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Trento, i dati sulla qualità dell’aria

venerdì, 3 novembre 2017

Trento – La qualità dell’aria a Trento non è tra le peggiori d’Italia. Lo confermano i dati dell’Appa ma anche altre fonti, come Legambiente, che infatti non pone Trento fra le città italiane con un alto numero di sforamenti di polveri sottili nel 2016. Maggiore preoccupazione destano invece gli ossidi di azoto, senza comunque che questo comporti l’inserimento di Trento fra le città “peggiori”.

Smog dati 2016

L’Agenzia provinciale protezione dell’ambiente-Appa ritiene doveroso riproporre in maniera corretta il reale posizionamento degli indicatori della qualità dell’aria per la città di Trento. Rispetto al panorama nazionale, per quanto riguarda gli indicatori specifici di qualità dell’aria ed in particolare il PM10, Trento non risulta affatto fra le peggiori in Italia trovandosi da tempo fra quelle che rispettano i limiti di legge.

A dimostrazione di ciò vi è il Rapporto 2017 di Legambiente dove sono riportate le città italiane con il numero di sforamenti di polveri sottili nel 2016 e dove Trento correttamente non compare (vedasi tabella).

Per quanto riguarda il trend degli ultimi anni, confermato fino ad oggi anche per il 2017, i valori di PM10 misurati a Trento dalla rete APPA evidenziano fisiologiche oscillazioni fra un anno e l’altro, legate perlopiù alle diverse condizioni meteoclimatiche che caratterizzano le diverse stagioni, ma risulta incontrovertibile un andamento che ha visto progressivamente diminuire la presenza del particolato anche nella città di Trento, con valori rispettosi dei limiti di legge che prevedono un numero massimo di sformanti tollerati di 35 giorni /anno.

Buona pratica e prudenza suggeriscono altresì di non abbassare la guardia e dal momento che questi risultati, unitamente a molti altri fattori, sono stati raggiunti anche grazie a provvedimenti di limitazione al traffico per alcune categorie di veicoli più inquinati. Il Comune di Trento li ha giustamente riproposti anche per quest’inverno in coerenza con quanto previsto dal Piano provinciale tutela della qualità dell’aria in vigore dal 2007.

Ciò vale e varrà per contrastare non tanto o non solamente le emissioni di polveri sottili, che abbiamo visto essersi sostanzialmente ridimensionate nel corso degli anni, ma anche quelle degli ossidi di azoto i cui valori permangono, questi sì, superiori al limite sulla media annua nelle immediate vicinanze delle strade a maggior traffico come ad esempio via Bolzano, senza peraltro che questo comporti l’inserimento della città di Trento fra le “peggiori” nemmeno per questo inquinante.


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