QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad
Ad
Ad

Ad

Trentino: l’Aquila di San Venceslao al professor Michele Colasanto

venerdì, 4 dicembre 2015

Trento – Il professor Michele Colasanto è stato insignito oggi dell’Aquila di San Venceslao, massimo riconoscimento del Trentino. La consegna è avvenuta stamani, in occasione della presentazione del 30° Rapporto sull’occupazione in provincia di Trento, per mano del vicepresidente della Provincia autonoma di Trento e assessore allo sviluppo economico e lavoro, Alessandro Olivi (foto a lato).colasanto

“Il Trentino – ha sottolineato Olivi – deve molto al professor Colasanto perché, grazie al suo spessore di economista e giuslavorista, unito ad un grande spessore umano, ci ha aiutato a tenere insieme il mondo del lavoro e a farlo dialogare. La sua competenza e la sua dedizione hanno permesso di creare in Trentino il sistema degli ammortizzatori sociali provinciali, attivando strumenti innovativi, quali il reddito di attivazione, il reddito di continuità e quello di qualificazione, e contribuendo in maniera decisiva allo sviluppo delle politiche del lavoro e della formazione in Trentino. Sotto la sua guida – ha concluso il vicepresidente – Agenzia del Lavoro è cresciuta fino a diventare un interlocutore autorevole verso le istituzioni nazionali ed europee”.

Nei sette anni di guida di Agenzia del lavoro, dal 2009 fino al 2 novembre 2015, il professor Michele Colasanto ha lasciato un segno indelebile nelle politiche del lavoro in Trentino.

In questi anni il Trentino si è dotato di un sistema articolato di ammortizzatori sociali – con l’introduzione del reddito di attivazione e di qualificazione e la definizione del reddito di continuità, che hanno ridisegnato l’intervento pubblico nel mercato del lavoro.

Portano la sua firma i numerosi nuovi interventi introdotti nel Piano di politica del lavoro del 2011 ed in quello appena varato dalla Giunta Provinciale il 2 novembre scorso. Strumenti che rendono il Trentino un punto di riferimento nel panorama nazionale, come la staffetta generazionale, il nuovo apprendistato, le politiche per i giovani, ma anche gli interventi per l’occupazione femminile, la condizionalità, ed i nuovi servizi per l’impiego, sono stati introdotti sotto la guida di Colasanto.

Coloro i quali hanno condiviso con lui il lavoro duro di questi anni, riconoscono a Colasanto il merito di aver imposto Agenzia del lavoro di Trento come modello di buona prassi a livello nazionale ed europeo, tantè che la sua attività è stato oggetto dell’attenzione, tra l’altro, della Commissione Lavoro della Camera, di istituzioni internazionali quali l’Ocse, di Governi di paesi europei, ma non solo, ricordiamo la visita della delegazione sud coreana e, da ultimo, degli estensori del jobs act che hanno preso il modello dei servizi per l’impiego trentini come esempio di buona prassi .
Da esperto di politiche del lavoro e industriali, il professor Colasanto ha introdotto il sistema di valutazione d’impatto delle Politiche del lavoro, come strumento indispensabile e ordinario, tra le azioni ordinarie del Piano e ha sostenuto con decisione l’accesso ai fondi europei che hanno permesso al Trentino di affrontare situazioni di grande difficoltà, come quella della chiusura della Whirlpool, ma anche di sperimentare nuove progettualità per l’inserimento delle persone ai margini, come gli immigrati e gli svantaggiati.

Il suo ruolo è stato decisivo anche nell’ambito delle politiche per l’occupazione dei giovani, che hanno permesso di migliorare in Trentino il passaggio dalla scuola al mondo del lavoro, attraverso azioni specifiche di tirocinio e ridisegnando il sistema di apprendistato professionalizzante.

Al di la delle azioni, il Trentino deve molto a Colasanto per aver contribuito a rafforzare il sistema di relazioni con le parti sociali, che hanno permesso di gestire e prevenire i conflitti tra i diversi attori, e di veicolare energie ed idee verso il bene comune del nostro territorio, della nostra società.

La scheda
Michele Colasanto, laureato in Economia e Commercio nel 1966 all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, è oggi professore Emerito di Sociologia del Lavoro presso la stessa università milanese. Dal 2009 al novembre del 2015, il docente è stato presidente di Agenzia del lavoro di Trento.

In precedenza il professor Colasanto è stato collaboratore dell’Istituto di Sociologia della stessa università, professore incaricato e poi professore associato (nel 1985) di Sociologia del Lavoro presso la Facoltà di Scienze Politiche. Professore ordinario di Teoria e metodi della pianificazione sociale presso la Facoltà di Sociologia di Trento dal 1991 al 1996, è stato altresì in questa medesima università, direttore del Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale e direttore della Scuola diretta a fini speciali di Servizio Sociale.

Dal 1996 di nuovo in Università Cattolica ha insegnato Sociologia del Lavoro e dell’Industria prima presso la Facoltà di Economia, sede di Piacenza, poi presso la Facoltà di Sociologia di cui è stato Preside fino al 2003, quando ha assunto il ruolo di Direttore del Dipartimento di Sociologia e di Direttore del Centro di ricerca WWELL (welfare, work, enterprise, lifelong learning). Fino all’anno accademico 2011/2012 ha coordinato il Dottorato di Ricerca in Scienze Organizzative e Direzionali.

Nel quadriennio 1988/89 – 2002/2003 è stato altresì, Prorettore vicario e Presidente del Comitato Università/mondo del lavoro.

L’attività di ricerca si segnala, tra gli altri, per gli studi sui temi dello sviluppo locale, il rapporto formazione occupazione, i sistemi di relazioni industriali, temi sui quali, accanto alla produzione di articoli e volumi di carattere scientifico, è presente un’intensa attività pubblicistica e di collaborazione con diversi organismi internazionali (quali OCSE e Unione Europea) e nazionali, in particolare la partecipazione alla Commissione istituita presso il Ministero dell’istruzione per la riforma dei cicli scolastici e la presidenza dell’ISFOL, Istituito per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori presso il Ministero del Lavoro.

Già Presidente della Fondazione Pastore voluta da Mario Romani, è componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Auxologico italiano. Ricopre attualmente per incarico l’insegnamento di Relazioni di Lavoro e Capitale Umano presso la Facoltà di Scienze Politiche e Sociali.


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136