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Trentino, primo confronto sul protocollo di finanza locale tra Autonomie Locali e Provincia

mercoledì, 19 febbraio 2014

Trento – Primo confronto sulla proposta provinciale del protocollo di finanza locale 2014, a Trento, tra il Consiglio delle autonomie locali e l’assessore provinciale agli Enti locali Carlo Daldoss. «Un confronto che dovrà essere paritario» ha sottolineato il Presidente del Consiglio delle autonomie locali Paride Gianmoena. «In particolare – ha aggiunto – sulle imposte e la fiscalità in generale, i Comuni devono essere coinvolti e nel protocollo deve essere inserito il principio della concertazione».DaldossGianmoena3

L’assicurazione che sarà un confronto di pari dignità l’ha data l’assessore Daldoss, confermando la presenza del Presidente della Provincia Ugo Rossi alla seduta del Consiglio delle autonomie convocato per il prossimo lunedì 24 febbraio. In attesa di questo ulteriore approfondimento, oggi, in primo piano c’era il Piano di miglioramento della Pubblica Amministrazione per il quinquennio 2013 – 2017, che ha dato l’ occasione di puntualizzare alcuni elementi.

Gianmoena ha fatto riferimento alle novità che derivano dalla modifica dell’articolo 80 dello Statuto di Autonomia che fissa competenze legislative alla Provincia in materia di finanza locale, che permettono di discostarsi dalle indicazioni delle Stato gestendo in maniera più flessibile la fiscalità locale. In questo scenario il presidente del Consiglio delle autonomie ha chiesto alla Provincia di ascoltare anche i Comuni per evitare l’insorgere di difficoltà all’interno del sistema con decisioni unilaterali che favoriscono alcuni soggetti a scapito di altri e, visti i tempi, riservando particolare attenzione alle attività produttive e alle famiglie.

«La partita della finanza locale – ha detto – deve essere approfondita all’interno del Consiglio delle autonomie, così come tutte le
questioni che riguardano le Autonomie locali».

L’assessore Daldoss ha rassicurato l’assemblea sulla condivisione delle finalità relative ai tributi locali esercitando in forma piena l’articolo 80 dello Statuto. «Una condivisione necessaria, ha detto, ma serve un’attenzione specifica ai comparti produttivi con la possibilità per Provincia e Comuni di individuare forme di sostegno. La sfida – ha rimarcato – è che tutti dobbiamo ragionare come sistema e non come singole entità».

Il Piano per il 2014 prevede una riduzione dei trasferimenti su parte corrente di 8,3 milioni di euro. Si tratta dell’1,3 della spesa corrente complessiva pari a 659 milioni di euro e all’1,1 delle entrate complessive pari a circa 740 milioni, dato del 2012. Secondo il Piano di miglioramento il risparmio di 8,3 milioni di euro potrebbe derivare dalla riduzione di acquisto di beni e servizi nella misura del 2,4 per cento su un totale di 352 milioni di euro. Verrebbe lasciata intatta la spesa relativa al personale fissata a 65 milioni di euro. Il tutto, naturalmente, mantenendo il blocco delle assunzioni per il personale a tempo determinato e determinato.

Nel primo caso la sostituzione è prevista solo nella misura del 20 per cento delle uscite, mentre nel secondo caso le assunzioni riguardano solo le sostituzioni temporanee obbligatorie. Stop anche all’assunzione di segretari comunali sulle sedi con popolazione fino a 2000 abitanti da coprirsi tramite mobilità o convenzione. Sul piano dei trasferimenti la proposta della Provincia sottolinea come il rapporto finanziario sia condizionato dagli accantonamenti dello Stato sull’IMU e la TARES. Nel 2013 sono stati 72 i milioni di euro di cui 60 recuperati dai Comuni con il fondo perequativo. Per il 2014 si stima una cifra analoga. In questo caso la proposta provinciale prevede uno sforzo notevole per i Comuni con nuove modalità per il fondo perequativo: un allineamento del livello di spesa teso alla massima efficienza; la perequazione della capacità fiscale e l’incentivazione delle politiche di sviluppo economico locale. A fronte di ciò si chiede ai Comuni di non aumentare la pressione fiscale sulle famiglie e sulle attività produttive in sintonia con la manovra provinciale di riduzione dell’IRAP.

Altro impegno richiesto alle municipalità è quello di applicare la TASI sull’abitazione principale al di sotto dell’aliquota base dell’1 per mille con detrazione a 50 euro e dell’1,5 per mille per le seconde case. In questo caso la Provincia rende disponibile un fondo straordinario di riserva di 5 milioni di euro. Quindi ai Comuni viene chiesto, ancora, l’impegno a non aumentare l’Irpef e ad azzerare la TASI sugli immobili pubblici, quelli definiti edifici produttivi di categoria B e C.

Per quanto riguarda gli investimenti, vengono privilegiati gli interventi urgenti che riguardano servizi obbligatori utilizzando anche risorse che erano destinate ad opere non ritenute più prioritarie. È prevista, invece, una norma per un Fondo gestito a livello di Comunità, ma solo per interventi con ritorno economico come ad esempio centrali Elettriche e idroelettriche. Per ridurre la spesa pubblica sono allo studio due proposte che investono la carica di amministratori pubblici: la prima prevede la gratuità per la rappresentanza in enti partecipati dai Comuni o in alternativa l’incompatibilità. In questo senso, il presidente Gianmoena ha anticipato una proposta di riduzione del numero dei componenti del Consiglio delle autonomie locali.

Un taglio è previsto anche per il settore del sociale con un 1,2 per cento. I Comuni, ancora, dovranno programmare il budget di cassa con un allegato al bilancio che fissa il cronoprogramma dell’attività di investimento.  Per i Comuni, un protocollo che si annuncia rigoroso.

Nei prossimi giorni verranno ulteriormente approfonditi i temi con analisi dei dati e simulazioni sui singoli Comuni. Il tutto per definire un documento aderente alle esigenze degli Enti Locali. È previsto che la firma sul documento conclusivo venga posta nei primi giorni del mese di Marzo.


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