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Trento, gruppi e partiti autonomisti siglano un patto per valorizzare le Regioni. Messaggio al governo Renzi

martedì, 17 febbraio 2015

Trento – Un patto autonomista, un patto per l’intero arco alpino. I partiti autonomisti del Nord Italia, PATT, la SVP, l’Union Valdôtaine e la UAL, si sono ritrovati con lo slogan «Uniti per un’autonomia più forte», un’occasione per fare il punto sull’attuale situazione politica nazionale e per rinsaldare l’alleanza in un momento in cui il presidente del Consiglio Renzi sta mettendo mano al Titolo V della Costituzione italiana, quello che istituisce le Regioni.
I presidenti delle Province Partiti autonomisti 1autonome di Trento e di Bolzano, Ugo Rossi e Arno Kompatscher, hanno dimostrato, dati alla mano, come le autonomie del Nord abbiano portato benefici ai bilanci propri e dello Stato. 

Hanno anche assicurato i partecipanti che l’iter legislativo di riforma costituzionale viene costantemente monitorato tramite i parlamentari autonomisti. Insomma non si fidano del governo, anche se Renzi ha assicurato più volte di lasciare intatte le autonomie più corrette.

Le Regioni d’Italia sono nate nel 1970 per volontà delle sinistre, che in questa maniera potevano contare sulle proprie amministrazioni nelle regioni rosse. Ma al di là della questione di potere, la scelta non era affatto peregrina. L’Italia è un paese in cui ogni regione si differenzia dall’altra anche in modo decisamente marcato. La problematica però è un’altra: la mancanza di un complessivo e articolato sistema del controllo del budget. In altre parole, un ente locale non può avere competenze su alcune voci e non su altre, perché in questa maniera non dispongono di margini di manovra.
Il Trentino e l’Alto Adige, per esempio, attribuiscono alla Sanità un budget maggiore che nel resto del Paese, ma nessuno può dire nulla perché i bilanci di Trento e di Bolzano sono perfettamente sani e con avanzo per le spese in conto capitale.
Di fronte alla scelta tra far crescere di più l’autonomia delle regioni a statuto ordinario e l’accentramento delle competenze, il Governo non ha avuto dubbi, optando per la seconda soluzione.
Da qui l’iniziativa di PATT, SVP, l’Union Valdôtaine e UAL a sottoscrivere a Trento un protocollo dove si impegnano a rivendicare convintamente le proprie specialità, a mettere in campo una rappresentanza parlamentare unita e compatta, a promuovere l’Europa delle Regioni e a seguire l’esempio dell’Euregio transfrontaliero.

Un patto di unità – quello siglato a Trento – che va in una direzione ben precisa: autonomia più forte e contro il centralismo statale. Il documento è stato sottoscritto dai vertici di Patt, Svp, Union valdotaine e Union autonomista Ladina (Ual). I partiti autonomisti dell’arco alpino hanno espresso “forte preoccupazione per il clima ostile che pervade l’opinione pubblica nazionale e per l’atteggiamento di contrarietà che caratterizza l’attuale fase politica rispetto alle istanze regionali, anche riguardo alle prerogative e alle ragioni storiche che sono alla base delle autonomie speciali”.  Inoltre hanno “rivendicano le ragioni delle autonomie in un contesto politico e in un clima incline al centralismo e che non riesce a comprendere appieno il valore delle Specialità che hanno portato a risultati positivi e che oggi dovrebbero essere prese a modello e costituire un esempio per l’Italia intera”. I partiti autonomisti dell’arco alpino si sono infine impegnati per il riconoscimento ad ogni livello “del principio dell’intesa nei processi di modifica e di attuazione costituzionale e statutaria e affinché sia avviato e completato il percorso di ripristino delle competenze già attribuite dagli Statuti e il trasferimento delle nuove competenze concordate con il governo”.

Il senatore Franco Panizza ha quindi avanzato proposte concrete per avviare un confronto con il governo Renzi, per ottenere una maggiore garanzia.


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