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“Trentino è… a Expo 2015″: kermesse inaugurale a Palazzo Italia con 200 tra sportivi, uomini di cultura e politici

giovedì, 9 luglio 2015

Milano – Kermesse inaugurale a Palazzo Italia. Il “Trentino è…. ad Expo 2015″, fra ambiente, economia, cultura, sport e agricoltura.

Il gran giorno è arrivato. All’auditorium del Palazzo Italia, “cuore italiano” di Expo 2015, è andata in scena  ”Trentino è..”, kermesse inaugurale della presenza trentina all’esposizione univerrossi a Expo 2015 ecorosale.

A presentarla la conduttrice Adriana Volpe che ha introdotto i testimonial del territorio, raggruppati in sei cluster tematici, ciascuno dei quali dedicati a una caratteristica identitaria del Trentino, tra tradizione e innovazione. Il presidente Rossi, in chiusura, ha ringraziato quanti hanno lavorato al raggiungimento di questo traguardo. L’esposizione universale – ha detto il governatore – rappresenta un’occasione preziosa per il Trentino per mettere in mostra i propri gioielli”.ino

GLI INTERVENTI  DI SPORTIVI 

I primi ad essere stati chiamati sul palco dell’auditorium da Adriana Volpe, dopo i saluti della commissaria dell’Expo Diana Bracco, sono stati Manolo e Annibale Salsa, un alpinista e uno studioso che hanno raccontato la montagna e l’ecosistema alpino del Trentino. Le Dolomiti, hanno detto all’unisono, rappresentano un unicum culturale e sociale. Sono meravigliose ma a volte anche difficili da narrare, perché magiche.

L’economia ed il sistema d’impresa sono stati invece rappresentato da Riccardo Felicetti, presidente dei pastai italiani e mondiali e Massimo Fedrizzi, responsabile del progetto celle ipogee della Melinda. Felicetti, “cittadino del mondo” ma a casa solo all’ombra delle Dolomiti, produce “pasta d’alta quota”, portando avanti una storia di qualità lunga tre generazioni, sempre nel rispetto del territorio che l’ospita. 40 milioni di confezioni di pasta esportate all’anno, che sono altrettanti messaggi di qualità.

Melinda invece conserva le mele nel sottosuolo, ma ospita nelle celle ipogee anche un datacentre fra i più grandi d’Italia. “Abbiamo avuto la fortuna di disporre di enormi spazi creati dall’attività estrattiva della Cementi Tassullo – ha detto Fedrizzi – che si sono rivelati adatti per molteplici scopi, anche all’innovazione tecnologica, soprattutto se essa va a vantaggio dell’ambiente”.

Il mondo della ricerca è stato presentato da Sheref Mansy, che dagli Usa ha scelto di venire al CiBio, Università degli Studi di Trento, per sviluppare i suoi studi, e Andrea Rosani, fondatore della Start-up Melixa. Mansy ha spiegato le ragioni della sua scelta, finanziata da una fondazione con sede ad Harvard, per realizzare le sue attività di ricerca in Trentino, “assieme ad altri studenti molto bravi. Certo, qui ci sono i finanziamenti, ma per me quello che fa la differenza in Trentino è la gente”. Melixa ha creato invece un “alveare hi tech,” un’innovazione di straordinaria attualità a fronte della crisi dell’ape selvatica e quindi della catena dell’impollinazione, a supporto degli apicoltori. Dietro a questo incontro fra ricerca avanzata e tradizione cinque giovani intraprendenti, a cui il sistema Trentino ha dato fiducia.

L’agricoltura e la cooperazione agricola sono stati esposti da Andrea Segrè, presidente della Fondazione Mach e dall’allevatrice etiope Agitu Ideo, che svolge la sua attività nella Valle di Gresta. “In Fondazione abbiamo una piccola filiera dove si può fare tutto, ricerca, formazione, assistenza agli agricoltori, con ricadute a livello locale ma anche globale”. Il caseificio “La capra felice” creato in val di Gresta dalla signora Ideo è invece una splendida storia di integrazione e amore per la natura. Lasciata l’Etiopia preda del land grabbing , dopo gli studi svolti in Italia ha trovato in val di Gresta un terreno ideale per realizzare i suoi sogni.

Il mondo della cultura è stato rappresentato da Michele Lanzinger, direttore MUSE e Gianfranco Maraniello, direttore del MART. “Abbiamo cercato di capire perché tanti visitatori nel nostro museo – ha detto Lanzinger – e la parola chiave è stata bellezza. La bellezza degli spazi e delle esposizione ma soprattutto dello scoprire le cose”. Anche Maraniello ha parlato di bellezza e di esperienza. “Nei musei le persone vanno alla scoperta di qualcosa ma anche a ritrovare se stesse. Il MART è perfettamente attrezzato per questo, inserito in un progetto più ampio di identità della regione”.
Infine per lo sport e il turismo, due grandi, amatissimi campioni, Francesco Moser e Francesca Dallapè. Moser ha sottolineato come in Trentino ogni genere di esperienza sportiva sia possibile. “Io mi sono dedicato alla bici, ma ho anche sempre fatto sci. Chi oggi viene in Trentino d’estate sa che abbiamo la rete di piste ciclabili più grande d’Italia, e d’inverno c’è solo l’imbarazzo della scelta. Col calcio potremmo fare di meglio, ma pallavolo e pallacanestro sono grandi passioni. In generale i trentini comunque amano più farlo che guardarlo, lo sport”.

Dallapè ha brevemente raccontato la sua esperienza, iniziata a 6 anni. “In questi 15 anni ho viaggiato tantissimo ma quando ritorno qui mi sento sempre coccolata dalle mie montagne, e mi sento bene”.

La conduttrice ha introdotto quindi Matteo Franceschini, compositore, che ha aperto con Laura Catrani, soprano, un affascinante momento artistico, fra musica, recital e giochi linguistici. A seguire il coro della SAT, 33 trentini che hanno portato a Milano lo straordinario patrimonio culturale rappresentato dalla coralità alpina e dolomitica.
Infine l’intervento del governatore del Trentino Ugo Rossi, che ha ringraziato tutti gli ospiti per avere accettato l’invito. “Tutti i testimonial, che hanno raccontato il Trentino con il cuore – ha detto – ma anche tutte le aziende che hanno deciso di partecipare a questa importante esperienza e tutti coloro che hanno raccontato perché si arrivasse a questo traguardo. Il nostro è un territorio abituato da sempre ad autogovernarsi, e questa tradizione deriva dal senso del dovere, dalla responsabilità, dal desiderio di dare un contributo alla propria comunità che è propria delle genti trentine. Grazie a tutto questo, anche negli ultimi 60 anni, il Trentino ha potuto fare un salto di qualità straordinario, passando dalla povertà a livelli di vita delle realtà europee di punta. Ma possiamo darci obiettivi ancora più ambiziosi. Certamente coniugando sviluppo e coesione sociale, tradizione e innovazione, combattendo lo spopolamento della montagna, favorendo la sua vocazione a mettere in contatto le culture, vivendo in armonia con l’ambiente. L’augurio è che questa presenza ad Expo ci aiuti in questa missione, che condividiamo con altre terre e altre genti che popolano l’arco alpino”.

A concludere la kermesse un video emozionale delle Pale di San Martino di Soffiatti, con colonna sonora dei Pink Floyd.

La serata è proseguita con la cena di gala nella terrazza dello Spazio Eataly, rigorosamente con prodotti trentini, alla presenza di oltre 200 ospiti.


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