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Trentino Young Scientist Challenge: ecco i vincitori

sabato, 16 aprile 2016

Trento – 46 progetti selezionati tra diverse discipline; 12 giurati, circa 200 studenti in gara: oggi pomeriggio al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento si è giocata la sfida finale della Trentino Young Scientists Challenge. L’iniziativa, arrivata alla sua seconda edizione, ha visto impegnate tutte le classi di tre istituti secondari di primo grado – “G. Bresadola” di Trento, Istituto comprensivo di Levico Terme e “dell’Argentario” di Cognola – che da ottobre scorso hanno lavorato, per piccoli gruppi e con la supervisione di un insegnante, alla presentazione di un progetto sperimentale di ricerca che oggi hanno illustrato pubblicamente davanti a dodici giurati, individuati tra i docenti dell’Ateneo, i ricercatori della Fondazione Bruno Kessler e del Cosbi e i rappresentanti dei partner (Trentino Sviluppo, Confindustria Trento) e degli sponsor (oom+, Casse Rurali Trentine, Ranstad e Manpower).

«Gli studenti e le studentesse che hanno partecipato – spiega Giulia Selmi, coordinatrice dell’iniziativa – hanno avuto l’occasione di acquisire una maggiore familiarità con il mondo scientifico e con il lavoro di gruppo. Hanno vestito i panni dei ricercatori e delle ricercatrici confrontandosi con il metodo sperimentale». Il progetto è partito a ottobre dello scorso anno con lo studio dei progetti nelle varie classi. Negli open day, che si sono tenuti nelle scuole da dicembre, ogni scuola ha presentato i propri progetti e una giuria di esperti/e del territorio ha seleziona quelli ritenuti migliori. Fino alla fase conclusiva di oggi. Nel pomeriggio le classi hanno esposto i progetti negli stand allestiti al Dipartimento e poi li hanno illustrati davanti alla giuria, che li ha valutati tenendo conto di alcuni parametri: problematiche affrontate, progettazione e metodologia seguita, qualità dell’esecuzione (raccolta dati, analisi ed interpretazione), creatività ed efficacia della presentazione, a prescindere dalla disciplina. Tutte e tre le scuole hanno ricevuto dalle mani del rettore dell’Università di Trento, Paolo Collini, il premio “Sostieni la ricerca – Trentino Young Scientists challenge” con un buono acquisto per materiale scolastico offerto dalle Casse Rurali Trentine.

Ad aggiudicarsi il primo premio, consegnato da Giuseppe Armani (responsabile Marketing di Cassa Centrale Banca), è stato il gruppo “Macchina di Galton” di Levico, mentre il secondo è stato vinto dal gruppo “Uova sotto pressione” di Cognola. Ogni istituzione e partner hanno poi assegnato premi speciali: il Premio Manpower, consegnato da Alessandra Turri, è andato al gruppo “Green Battery di Cognola; il Premio Randstad, consegnato da Linda Lorenzini, è andato al gruppo “Le Muffe” di Cognola; il premio Cosbi, consegnato da Ozan Kahramanogullari, è andato al gruppo “Solar Boat” di Cognola. Presenti anche l’assessora provinciale all’università e alla ricerca, Sara Ferrari, che ha consegnato il Premio Provincia autonoma di Trento ai gruppi “Ecosistemi del futuro” di Levico e “Electrical Generator” delle Bresadola insieme alla prorettrice alle Politiche di equità e diversità, Barbara Poggio, che ha consegnato al gruppo “Ruoli di genere” delle Bresadola il premio dell’Ateneo trentino.

L’iniziativa – L’esperienza trentina, giunta alla seconda edizione, prende spunto dall’iniziativa internazionale “Young Scientist” finalizzata ad avvicinare i ragazzi della scuola secondaria di primo grado al mondo scientifico attraverso l’approccio metodologico del “learning by doing” (imparare facendo). Il progetto intende aiutare studenti e studentesse ad acquisire, lavorando in gruppi efficaci e cooperativi con il supporto di insegnanti in caso di necessità, competenze cognitive attraverso la tecnologia e le scienze con l’obiettivo di stimolare in loro creatività, pensiero critico, collaborazione e comunicazione. Due gli elementi innovativi di questa seconda edizione. Giovani ricercatori e ricercatrici dell’Ateneo di Trento e della Fondazione Bruno Kessler hanno realizzato laboratori con le classi per valorizzare l’esperienza diretta. Inoltre è stata richiesta un’attenzione particolare per avvicinare alle discipline scientifiche le ragazze, superando divari e stereotipi di genere.


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