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Trentino, Riserva della Biosfera dell’Unesco: Protocollo sottoscritto venerdì

mercoledì, 4 settembre 2013

Trento – Un legame molto stretto ed armonico fra il territorio e la popolazione, costruito nei secoli, attraverso le tradizioni collettive. È questa la vera essenza, la ragione principale per cui la candidatura a Riserva della Biosfera dell’Unesco delle “Alpi ledrensi e Judicaria: Dalle Dolomiti al Garda”, può funzionare, come ha spiegato Giorgio Andrian, geografo che ha lavorato per sette anni all’Unesco. Ieri sera a Tenno si è tenuto un nuovo incontro con gli amministratori locali; fra i presenti vi erano Romano Masè, dirigente del Dipartimento Territorio, ambiente e foreste, e Claudio Ferrari, dirigente per la Valorizzazione della Rete aree protette, nonché il sindaco Carlo Michele Remia e il presidente della Comunità Alto Garda e Ledro Salvador Valandro. In sala anche il presidente dell’Ecomuseo, Guido Donati, e il sindaco di Comano Terme – Comune capofila – Livio Caldera. Il percorso per la candidatura sta proseguendo a tappe serrate: lo scorso 27 agosto la giunta del Comune di Riva del Garda ha deliberato di aderire al progetto; via libera, ieri sera, anche dal consiglio comunale di Ledro. E venerdì 6 settembre in Provincia, al termine della conferenza stampa di Giunta, si terrà la sottoscrizione del Protocollo di intesa fra tutti gli enti coinvolti.val-di-pejo-4

“I tempi della candidatura sono stati davvero veloci: in poche settimane siamo arrivati alle soglie del protocollo di intesa ed alla vigilia della presentazione del dossier – ha commentato Romano Masè -. E tutto grazie all’impegno delle comunità locali, le vere protagoniste dell’iniziativa: questo infatti è un progetto che parte del basso, è un’opportunità e una sfida che viene messa nelle mani dei cittadini, che richiede consapevolezza e responsabilità”.

A Giorgio Andrian il compito di illustrare il significato di questa certificazione. La Riserva della Biosfera è una qualifica internazionale che viene assegnata dall’Unesco, sin dagli anni ’70, all’interno del Programma MAB (Man and the Biosphere). Si differenzia dalla qualifica di Patrimonio dell’Umanità, tra le cui liste si sono beni culturali, naturali, misti e immateriali. Il fine della Riserva della Biosfera non è tanto la tutela, quanto lo sviluppo, ovvero promuovere e migliorare il rapporto tra uomo e ambiente e ridurre la perdita di biodiversità attraverso programmi di ricerca e capacity-building. Sono, in genere, aree marine e/o terrestri che gli Stati membri si impegnano a gestire nell’ottica della conservazione delle risorse e dello sviluppo sostenibile, nel pieno coinvolgimento delle comunità locali. Nel mondo vi sono 621 Riserve della Biosfera, 166 in Europa e 9 in Italia. Il Trentino può vantare due siti iscritti nelle Liste dell’Unesco – le Dolomiti e i ”Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino” di cui fanno parte Ledro e Fiavè – ma nessuna Riserva della Biosfera.

I territori delle “Alpi ledrensi e Judicaria: Dalle Dolomiti al Garda”, che si propongono come Riserva della Biosfera, sono un unicum a livello nazionale ed internazionale: si tratta di una superficie di circa 40.000 ettari compresa tra il lago di Garda e la vetta culminante delle Dolomiti di Brenta, all’interno della quale in meno di 30 chilometri in linea d’aria si coprono oltre 3100 metri di dislivello, con una grande variabilità climatica, di ecosistemi, di paesaggi, di insediamenti e di attività umane. Soprattutto un’area dove si sono stratificati processi sociali, economici, storici, naturalistici, gestioni collettive e pianificazioni territoriali: “Siamo passati – ha commentato Claudio Ferrari – da una politica di conservazione della natura fatta di vincoli, alla consapevolezza che non è più il tempo di istituire oasi di protezione che escludano l’uomo: la nuova cultura della protezione va nella direzione di premiare il rapporto equilibrato tra uomo e natura. Uno dei requisiti fondamentali richiesto dall’Unesco è proprio la partecipazione, mentre l’altra parola chiave è sviluppo”.


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