milioni per il risanamento delle finanze pubbliche nazionali. Anche perché questi soldi Roma, ha aggiunto, non li usa per risanare i bilanci ma per buttarli in calderoni come quello dell’Alitalia. Sul capitolo del debito il Trentino si è attesta sotto il miliardo e mezzo quindi si po’ pensare a misure straordinarie, anche se serve assoluta cautela. In Trentino, ha ricordato Degasperi, ci sono 12,5 miliardi sui conti e proporre ai trentini un investimento per la loro terra è una strada che va percorsa con attenzione e determinazione.

Nel merito del ddl Degasperi ha detto che gli aspetti innovativi sono pochi, a parte una sorta di reddito universale che assomiglia alla proposta che aveva avanzato tempo fa e che era stato coperta di critiche dalle categorie economiche. Bene il piano strategico per la digitalizzazione, ma ci sono strumenti che già funzionano e che potrebbero diventare ordinari e concreti. Sul piano fiscale non c’è nulla. Degasperi ha chiesto cautela per i lavoratori del Progettone che non devono diventare un elemento per abbassare gli stipendi. Sulle riaperture ha condiviso l’impostazione attuale di Fugatti. Mentre secondo Degasperi l’articolo del riconoscimento economico al personale della sanità, tra l’altro destinato a una platea indeterminata con risorse altrettanto indeterminate, andrebbe cancellato perché è una presa in giro per i lavoratori. Critiche anche sulle semplificazioni in campo urbanistico che tra l’altro, ha detto, non c’entrano nulla con il ddl. C’è da sperare, ha aggiunto Degasperi, che sotto non ci siano le solite “trame” che si vedono da tempo. In sintesi, per il consigliere ci sono aspetti nel ddl che sono condivisibili, altri che non c’entrano nulla e altri migliorabili. Infine, ha ricordato il suo emendamento, respinto in commissione, per tagliare l’indennità degli assessori visto che chiedono sacrifici ai dipendenti pubblici.

Ghezzi: è il momento di riscoprire pazienza e modestia

Paolo Ghezzi di Futura è partito con un’autocritica accompagnata al riconoscimento dell’impegno e della fatica che i componenti della Giunta stanno affrontando in questa fase drammatica. Il capogruppo ha ricambiato anche il ringraziamento di Fugatti e ha detto di essere convinto che il centro destra pensa al popolo perché, al di là dell’interesse politico, c’è un senso di responsabilità. Ghezzi, citando la Montagna Incantata di Thomas Mann, ha sottolineato il bisogno di superare le contrapposizioni nei momenti di difficoltà come questo. Ed ha aggiunto che, se la sinistra ambientalista e solidale ha dato impressione di voler fare la lezioncina a chi governa, ha sbagliato. Nessuno, in momenti come questo, ha detto ancora, ha l’appalto della dignità umana e tutti devono rispondere al popolo. Va evitata qualsiasi forma di presunzione e invece vanno riscoperte le risorse straordinarie di pazienza e modestia. Anche di fronte a chi governa privilegiando ancora il fronte della propaganda; di chi ha respinto la necessità di allungare lo sguardo e di tracciare orizzonti come se fosse un virus. Ma non possiamo fare il tifo, ha aggiunto Ghezzi, per l’implosione della Pat e perché Fugatti vada a sbattere. Quindi c’è il dovere della condivisione e di una visione. Condivisione necessaria anche nei comuni, a partire da Trento. Nello specifico del ddl ha ricordato che Futura ha presentato 55 emendamenti, rinunciando all’ostruzionismo, e sarà curioso vedere se almeno uno sarà accolto. Interessante anche vedere come verranno accolti alcuni odg, in particolare uno sulla finanza pubblica di Ugo Rossi, uno sull’assegno unico di Olivi e uno sulla sanità dello stesso capogruppo di Futura. Odg cartine al tornasole della volontà di dialogo, in particolare quello della sanità che impegna la Giunta a realizzare un piano entro il 31 maggio per una fase due coerente e se verrà respinto. Il consigliere di Futura ha ricordato che il 9 è anche il giorno dell’uccisione di Peppino Impastato che richiama tutti alla lotta alla mafia. E, annunciando il voto di astensione sul ddl , ha invitato la maggioranza a non togliere la bandiera dell’Europa come è stato fatto a Borghetto. Perché, ha continuato, c’è bisogno di Bruxelles e di Roma perché c’è bisogno di più Stato non di meno Stato. I liberisti, ha aggiunto citando un articolo di Chiara Saraceno, stanno chiedendo più Stato per avere contributi pubblici dopo aver per anni decantato la presunta efficienza della mano invisibile del mercato. Anche il capogruppo di Futura ha attaccato la propaganda della Giunta che andrebbe sostituita col dialogo e ha sottolineato le critiche per la fase due che vengono da comuni, Inail, insegnanti, operatori sanitari, comuni. Il ddl, ha affermato, ci mette, come è inevitabile, soldi, ma manca molto per le famiglie a basso reddito; non c’è nulla per la cultura e poco per il terzo settore. Manca una visione chiara sulla ripartenza se non un riferimento vago alla Amazon trentina, anche se il lockdown ha mostrato i limiti della rete. Non c’è un progetto complessivo per lo smart working quando ancora molti documenti sono cartacei. Non c’è un’idea di come dovrà essere il mondo dopo questa tragedia e troppe sono le deleghe alla Giunta. I 55 emendamenti di Futura comprendono, tra l’altro, un riconoscimento del terzo settore; l’espansione da 9 a 11 addetti per i contributi alle piccole aziende; l’inclusione per gli aiuti dei soci lavoratori per le coop e i lavoratori dello spettacolo; l’Amazon Trentina che dovrà essere davvero trentina e aiuti per l’e – commerce delle imprese; il rinvio del bollo auto al 31 dicembre; l’anticipazione del reddito di cittadinanza; più risorse per il Fondo di solidarietà, la proroga per il terzo settore dei termini per le linee guida. Interventi per gli affitti per gli studenti universitari; il riconoscimento del lavoro fatto degli insegnanti e il ripristino dei 20 milioni per i lavoratori pubblici.

Marini: ci sono cose buone ma il ddl è generico

Alex Marini del Gruppo Misto ha ricordato che le minoranze hanno fatto la loro parte per migliorare il testo, senza pratiche ostruzionistiche anche se il ddl ha avuto un iter frenetico in commissione dalla quale è uscita però una proposta generica che non a caso rimanda alla Giunta le decisioni. Una genericità, ha riconosciuto il consigliere, che è stata in parte ridotta dalla relazione in aula da Fugatti. Gli importi, ha aggiunto, sono timidi e si dovranno incrementare con la manovra di assestamento di bilancio. Secondo Marini per il ddl non sono state coinvolte le commissioni e ha sottolineato il rischio, come ha evidenziato il Gruppo degli esperti, di disperdere gli interventi con contributi a pioggia. Vanno invece individuati i settori strategici per rafforzare la ripresa. Infine, Marini ha ricordato di aver presentato emendamenti e odg per rafforzare la partecipazione, con l’assemblea dei cittadini e la trasparenza, con un sito che renda pubblici l’iter degli appalti, e l’istituzione di un osservatorio sulla criminalità organizzata assieme alla Provincia di Bolzano. Il consigliere, ha ricordato che suoi emendamenti riguardano i canoni di affitto delle famiglie, interventi di consulenza per aiutare l’export delle piccole medie aziende, il potenziamento dell’ Uopsal.

Il sindacato: servono più risorse per le famiglie e i lavoratori

“La manovra finanziaria della giunta provinciale per fronteggiare l’impatto dell’emergenza sanitaria ed economica causata dalla pandemia non dà risposte sufficienti ai bisogni delle famigli e dei lavoratori. Per questa ragione oggi Cgil Cisl Uil hanno protestato sotto il Consiglio provinciale, mentre in Aula era in discussione il ddl Fugatti-Spinelli. Non un presidio contro, ma un presidio per chiedere che si rafforzino maniera incisiva gli investimenti per le famiglie e i lavoratori trentini messi a dura prova dagli effetti che il Covid-19 ha prodotto su redditi e lavoro, ma anche per chiedere maggiori risorse per la sanità trentina, perché si possono tenere insieme garanzia per salute e riapetura dei settori produttivi “se si rafforza il sistema sanitario con sistemi di monitoraggio, test, isolamento e cura dei casi Covid 19”.

“Nella loro piattaforma, in linea con le proposte presentate nelle scorse settimane all’Esecutivo – proseguono – le tre confederazioni non si sono schierate contro gli incentivi a sostegno delle imprese, ma hanno chiesto che questi incentivi a fondo perduto siano legati al mantenimento dell’occupazione, perché non si possono sostenere le aziende che licenziamo.

Hanno chiesto che accanto al sostegno alle imprese la Provincia dia risposte anche ai lavoratori. Quanto stanziato a sostegno dei lavoratori più deboli, dei cassintegrati e dei disoccupati, dei precari e degli stagionali, è frutto delle pressioni del sindacato e dell’opposizione e rappresenta un primo segnale non ancora sufficiente: Cgil Cisl Uil chiedono di dare risposte ai lavoratori dipendenti, sostenendo la loro capacità di spesa.

E ancora misure per sostenere in maniera concreta l’occupazione femminile e la conciliazione, perché le donne sono quelle che stanno pagando il conto più salato di questa crisi perché spesso con impieghi più poveri, in settori più danneggiati o perché schiacciate dalla difficoltà di tenere insieme occupazione e famiglia. Infine la richiesta di sostenere il lavoro anche di chi opera nei settori pubblici, riconoscendo concretamente l’importanza di chi lavora nella pubblica amministrazione, nella scuola, in ambito socio-educativo, nella sicurezza e nella sanità trentina. “Senza trucchi la giunta garantisca ai lavoratori pubblici e ai dipendenti del terzo settore il giusto riconoscimento anche economico”.

Dallapiccola: l’ipocrita “deLEGAcentrismo” della Giunta e idee che si sarebbero potute mettere in atto subito

La discussione generale è ripresa nel pomeriggio con l’intervento del consigliere Michele Dallapiccola (Patt), che ha fatto alcune considerazioni sul metodo “centralista” adottato dalla Giunta nel confezionare queste norme in una sorta di “deLEGAcentrismo” dell’Esecutivo definito “ipocrita”, con un termine per sua ammissione “forte”. Si sarebbe potuto fare molto di più, ha aggiunto, di quanto abbiamo potuto noi consiglieri di minoranza e anche le parti sociali alle quali è stato dato poco spazio in queste norme. Si sarebbe potuto cogliere l’occasione di questo momento difficile per mettere in atto alcune manovre straordinarie e temporanee per aiutare alcuni settori che saranno in difficoltà nel tempo. Il piano di sviluppo rurale, ad esempio, slitterà almeno fino al 2023 con evidenti, inevitabili ripercussioni. Quello attuale, benché svuotato di risorse, è però tuttora presente e si potrebbe semplicemente rimpinguarlo per permettere di compiere molte misure, quella particolarmente attesa degli investimenti in primis, poi quella dell’irrigazione, oppure quella delle bonifiche che va di passo con la valorizzazione dei giovani in agricoltura sulla quale tutti sono d’accordo. Il Trentino avrebbe potuto diventare in questo frangente un modello ad esempio nella gestione dei grandi carnivori e lo potrebbe diventare nella gestione della sfida epocale del turismo, che incontrerà oggi una situazione del tutto inedita per un territorio che aveva in questo comparto saputo sviluppare una grande capacità di attrazione. I grandi assembramenti sono preclusi e allora possiamo pensare di offrire una capacità di ospitare in modalità ridotta, che arrivi almeno a coprire le spese in questo momento così drammatico: una montagna turistica, ma marginale, naturalistica, sostenibile, capace di immaginare un rilancio. Non siamo contrari alla riforma, ha aggiunto a questo proposito Dallapiccola, ma in questo momento sarebbe sbagliato imporre un cambiamento che potrebbe determinare riverberi negativi di natura politica ed economica.

Olivi: tutela imprese, salvaguardia occupazione e redditi delle famiglie in difficoltà i tre obiettivi condivisibili 

Ha esordito evidenziando gli obiettivi che la Giunta si è prefissa con questo disegno di legge Alessandro Olivi (Pd) e li ha definiti “giusti e condivisibili”: la tutela imprese, il sostegno ai redditi delle famiglie in difficoltà e la salvaguardia dell’occupazione sono suo parere le priorità. Vediamoli singolarmente: le misure contenute nel ddl come sostegno alla liquidità e agli investimenti per le imprese sono condivisibili anche se le risorse sono troppo poche. Non c’è stata infatti l’auspicata iniezione dalle banche e il sistema finanziario non ha prodotto nuova liquidità, nemmeno a fronte di garanzie. In questo senso Olivi ha annunciato un emendamento che cerca di disintermediare il rapporto troppo rigido tra imprese e banche che mobiliti possibili fondi di finanziamento. Sulla soglia del numero di dipendenti che le imprese devono avere per accedere ai finanziamenti, occorrerà essere più flessibili, ha aggiunto, secondo un criterio in grado anche di riorientare le buone pratiche e aiutare le imprese a rimodellarsi e a riconvertirsi. Quanto alle famiglie e ai lavoratori: benissimo rivolgersi alla platea a cui non vengono tradizionalmente rivolte le tutele, con un rafforzamento del fondo sul lavoro e benissimo anche l’aumento dei fondi per le famiglie, che permette di intervenire anche sulle disuguaglianze sommerse, se è vera la stima che proietta una grave aumento di italiani che di qui ad ottobre scenderanno sotto la soglia di povertà. Sul turismo e le scelte di politica urbanistica Olivi ha rimarcato l’importanza di aver cancellato dal testo una norma che prevedeva di liberalizzare le attività commerciali nelle aree produttive. Il sistema alberghiero, ha aggiunto, ha bisogno di certezze sulla ripartenza, liquidità e modelli flessibili di lavoro. Infine, Olivi ha messo in evidenza un errore: della Giunta, laddove anziché approfittare di questa crisi per accelerare alcuni processi di transizione su saperi, competenze, servizi a sostegno delle piccole imprese, toglie soldi dalla Meccatronica.

Coppola: cogliere questa opportunità per cambiare il sistema, attenzione alal cultura e alle donne

Lucia Coppola (Futura) ha posto l’attenzione sull’importanza di riconquistare gli spazi spirituali ed etici in questa crisi e di cogliere questa opportunità per cambiare il sistema. La fatica di questi tragici mesi di reclusione forzata per tutti, lo abbiamo visto, ha comportato in compenso aria pulita, cielo limpido, pesci nei canali di Venezia, delfini che giocano su una spiaggia della laguna. Questo è accaduto un po’ ovunque nel mondo, a causa del passo indietro fatto dall’umanità. La fornitura di beni essenziali (farmaci e attrezzature) hanno messo in discussione l’idea che avevamo di globalizzazione, dal punto di vista del mercato e del capitale e tutto questo ci ha presentato il conto. Lo stesso dicasi per l’acuirsi delle disuguaglianze e delle asimmetrie tra le politiche comunitarie. Il disegno di legge in discussione ci pone di fronte a qualche preoccupazione perché riserva gran parte del sostegno allo sviluppo e alla competitività delle aziende, restano abbastanza al palo le famiglie e si sacrificano sanità e istruzione con semplici spostamenti di voci di bilancio. Altra voce sacrificata, a suo avviso, quella dello sviluppo sostenibile e dell’ambiente, con tagli lineari importanti anche su questi capitoli. Nei due ordini del giorno presentati Coppola ha introdotto proprio questi argomenti, chiedendo maggiore attenzione ed auspicando un accoglimento, almeno parziale dei contenuti. Dopo questa pandemia qualche riflessione deve essere fatta, ha sostenuto, per definire gli ambiti sui quali puntare: ad esempio sul recupero di settori produttivi abbandonati a causa della concorrenza extraeuropea (il tessile ad esempio), sulla riduzione dei costi per chi investe in biopolimeri in sostituzione della plastica, sullo sfruttamento di residui e scarti per la produzione di nuove filiere, sul recupero di aree agricole per la produzione di biomasse e, non ultima, sulla valorizzazione della cultura e degli artisti che in questa pandemia sono tra coloro che più soffriranno per la cancellazione di eventi e spettacoli, un danno di proporzioni immense per i i singoli e anche per noi cittadini. Un appello finale: no ai pagliativi, sì a politiche di ampio respiro e una particolare attenzione alle donne che saranno le più penalizzate dalla crisi.

Ossanna: ddl condivisibile, bene ragionare per step

Lorenzo Ossanna del Patt ha apprezzato il clima collaborativo respirato nella seconda Commissione che ha esaminato il testo e che inaugura un nuovo approccio all’insegna della responsabilità e della collaborazione. Certo, si potrebbe fare di più, come sempre, ma questa manovra sarà seguita da altre dove si aggiungeranno risorse anche alla luce di maggiore consapevolezza sulle disponibilità. Bene il metodo di procedere per step, a suo parere. Evidente che il provvedimento è stato costruito con rapidità, per rispondere tempestivamente all’emergenza. Il tema dell’urbanistica mi sembra centrale, ha notato, per imprimere una semplificazione ed un’accelerazione in questo contesto. Ossanna ha anticipato di aver depositato alcune modifiche senza impatto economico che recepiscono istanze venute dal territorio e ha concluso augurandosi che il metodo di confronto si possa adottare anche in futuro, superando le logiche politiche.

Demagri: molta economia e poca sanità in questo disegno di legge

La consigliera Paola Demagri (Patt), ha elencato le numerose difficoltà di questi mesi e le conseguenti scelte che si sono dovute adottare, spesso anche in maniera tempestiva, cosa non facile. Positive sono state a suo parere le risposte dal punto di vista ospedaliero, mentre non è stata ottimale la performance delle RSA, quasi che l’assessorato si fosse dimenticato della sua funzione rispetto a questo servizio. Non dobbiamo nascondere la testa sotto la sabbia, ha aggiunto, perché a partire da quanto è accaduto è importante riprogrammare e dirci onestamente cosa non ha funzionato e rimodulare i servizi di conseguenza. Il disegno di legge in discussione è orientato quasi esclusivamente sulla parte economica, piuttosto che sanitaria, secondo una scelta che non condivido, ha detto. Inoltre, ha osservato, è un testo privo del coraggio che sarebbe servito nel mettere a disposizione più risorse per una ripartenza più rapida. Chiedo una semplificazione per le imprese, nell’accesso alle agevolazioni, perché allo stato attuale devono produrre una documentazione scoraggiante solo per accedere a un mutuo. Laddove si cita la medicina d’iniziativa, ha notato, è uno dei pochi punti in cui si parla di sanità e quello che chiedo è di cercare un accordo con i sindacati perché altrimenti sarà un fallimento dal principio. I 20 milioni tagliati alla sanità vengano usati per portare avanti le iniziative promosse da questo disegno di legge, ha suggerito, e si ascolti il grido di aiuto che viene dagli operatori sanitari.

Degodenz: dobbiamo supportare il rilancio di tutti e non lasciare indietro nessuno

Pietro Degodenz (UpT) ha esordito elogiando i trentini, dai semplici cittadini a quelli che ha chiamato “eroi civili”, per il comportamento adottato dagli uni e dai vari operatori sanitari e della protezione civile in questa grave situazione che stiamo vivendo. Ha poi espresso apprezzamento per l’approccio sistematico al disegno di legge in discussione, caratterizzato da un’importante operazione di confronto e di collaborazione. Ha quindi sottolineato la perdita preventivata del13% del Pil per il Trentino e l’atteggiamento ondivago dello Stato nelle ultime settimane che lasciano seri dubbi sulle risorse di cui potremo disporre. In un clima siffatto è importante dare fiducia alle imprese e ai cittadini con ogni mezzo, ha osservato. Siamo chiamati in questo contesto a supportare il rilancio di tutti e a non abbandonare nessuno, con una priorità che va data al comparto turistico, che ha definito “uno dei volani più importanti della nostra economia”. Degodenz ha concluso anticipando di aver predisposto alcuni atti politici di contributo alla ripresa, che illustrerà quando sarà il momento.

Zeni: buono il tentativo di alzare lo sguardo, manca però determinazione, serve un supplemento di riflessione sull’Amazon terntina

Luca Zeni (Pd) è tornato sul tema delle mascherine, che va a suo parere chiarito e ha ribadito che anche l’ultima ordinanza stabilisce che al chiuso c’è l’obbligo: non si comprende dunque perché in Consiglio questo obbligo non sia rispettato da tutti. Venendo al tema della seduta, Zeni ha ammesso di aver apprezzato nella relazione del presidente Fugatti, il tentativo di alzare lo sguardo e indicare una direzione, anche citando il contributo degli esperti. Tuttavia, il confronto con questi ultimi è stato a suo avviso una occasione persa, perché non è stata data loro un’indicazione chiara degli obiettivi. Manca, inoltre, una riflessione politica sul “come” si vogliono raggiungere certi obiettivi e l’impressione è che da questo testo ci si avvia troppo timidamente nelle direzioni indicate. Questa è la fase della ripartenza, che deve avvenire in maniera cauta, con particolare attenzione alla sicurezza sopratutto per quanto riguarda il lavoro. Nel disegno di legge la parte pregnante è quella del sostegno alle imprese, ha osservato, ed ha annunciato un ordine del giorno sulla semplificazione. Il tema delle riconversioni è affrontato in modo tiepido, senza entrare nel merito: a questo proposito servirebbero dei criteri di selezione che si è cercato di introdurre con degli emendamenti. Un supplemento di riflessione serve a suo avviso anche sull’Amazon trentina, sulla quale occorre chiarire bene l’obiettivo: se fosse una piattaforma commerciale 1 milione di euro servirebbe a molto poco, mentre se si trattasse di un semplice sito sarebbe troppo. L’invito è quello di correggere il testo in diversi punti con l’aiuto delle minoranze, sia nell’impostazione di fondo che nell’articolato.

Cavada: appello all’unità e al rispetto per ricostruire il Trentino

Gianluca Cavada (Lega) ha espresso apprezzamento per le strutture ospedaliere decisive nella fase della pandemia, anche quelle periferiche sulle quali occorre continuare a investire. Anche il turismo, ha aggiunto, deve essere valorizzato e sostenuto anche in previsione delle Olimpiadi 2026. Cavada ha rivolto un sentito ringraziamento alla Giunta e in particolare a Fugatti e Segnana per l’impegno profuso in questi mesi e per non essersi risparmiato, non solo dal punto di vista politico, ma anche umano. Le norme in discussione, confezionate in maniera urgente dall’Esecutivo ha molti punti di forza, non ultimo il tentativo di rinnovare e potenziare il sistema delle imprese e dell’economia trentina, in forma moderna, innovativa e competitiva. In questa direzione vengono previsti infatti sostanziali e coraggiosi finanziamenti alle imprese che puntano a digitalizzazione, potenziamento dei piani di internazionalizzazione, fusione e aggregazione di imprese, con l’obiettivo di un rilancio sul mercato del domani. Infine, il consigliere della Lega ha stigmatizzato l’occasione persa dalle minoranze che hanno messo in atto un atteggiamento polemico in questa dolorosa circostanza ed ha concluso richiamando tutti allo spirito di unità e rispetto indispensabili per ricostruire il Trentino ed aiutarlo a ripartire.

Moranduzzo: sostegno a tutti i comparti, i trentini ripartiranno più forti di prima

Devid Moranduzzo (Lega) si è unito al collega nei ringraziamenti alla giunta, ma in particolare al presidente Fugatti e all’assessora Segnana, per aver fatto fronte a questa sfida e alle difficoltà che questa sfida ha comportato. La situazione è precipitata velocemente e ha colto tutti impreparati e il Trentino è stata una delle aree più colpite d’Italia, per la sua posizione geografica. Dobbiamo valutare il modo in cui si è affrontata la crisi con i contagi che sono oggi tra i più bassi d’Italia a fronte di uno dei più alti numeri di tamponi effettuati. Il consigliere ha poi ricordato tutte le misure già messe in atto e quelle che si intendono introdurre con queste norme a sostegno delle famiglie e dei lavoratori e delle attività economiche fino a quando potranno ripartire. Tra quelle principali ha citato la copertura degli interessi per i prestiti bancari, l’accelerazione della procedura per l’accesso ai contributi e alle gare di appalto, il contributo a fondo perduto per le imprese da 0 a 9 dipendenti, l’aiuto per il pagamento degli affitti e aiuti per l’agricoltura, il turismo, il commercio e la ristorazione. Infine, una norma che ci permetterà di decidere in autonomia sulle riaperture perché giugno è troppo lontano. Rimbocchiamoci le maniche e i trentini ripartiranno più forti di prima, ha concluso.

Rossi: sostegno a Giunta e Alto Adige nella negoziazione con Roma e nel ricorso al debito.

Un emendamento chiede di raddoppiare le risorse per le imprese e altri suggeriscono dei consigli a costo zero, “copiati” da Bolzano
Nessuno avrebbe pensato uno scenario simile, ha esordito Ugo Rossi (Patt), di trovarci cioè qui adesso a licenziare un disegno di legge che ha la doverosa ambizione di dare un sostegno a coloro che sono stati colpiti da qualcosa che nessuno avrebbe mai immaginato. In ogni caso essere cittadini trentini in un siffatto contesto è una grande fortuna, ha aggiunto, anche se occorre considerare che già prima di questa crisi eravamo in uno stato di sofferenza dal punto di vista economico. Ecco perché noi saremo legati in maniera indissolubile all’andamento dell’economia dell’Italia, cosa che non vale ad esempio per l’Alto Adige bilingue che sa stare a cavallo tra due mondi e può valorizzare al meglio i momenti di crisi. A Bolzano, per far capire il luvello di straordinarietà che stiamo vivendo, si prevedono tra i 50 e i 60.000 disoccupati, mentre in Italia si pensa che si arriverà a sfiorare il 160% del Pil. Cosa può significare questo? La caduta di gettito dovuta alla difficoltà della nostra economia si associa ad uno Stato che risponde a questa crisi facendo debito, un effetto pericolosissimo perché a livello nazionale si ricevono i trasferimenti, ma non a livello locale. Su questo dobbiamo unirci alla Giunta, ma anche all’Alto Adige e renderci conto che c’è un livello di responsabilità comune. Un altro aspetto fondamentale, variamente evidenziato da Rossi anche in tempi non sospetti, la possibilità di fare ricorso al debito. Questi due elementi sono il minimo sindacale per amministrare il Trentino del futuro e alimentare con una benzina efficace le azioni contenute anche in questo disegno di legge. Condivisibili gli obiettivi e anche gli strumenti messi dentro questa manovra, purché non diventino elementi di propaganda gratuita. Quello che non comprendo sono i 12 milioni in meno sulla scuola, quando sappiamo già che serviranno risorse in più, non certamente in meno, per questo settore. Confido nel finanziamento che verrà dall’assestamento, ha notato. Certo, ha aggiunto, per le imprese sono previsti 94 milioni di euro (contro i 150 milioni di Bolzano, che andranno alla metà del numero delle nostre imprese): forse sarebbe il caso di aumentare questa dotazione, ha aggiunto, anticipando un emendamento in questa direzione, che prevede il raddoppio delle risorse, trasferendole dal capitolo delle opere pubbliche, da coprire con il debito. Infine, Rossi ha chiesto a Fugatti di fare chiarezza sulla gestione del Covid a livello sanitario, approvando un piano ad hoc, condizione indispensabile per scrivere i protocolli di sicurezza sul lavoro. Un emendamento a costo zero, proposto dal suo gruppo e suggerito all’assessore Bisesti, interviene su scuole dell’infanzia e nidi prevedendo che se ne permetta la riapertura con un servizio a gruppi di quattro e precise indicazioni di sicurezza: sarebbe un’iniezione di fiducia alla comunità e un aiuto importante per le famiglie, sulla falsariga di quanto già si fa in Alto Adige. Anche per l’esame di maturità Rossi ha rivolto l’appello di “copiare” le misure dell’Alto Adige, notando che questa e quella precedente sono misure che lo Stato non impugna della legge di Bolzano.

Ambrosi: contesto drammatico, non possiamo trascurare il problema sociale

Alessia Ambrosi (Lega) espresso in primo luogo una riflessione sul disagio sociale provocato da questo virus sulle famiglie trentine. L’inclusione sociale è diventata un vero problema, perché è aumentato l’isolamento, con inevitabili problematicità e tragicità. Cosa possiamo fare per aiutare queste persone, i soggetti più fragili, nella fase due, si è chiesta? Sopratutto va a suo avviso gestito bene l’approccio all’utilizzo dei presidi, anche sui mezzi destinati all’accompagnamento dei disabili: in questo senso va un suo ordine del giorno. Ambrosi ha ringraziato in particolare l’assessora Segnana per aver permesso alle persone disabili di uscire in questo contesto così drammatico, dimostrando grande sensibilità ed attenzione a questi temi. Due emendamenti della Lega in materia urbanistica sono finalizzati a sostenere gli operatori economici e a rendere innovativa e competitiva la nostra provincia, ha anticipato, Quanto alle scuole Ambrosi ha apprezzato le proposte di babysitting, l’incremento alla didattica online e ai congedi parentali, pur osservando che nulla può sostituire la lezione in presenza, anche per nidi e scuole per l’infanzia. Infine Ambrosi ha ringraziato gli insegnanti, ma anche i papà e le mamme che stanno facendo del loro meglio per non far pesare ai loro figli i momenti drammatici.

Paccher: occorre maggiore concretezza

Pochi i contributi veri sull’argomento arrivati fin qui, dopo 8 ore di dibattito, ha osservato Roberto Paccher (Lega). Questa è una variazione di bilancio, qui serve maggiore concretezza, queste norme sono indispensabili per far sopravvivere le imprese e le famiglie, mentre qui si è parlato tanto senza dire assolutamente niente.



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