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Trentino, servizio di bike sharing e.motion: quasi 300 gli utenti iscritti

giovedì, 24 luglio 2014

Pergine Valsugana – Sono quasi 300 gli utenti già iscritti al servizio di bike sharing e.motion. Un dato in costante aumento, giorno dopo giorno, che testimonia l’interesse verso il progetto della Provincia che ha preso il via lo scorso 3 giugno, dopo la consegna simbolica, da parte dell’assessore alle infrastrutture e all’ambiente, Mauro Gilmozzi, delle biciclette, citybike ed elettriche, distribuite sulle tre città di Trento, Rovereto e Pergine Valsugana.trento bike sharing

Il progetto di bike-sharing è un vero servizio pubblico – e dunque non pensato in chiave turistica – e rappresenta una delle reali alternative al mezzo di trasporto privato a motore. E’ uno strumento di pianificazione strategica in termini di mobilità, una sorta di “autobus a due ruote” che costituisce una soluzione vantaggiosa, sia in termini di tempo che di costo, negli spostamenti in ambito urbano, eliminando tra l’altro qualsiasi problema di parcheggio, di traffico e di orario. A regime si prevede la dotazione di 132 biciclette a pedalata assistita e di 65 city bike di tipo tradizionale, dislocate nelle 384 colonnine in 31 stazioni: 12 a Trento e Rovereto e 7 a Pergine Valsugana.

Ecco dunque, a fronte del consenso che il progetto sta riscuotendo, delle domande frequenti che stanno arrivando agli uffici provinciali o al numero verde, alcuni chiarimenti.

Le biciclette saranno aggiunte in modo proporzionale agli abbonati abilitati, così da assicurarne l’utilizzo, testando nel contempo la funzionalità del sistema che si avvale della comunicazione attraverso la rete GPRS/UMTS.

A questo proposito va detto che sono stati risolti i problemi di comunicazione via GPRS e UMTS che erano stati registrati nei giorni scorsi a Trento (ora sono solo 6 su 204 le colonnine fuori uso) , mentre a Pergine Valsugana e Rovereto gli analoghi problemi che si sono manifestati, sono tuttora oggetto di interventi risolutivi tramite il personale del Progettone che si occupa del controllo e della movimentazione delle biciclette; proprio per questo motivo, nei due centri citati, si è provveduto a segnalare con del nastro di cantiere le colonnine che non funzionano. Si tratta appunto di problemi conosciuti – e peraltro oggi un quotidiano locale che rispetto alla realtà di Rovereto nel titolo parla di “ bici fantasma ” nel testo poi sottolinea, correttamente, che di “errori grossi non si può parlare” e definisce il tutto come “piccoli malfunzionamenti” – e si sta facendo quanto necessario per ovviare a tutti i disservizi.

Resta il fatto che a fronte di una attività di nuova implementazione si è scelto un avvio graduale proprio per poter garantire la piena funzionalità dopo il periodo di avvio. Questa fase di start up serve ai cittadini per conoscere questo nuovo sistema di mobilità urbano, restando inteso che proprio questa fase serve per individuare , anche tramite le segnalazioni degli utenti, eventuali malfunzionamenti e disservizi, ponendovi tempestivamente rimedio prima dell’avvio della fase a regime .

Peraltro il servizio, avviato a Trento, Pergine Valsugana e Rovereto per iniziativa dell’assessorato alle infrastrutture e all’ambiente, inserisce la provincia di Trento tra le comunità che perseguono politiche di rispetto della natura e dell’ambiente, migliorando la salute e la qualità della vita dei cittadini che in questo modo contribuiscono al decongestionamento del traffico veicolare e alla riduzione dei consumi energetici, nonché dei livelli di inquinamento atmosferico e acustico.

Il principio fondamentale è proprio la salvaguardia ambientale e la garanzia di una migliore qualità di vita: per contribuire a ciò è necessaria la collaborazione di tutti i cittadini e, in particolare per questo progetto, è importante che arrivi dai cittadini fruitori del servizio ogni contributo utile per migliorarlo. La sua implementazione è subordinata proprio alla buona sinergia tra i soggetti gestori e utilizzatori. Va inoltre evidenziato che la procedura di accreditamento è la più rapida tra quelle monitorate su tutto il territorio nazionale. Replicando le modalità d’iscrizione al trasporto pubblico, risulta sicura l’identità degli utenti (profilo non banale viste le responsabilità connesse alla circolazione dei veicoli, quale è anche la bicicletta) e rigorosa la modalità di addebito bancario (come esigono gli utenti stessi).


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