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Trentino, l’Ordine degli Ingegneri sugli appalti pubblici: “Ci vuole maggior chiarezza nell’affidamento dell’incarico”

venerdì, 14 novembre 2014

Trento – Maggiore chiarezza del quadro normativo e regole certe per le procedure di affidamento degli incarichi di progettazione negli appalti pubblici. È quanto chiede da tempo con forza l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Trento, a fronte di uno scenario che vede sovrapporsi normative statali, provinciali ed europee che generano incertezza e rappresentano un freno all’economia.lavori immagine piccola

Se ne è parlato questa mattina a Trento nel corso di un seminario organizzato dall’Ordine stesso, che ha visto la partecipazione, in veste di relatore, dell’avvocato Antonio Giacalone dello Studio Rusconi, esperto di queste tematiche, e un folto pubblico, fra ingegneri, architetti (presente anche il presidente dell’Ordine Alberto Winterle), dirigenti e funzionari delle Pubbliche Amministratori locali.

Già, perché, – come ha sottolineato nella presentazione dell’incontro il presidente dell’Ordine degli Ingegneri, Antonio Armani – «quello di oggi vuole essere soprattutto un momento di confronto tra i professionisti e la pubblica amministrazione. Questa occasione è stata pensata per facilitare il raggiungimento di un punto d’incontro sulla bozza di protocollo, per una applicazione condivisa della normativa con regole chiare».
Punti dolenti dell’attuale situazione sono, appunto, la stratificazione di normative ai vari livelli di governo, le modalità di affidamento fino alla soglia di 46.000 euro, il confronto con le realtà come la vicina Germania, dove tale soglia è di 200.000 euro ed esiste ancora una “tariffa”, il fatto che sempre più spesso la pubblica amministrazione per timore di ricorsi propone bandi pubblici o quantomeno procedure negoziate anche per affidamenti di poco conto. Il tutto con un aggravamento delle procedure, bloccando ancora di più un’economia già in difficoltà.

«Su questa linea – spiega l’ing. Armani – si inserisce la bozza di protocollo in materia di incarichi professionali relativi all’architettura e all’ingegneria, frutto del lavoro portato avanti da gennaio, che parte dall’analisi delle problematiche nelle quali incorrono i professionisti, e di riflesso committenti e imprese, nello svolgere il proprio lavoro e propone degli obbiettivi di miglioramento e delle ipotesi di soluzione. L’idea è quella di chiarire alcuni aspetti della normativa che, nella concreta applicazione nei singoli enti, non è letta in maniera uniforme, soprattutto in tema di affidamenti diretti, e necessita di regole puntuali. Una tesi che ha ricevuto l’approvazione dagli uffici provinciali, ma che si è poi arenata, probabilmente per delle semplici incomprensioni, quando sono stati coinvolti altri attori di istituzioni locali. Ora stiamo lavorando per sbloccarla e per chiarire la ratio del documento, a breve avremo un incontro. È una questione importante per la nostra economia e per la dignità del lavoro di tanti professionisti trentini».


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