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Trentino: nominata la Consulta provinciale per la famiglia

lunedì, 29 dicembre 2014

Trento – La Giunta provinciale ha deliberato la nomina dei nove nuovi membri facenti parte della Consulta provinciale per la famiglia, che avrà durata corrispondente alla legislatura provinciale. Si tratta di un organismo che formula proposte ed esprime pareri in ordine alla predisposizione degli atti di programmazione provinciale aventi ricaduta sulle politiche per la famiglia, svolge attività di monitoraggio sull’adeguatezza e sull’efficacia delle politiche familiari e genitoriali realizzate dalla Provincia e dagli enti locali, tenendo conto degli esiti della valutazione di impatto familiare ed esprime parere obbligatorio sulle proposte legislative e sugli atti di natura regolamentare riguardanti le politiche per la famiglia.

Fanno parte della Consulta: il dirigente dell’Agenzia provinciale per la famiglia, la natalità e le politiche giovanili, Luciano Malfer, due rappresentanti designati dal Consiglio provinciale, Sandra Dorigotti e Daniela Fronza; un rappresentante designato dal Consiglio delle autonomie locali, Monica Mattivi, un rappresentante espressione dell’associazionismo familiare di secondo livello, Massimo Zanoni, quattro rappresentanti espressione dell’assemblea elettiva dell’associazionismo familiare e del terzo settore, Annalisa Pasini, Daniele Poli, Paolo Santino e Giovanni Manenti.

Perchè è sorta la Consulta sul territorio trentino? La Provincia autonoma di Trento ha attivato sul territorio una serie di istituti di carattere strutturale posti a sostegno della famiglia, con l’obiettivo di superare la logica assistenzialistica di mero sostegno alle famiglie in difficoltà, a favore di un nuovo corso di politiche di promozione della famiglia nella sua normalità e valorizzando il ruolo dinamico e propositivo che la stessa deve avere nella società. In questo disegno d’intervento conosce un ruolo centrale il principio della sussidiarietà orizzontale, che promuove il coinvolgimento del terzo settore e dell’associazionismo familiare locale, con l’obiettivo di sostenere e tutelare la specificità della relazione familiare, nel quadro più ampio dell’equilibrio del tessuto sociale e comunitario.

In considerazione della situazione economica contingente e preso atto che le organizzazioni coinvolte operano nel campo del volontariato, la Giunta ha inoltre ritenuto di non corrispondere alcun rimborso o indennità per la partecipazione alla Consulta per l’intera durata della legislatura.


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