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Trentino, Zeni: “Confermiamo la vocazione dell’Alto Garda all’interno della rete riabilitativa provinciale”

martedì, 3 ottobre 2017

Eremo – Confermato il ruolo di tutte le strutture private accreditate all’interno della rete riabilitativa provinciale, in particolare quelle dell’Alto Garda: Eremo e San Pancrazio, per riabilitazione intensiva, nonché Villa Regina per lungodegenza e riabilitazione estensiva. zeniÈ quanto emerso dall’incontro di ieri pomeriggio fra l’assessore alla salute e politiche sociali, Luca Zeni, accompagnato dal direttore generale dell’Azienda sanitaria Paolo Bordon e dal dirigente del Dipartimento della Salute Silvio Fedrigotti, e il Consiglio per la Salute della Comunità Alto Garda e Ledro, con il presidente Mauro Malfer e i sindaci e consiglieri della zona.

“A luglio, con la deliberazione che istituisce la Rete riabilitativa provinciale, riconoscendo il ruolo di Villa Rosa come struttura pubblica destinata alla riabilitazione intensiva ad alta specializzazione, abbiamo confermato anche il ruolo fondamentale delle strutture private accreditate dell’Alto Garda. E questo vorrei sottolinearlo – ha spiegato Zeni –, Villa Rosa era già centro di riferimento provinciale per la riabilitazione di alcune patologie fin dalla programmazione del 2004. Sull’altro fronte le case di cura private compartecipano all’erogazione dei servizi all’interno di un disegno complessivo, in una rete dove la regia è e deve essere pubblica. Spetta infatti alla Provincia, anche sulla base delle disposizioni nazionali, gestire la programmazione e quindi all’Azienda sanitaria individuare i bisogni e governare il budget assegnato”.

L’assessore Luca Zeni ha poi illustrato ai sindaci e ai consiglieri presenti alcuni dati importanti: “Il tasso di ospedalizzazione per il settore riabilitativo ci vede al primo posto in Italia, proprio in ragione dell’elevato numero di posti a disposizione per la riabilitazione. Per di più, all’interno del territorio provinciale, ci sono situazioni molto differenti”. La media, riferita al 2016, dei tassi di ospedalizzazione del settore è di 4,5 per mille, ovvero di 2.396 ricoveri su 538.223 abitanti, con un range che spazia dallo 0,8 del Primiero al 6,8 dell’Alto Garda e Ledro.

Infine sul budget dei pazienti trentini: “Nel 2014 c’è stata un’intesa che ha ridefinito il rapporto fra la Provincia e tutte le attuali 6 strutture ospedaliere private, fra le quali anche quelle che in Trentino si occupano di riabilitazione, nella quale si è fissata una riduzione del budget complessivo, per cercare di rientrare negli standard fissati a livello nazionale rispetto alle giornate di degenza – ha spiegato Luca Zeni -. Poi per Eremo con una deliberazione nel 2015 si è deciso di prevedere una quota di budget aggiuntivo di 400.000 euro su tutto il triennio 2015-2017. Recentemente, nel 2017, è stata prevista una ulteriore integrazione di budget sul 2016 sia ad Eremo per 800.000 euro che al San Pancrazio per 220.000 euro. A questi incrementi sono poi da aggiungere le integrazioni sull’anno 2017 con finalità di intercettare per la fase riabilitativa i pazienti trentini operati in strutture fuori provincia per 500.000 euro al San Pancrazio e per 800.000 euro all’Eremo; a quest’ultimo infine il budget 2017 è stato ulteriormente incrementato di 230.000 euro per la riabilitazione cardiologica dei pazienti in dimissione precoce”.

“Confermiamo quindi il ruolo delle strutture private – ha evidenziato l’assessore alla salute – dentro il sistema della riabilitazione e la disponibilità a collaborare con la correttezza che sempre deve contraddistinguere i rapporti tra il settore pubblico e i fornitori convenzionati”.

Nel corso della riunione sono stati inoltre ripresi alcuni contenuti relativi allo stato di attuazione del Protocollo di intesa del 9 giugno, già presentati in occasione del precedente Consiglio per la Salute del 1° agosto, relativo all’Ospedale di Arco e ai servizi territoriali garantiti nella Comunità Alto Garda e Ledro. In particolare, come illustrato dal direttore generale Bordon, l’organico del Pronto Soccorso è stato portato da sei a sette medici, sul versante infermieristico è stata aggiunta una terza unità in reperibilità nel turno notturno, l’ambulatorio ortopedico è già stato realizzato ed attivo dal mese di luglio, mentre nei prossimi mesi si porteranno i posti di osservazione breve da due a quattro. Dal Consiglio per la Salute è quindi arrivata una richiesta forte di migliorare la capacità di risposta del servizio di continuità assistenziale in zona.


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