QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad
Ad
Ad

Ad

Trento, assegnato il Premio conciliazione vita-lavoro della Provincia

lunedì, 2 dicembre 2013

Trento – L’Azienda provinciale per i Servizi sanitari, che ha saputo introdurre orari di lavoro personalizzati per il personale non turnista, e la JLB Books, una piccola società di Siror dove tutti i dipendenti usufruiscono del lavoro mobile. Sono queste le due organizzazioni che hanno vinto l’una la categoria per i soggetti pubblici, l’altra quella per i soggetti privati del Premio conciliazione vita-lavoro, istituito dalla Giunta provinciale lo scorso agosto.val-di-pejo-4

In Provincia la cerimonia di conferimento, iniziativa inserita nell’ambito del Festival della Famiglia, alla presenza dell’assessora all’università e ricerca, politiche giovanili, pari opportunità e cooperazione allo sviluppo, Sara Ferrari e del dirigente dell’Agenzia per la Famiglia, Luciano Malfer. Per i soggetti pubblici al secondo posto si è piazzato il Comune di Mezzocorona, mentre al terzo il Comune di Samone, per i soggetti privati il secondo e il terzo posto sono stati assegnati alla Fondazione Bruno Kessler e alla società GPI; in totale sono state 19 le organizzazioni che hanno partecipato al bando.

L’assessore Sara Ferrari ha spiegato le origini del premio: “Si tratta di una mozione che ho presentato la scorsa legislatura, assieme alla consigliera Margherita Cogo. Volevamo capire quale era il rapporto fra le leggi promosse in Trentino per le famiglie e le pari opportunità: abbiamo infatti una legislazione molto avanzata, che cerca di favorire i presupposti per la conciliazione vita lavoro”. Per questo è stata commissionata un’indagine all’Università di Trento: “Gli esiti hanno confermato che nonostante vi siano leggi innovative, queste non sono applicate fino in fondo. In Trentino per altri versi il tasso di occupazione femminile è decisamente più avanzato rispetto al resto d’Italia, ma esiste ancora una segregazione orizzontale e i carichi di cura sono per lo più affidati alle donne, questo condiziona la presenza femminile nel mercato del lavoro. Inoltre predomina l’istituto del part time e in forme molto tradizionali”. Per l’assessora Ferrari ci sono elementi di positività, come l’esperienza del telelavoro avviata da qualche tempo in Provincia, ma bisogna cercare sempre più di crescere a partire dalle istituzioni pubbliche, come promotrici di buone prassi d’esempio anche per il privato, affinché “la conciliazione diventi davvero un tema di tutta la famiglia e non più esclusiva competenza femminile”.

“Le politiche per la famiglia – ha commentato il dirigente Luciano Malfer, che ha illustrato la filiera dei servizi provinciali sul tema conciliazione vita-lavoro – non sono politiche assistenziali, ma politiche di promozione del benessere, proprio per questo coinvolgono tutta la Giunta provinciale”. Fra le azioni, è stata presentata da Paola Borz del Servizio per il personale della Provincia autonoma di Trento, l’ottima esperienza del progetto di telelavoro provinciale che, a fronte di una generale soddisfazione da parte degli utenti, ha portato notevoli vantaggi.

Quindi Lucia Trettel, dell’Agenzia per la famiglia, ha spiegato le peculiarità del Premio conciliazione vita-lavoro, che riconosce le buone iniziative di enti pubblici o aziende rivolti a favorire l’occupazione femminile attraverso un’attenzione specifica e concreta alla conciliazione dei tempi del lavoro retribuito con quello del lavoro di cura. Due le graduatorie, una per soggetti pubblici e l’altra per soggetti privati, con tre premiati per ogni graduatoria. Nella categoria dei soggetti pubblici, a vincere è stata l’Azienda sanitaria trentina, un ente con oltre 8.000 dipendenti, una tipologia di servizi complessi e una eterogeneità di processi, che ha saputo investire in maniera consistente sul tema della conciliazione attraverso il progetto PER.LA, in particolare attraverso la personalizzazione degli orari di lavoro del personale del comparto non turnista, consentendo une gestione ottimale delle responsabilità familiari e lavorative.

Quindi il Comune di Mezzocorona, un’amministrazione pubblica di medie dimensioni che si è impegnata nei confronti delle esigenze di conciliazione dei propri dipendenti partecipando al processo Family Audit, introducendo maggiore flessibilità nella gestione dell’orario giornaliero. Al terzo posto il Comune di Samone, una piccola realtà che ha dimostrato una sensibilità nei confronti delle esigenze di conciliazione dei dipendenti già dal 2006 attraverso la concessione del telelavoro ad una dipendente con importanti ricadute positive per quanto riguarda la possibilità di gestire attività lavorative ed esigenze familiari.

Per la parte privata al primo posto si è collocata la JLB Books sas, una piccola azienda di Siror che lavora nell’ambito ICT e nella progettazione e gestione di reti locali dove, sfruttando le conoscenze tecnologiche ed il grado di innovatività dell’azienda, tutti i dipendenti usufruiscono del lavoro mobile potendo lavorare da casa e potendo così conciliare lavoro e cura della famiglia senza necessità di ridurre l’orario di lavoro. Quindi Fbk, certificata Family Audit e premiata per l’organizzazione, a partire dal 2009, di un servizio di attività estiva per i figli dei propri dipendenti. Infine GPI spa, un’azienda di 781 dipendenti che si occupa di soluzioni e servizi per la sanità e il sociale, che ha conseguito nel 2009 la certificazione Family Audit: il terzo posto è stato assegnato per l’introduzione della flessibilità oraria.

Alla cerimonia era presente anche la consigliera di parità Eleonora Stenico, che ha parlato del Family Audit, nonché Patrizia Di Santo e Claudia Villante, autrici del libro “Genere e responsabilità sociale di impresa”, che analizza l’esperienza di nove aziende e delle iniziative adottate per favorire lo sviluppo del personale femminile. Come hanno spiegato le due sociologhe c’è ancora molto da fare:
“Ogni donna in Italia dedica 36 ore la settimana ai lavori domestici, mentre gli uomini 14: ci sono 22 ore di differenza e si tratta del divario maggiore fra tutti i Paesi industrializzati. L’Italia è al 124esimo posto su 136 Paesi per quanto riguarda la parità degli stipendi”.

E ancora: “In Italia il 30% di donne rispetto al 6% degli uomini è in part time, mentre in Svezia e Danimarca, Paesi dove il part time è più sviluppato, le proporzioni sono meno marcate”. Eppure, ci dicono le autrici, “secondo l’Ocse l’aumento dell’occupazione femminile nel nostro Paese consentirebbe l’innalzamento di un punto percentuale del Pil”, ovvero è attraverso una maggiore attivazione delle risorse femminili sia esterne che interne ai mercati di lavoro che si può imboccare la strada della crescita sociale ed economica.

Il prefestival della Famiglia proseguirà giovedì 5 dicembre: a partire dalle 14, presso la sala del Conservatorio di Riva del Garda. Dopo la proiezione della puntata di “Girovagando in Trentino” dedicata al Festival della Famiglia 2013, Luciano Malfer, Paolo Rebecchi del Forum delle Associazioni familiari del Trentino e Caterina Cittadino capo dipartimento per le politiche della famiglia – Presidenza del Consiglio dei Ministri, apriranno il workshop.

Quindi nove rappresentanti dei Distretti famiglia del Trentino presenteranno la propria realtà, le modalità di coinvolgimento degli attori locali, il progetto, le azioni e le certificazioni conseguite. Alle 16 gli interventi di alcuni stakeholder nazionali, fra cui quello di Rita Visini, assessore alle politiche sociali e sport della Regione Lazio; verso le ore 17 la relazione degli attori che, in provincia, si occupano di reti, tecnologie e ricerca, da Trento Rise a Trentino Network, da Fbk all’Università di Trento. L’intervento conclusivo sarà a cura dell’assessora Sara Ferrari, infine alle 18.30 ci si sposterà al Museo civico di Riva del Garda per l’inaugurazione della Casa di Babbo Natale e il brindisi inaugurale del Festival della Famiglia, in programma al Palazzo dei Congressi di Riva del Garda venerdì 6 dicembre.

Il Festival della Famiglia è organizzato dall’Agenzia per la famiglia della Provincia autonoma di Trento, dal Distretto Famiglia “Alto Garda” e dal Comune di Riva del Garda, in collaborazione con il Dipartimento per le politiche della famiglia – Presidenza del Consiglio dei Ministri.


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136