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Trento, festa in piazza Duomo con 562 neolaureati

domenica, 22 ottobre 2017

Trento – Cerimonia di laurea in piazza Duomo a Trento. L’invito del rettore: “Cercate di fare la differenza”. Laurea come traguardo, frutto di scelte e di impegno, ma anche bagaglio di competenze ed esperienze con cui essere protagonisti del proprio tempo. Con un tratto distintivo. Con passione e generosità. Sono alcuni dei concetti emersi questa mattina durante la cerimonia di laurea in Piazza Duomo, affollata di 562 neolaureati e neolaureate con famiglie e amici.

Universitari Trento

Una festa, ma anche un’occasione per riflettere su ciò che può aiutare a realizzare la propria vita personale e professionale. L’iniziativa, organizzata dall’Università di Trento in collaborazione con il Comune di Trento e con la Provincia autonoma di Trento, ancora una volta ha dato visibilità a una rappresentanza dei cervelli e dei cuori che durante i loro studi all’Ateneo trentino portano dinamismo e vitalità all’intera comunità locale.

Alla quinta edizione della cerimonia erano invitati coloro che hanno sostenuto l’esame finale nel periodo giugno/ottobre 2017, dei corsi di laurea di I ciclo del CIBIO – Centro di Biologia integrata e dei Dipartimenti di: Economia e Management; Fisica; Ingegneria civile, ambientale e meccanica; Ingegneria industriale; Ingegneria e Scienza dell’informazione; Lettere e Filosofia; Matematica; Psicologia e Scienze cognitive; Sociologia e Ricerca sociale. Tra loro anche studenti e studentesse che hanno vissuto l’esperienza universitaria come allievi e allieve del Collegio Bernardo Clesio.

Il programma si è aperto pochi minuti prima delle 11 con il corteo accademico che è partito dal Rettorato per raggiungere Piazza Duomo. A segnare l’avvio della cerimonia l’Inno nazionale e il benvenuto del rettore dell’Università di Trento, Paolo Collini.

«È la nostra festa, un’occasione in cui ci mettiamo in contatto con la città». Quindi i saluti istituzionali. Il sindaco di Trento Alessandro Andreatta, si è congratulato con laureati e laureate e con le loro famiglie: «Avete raggiunto un traguardo importante. L’esperienza dell’università è un bagaglio che vi accompagnerà sempre e che vi sarà utile nella vita.

Siate trentini o «fuori sede», spero che anche la città di Trento abbia contribuito ad arricchire questi anni impegnativi e nello stesso tempo stimolanti».

Poi uno sguardo in avanti: «Adesso viene il bello. Il periodo che vi aspetta non sarà meno impegnativo di quello che vi lasciate alle spalle».

Il sindaco ha rivolto l’augurio «di essere felici». Poi un’esortazione: «Sentitevi protagonisti, responsabili. Mettete a disposizione tempo, energie, saperi. Ce n’è bisogno». Ha ripreso: «Alle sfide di oggi – dai cambiamenti climatici alle migrazioni di massa all’invecchiamento inesorabile dell’Occidente – si può rispondere con un io spinto o con un noi. Il noi procura sempre qualche risultato maggiore e migliore dell’io».

E ha concluso: «Vi auguro di essere sempre appassionati e di continuare a credere che la competenza e la generosità sono importanti». Livia Ferrario, dirigente del Dipartimento della Conoscenza della Provincia autonoma di Trento, nel saluto ha parlato della laurea come di «un risultato di tanti sforzi, un traguardo importante che arriva al termine di un percorso di fatica, che vi ha portato a incontrare tante persone, vivere esperienze».

Ha ribadito: «Questo territorio crede nell’importanza di investire nel capitale umano in un contesto favorevole, un’università che è riconosciuta per la qualità della ricerca e della didattica». «Vi auguro – ha concluso – che la fatica che avete fatto vi venga restituita nel tempo, accresciuta, aumentata. La passione e l’attenzione per chi è meno fortunato di noi non devono mancare.»

«Il nostro compito è quello di rendervi la vita difficile, nel senso di darvi degli ostacoli da superare per rendervi autonomi e pronti ad affrontare il mercato del lavoro e le difficoltà della vita» ha detto il rettore Paolo Collini all’inizio del suo intervento.

«Questa università – ha proseguito – investe molto su di voi, sulla vostra formazione e sulla ricerca. Occorre investire sulle generazioni più giovani perché possano costruire un percorso pieno di soddisfazioni. Ma la ruota gira e bisogna essere pronti a restituire.

«Coltivate la vostra ambizione, costruite il vostro futuro sulla base di ciò che vi è stato dato. Ricordate che verrete chiamati anche voi a fare la vostra parte, a cominciare dal volontariato, ma anche nel mondo del lavoro.

«Cercate di realizzare i vostri desideri con concretezza, affrontando le difficoltà e seguendo le vostre passioni perché nella vita si riesce meglio se si segue ciò che piace. Usate ciò che avete appreso durante l’università. Seguite ciò che vi appassiona ma non dimenticate che la vostra passione è coltivare i desideri.»

«Nel momento di gran cambiamento in cui viviamo – ha osservato – è difficile immaginare cosa vi troverete a fare. Imparate a essere flessibili e capaci di adattarvi ai grandi cambiamenti. Cercate di comprenderli per trarne vantaggio.

«Guardate lontano: siete in un’età della vita in cui potete fare ancora tante cose perché non si hanno rigidi vincoli familiari. Esplorate il mondo». E ancora: «Il nostro Paese – nonostante la retorica – non è vero che non possa offrire occasioni.

«Dopo le grandi crisi arrivano forti momenti di rilancio. Ci saranno occasioni per voi, sappiatele cogliere. La vostra casa è il vostro Paese, la vostra università. La vita è fatta di occasioni, cercate di cogliere ogni opportunità, che può emergere anche dai problemi.»

Ha chiesto di curare i legami.
«Sarete sempre legati alla vostra università, anche quando ne sarete lontani. Portate nel vostro cuore un ricordo e cercate di restare in contatto con il vostro ateneo anche attraverso la comunità degli Alunni».
Infine un invito: «Cercate di fare la differenza nelle cose che fate. Non serve fare la rivoluzione. Il nostro passaggio deve lasciare un segno positivo, cambiare in meglio per noi e per tutti. Questa è la massima soddisfazione».

Su difficoltà e importanza delle scelte si è concentrata Paola Rensi, laureata in Matematica a UniTrento nel marzo 2013 e ora Risk Analyst di HSBC: lavora in una banca di investimento a Londra, chiamata come testimonial di questa edizione. Trentina, di Povo, ha studiato all’Università di Trento.
«È stata una buona scelta: ho potuto frequentare un’ottima università, vivere a casa, diplomarmi in Conservatorio, fare concerti in orchestre in giro per l’Italia, fare sport».
Da tre anni vive a Londra e si è detta «soddisfatta della scelta e orgogliosa di aver avuto il coraggio di farla».

Ai neolaureati e alle neolaureate di Piazza Duomo ha parlato della difficoltà di scegliere: «In matematica la risposta giusta è sempre unica, la distinzione tra giusto e sbagliato è netta. Scegliere la propria formazione e il lavoro ad essa connesso (carriera) è infinitamente più complicato e ogni alternativa è potenzialmente buona.
«Oggi, più che in passato, le possibilità sono innumerevoli in termini di nuove professioni, competenze trasversali, luoghi (reali/virtuali), modalità di lavoro. Se ciò è un’opportunità straordinaria, le alternative che si escludono scegliendo rimangono innumerevoli. E con esse i dubbi se ci sia tra ciò che abbiamo scartato una scelta migliore».
Rensi ha sottolineato l’importanza di essere convinti della strada che s’intende percorrere e di non farsi condizionare da ciò che pensano le persone più vicine: «Ascoltarle sì, ma scegliere con la propria testa». Altro consiglio di Paola Rensi.
«Fate risk analysis su voi stessi/le vostre scelte, quantificate il rischio delle varie opzioni e scegliete in base alla vostra propensione al rischio». Infine un invito a valorizzare tutti i lati della personalità e le esperienze «perché il lavoro è preparazione tecnica, ma anche versatilità, ascolto e interazione continua con molti interlocutori.»

Camilla Baldoni, laureata in Economia e Management, ha preso la parola come migliore laureata del gruppo. Ha condiviso con la piazza il sentimento («mix tra gioia, entusiasmo e timore») con cui tre anni fa aveva intrapreso i suoi studi all’Università di Trento, a 450 chilometri dalla sua città di Ancona, e un anno fa il percorso di Doppia Laurea con l’Università di Strasburgo.
«La Doppia Laurea – ha precisato – non mi ha soltanto permesso di ottenere il doppio titolo franco-italiano, ma anche di riempire il bagaglio di quelle esperienze, scoperte e pure sfide che in qualche modo ci fanno sentire vivi e che difficilmente si dimenticano.
«Mi resterà nel cuore, quindi, il ricordo di un’università internazionalmente dinamica e attenta alle esigenze dello studente, che mi ha dato l’opportunità di vivere una realtà multiculturale ed esperienze di studio stimolanti.»
Ha detto di non essersi mai sentita sola «grazie al costante supporto dei miei genitori e di mio fratello, delle mie amiche coinquiline, dei compagni di università, dei professori e di tutto il personale amministrativo».
E ha salutato così colleghi e colleghe: «Un enorme grazie va anche a tutti noi che oggi portiamo questo cappellino per aver avuto il coraggio di esserci messi in gioco ed essere riusciti a far prevalere l’entusiasmo e la passione sulla paura».

La seconda parte della cerimonia si è avviata verso mezzogiorno sulle note dell’Inno alla Gioia, inno ufficiale dell’Unione europea. La consegna delle pergamene è iniziata da laureati e laureate del Collegio Bernardo Clesio da parte del rettore, Paolo Collini, e del delegato per il Collegio Bernardo Clesio, Maurizio Giangiulio.
Maurizio Giangiulio, direttore del Collegio Bernardo Clesio, ha sottolineato «Quello del Collegio è un esperimento riuscito perché il Collegio ha saputo inserire studenti e studentesse nella vita dell’Ateneo e nella città.
«Persone capaci di agire attivamente nei contesti in cui vivono e che si sono distinte per la capacità di impegnarsi.
«Nei loro anni di università al Collegio hanno condiviso esperienze di contaminazione personale e culturale con colleghi e colleghe di altre discipline. «E questo è un aspetto importante, che li prepara per il loro ingresso nel mondo del lavoro.»

Quindi le pergamene sono state conferite agli altri laureati e alle altre laureate da parte del Rettore e del prorettore vicario, Flavio Deflorian. Dopo i saluti e i ringraziamenti del Rettore, è stato eseguito il Gaudeamus Igitur. La conclusione con la proclamazione da parte del Rettore e il lancio dei tocchi sulle note dell’Halleluja di Händel.
La quinta edizione della cerimonia ha avuto l’accompagnamento musicale eseguito dal vivo dalla Corale polifonica UniTrento e dal Gruppo strumentale di Ateneo. Una sessantina gli elementi che erano presenti, tra i quali otto strumentisti. Corale ed ensemble sono nate nel corso del 2016 come progetto musicale ed educativo che vuole coinvolgere componente studentesca, docenti e personale tecnico-amministrativo.


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