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Trentino, consiglio delle autonomie: sindaci e Presidenti di Comunità dentro il documento di finanza locale 2014

venerdì, 14 marzo 2014

Trento - Notevole l’affluenza di Sindaci e Presidenti di Comunità che, oggi, hanno partecipato all’incontro organizzato dal Consiglio delle autonomie, sul Protocollo di finanza locale 2014 firmato il 7 marzo scorso. Molto partecipate anche le postazioni (una trentina, alcune predisposte per la visione collettiva) che sono state attivate presso le sedi di Comunità e Comuni per il collegamento via streaming.

«È un momento di approfondimento importante e doveroso» ha affermato in apertura dei lavori Paride Gianmoena, presidente del Consiglio delle autonomie locali. «Il contributo in termini di responsabilità degli Enti locali – ha continuato – è il punto cardine che può permettere una gestione ancora più oculata delle risorse senza penalizzare il rilancio dello sviluppo e questo incontro va nella direzione di attuare al meglio la linea che abbiamo impostato con la Provincia. Il principio che ci ha ispirato – ha continuato Gianomena – è quello della concertazione insieme a quello della solidarietà. Il messaggio che vogliamo mandare è quello di ragionare come sistema trentino sulla condivisione degli obbiettivi».

Proprio la condivisione è stato il concetto che il presidente della Provincia Autonoma di Trento Ugo Rossi ha voluto sottolineare, rimarcando come il protocollo preveda un vero e proprio “Sistema delle autonomie” che attribuisce pari dignità fra le Istituzioni e il riconoscimento della piena autonomia gestionale dei Comuni per raggiungere l’obiettivo di contenimento della spesa pubblica. Rossi nel suo intervento ha tracciato lo scenario che condiziona le politiche di bilancio provinciale. «Cinque – ha detto Rossi – sono i pilastri della manovra di bilancio che ci apprestiamo a discutere in aula e della quale il Protocollo è parte integrante: la riduzione della pressione fiscale sui cittadini e sulle imprese; il sostegno al credito per le imprese; lo sviluppo delle azioni per il capitale umano e sociale; la riprogrammazione degli interventi pubblici e la modernizzazione del settore pubblico provinciale». A incontrare i Sindaci e i Presidenti di Comunità c’era anche l’Assessore agli Enti Locali della Pat Carlo Daldoss che, con Gianmoena, è stato uno degli interlocutori principali per la stesura del documento finanziario. Daldoss ha precisato che con la Manovra di finanza locale si è deciso di rafforzare le decisioni a livello territoriale: «Servono scelte che arrivano dal basso – ha aggiunto – per un processo di responsabilità che sia efficiente ed efficace».

In sostanza, è stato illustrato come il protocollo individui un obiettivo pluriennale di riduzione della spesa corrente dei Comuni (8,3 milioni di euro per il 2014) in coerenza con il Piano di Miglioramento della pubblica amministrazione approvato dalla Provincia. Allo stesso tempo rafforza l’autonomia dei Comuni, liberi di individuare gli strumenti e le misure per la riduzione della spesa. Numerosi gli interventi che hanno animato il dibattito con gli amministratori in sala a chiedere delucidazioni e approfondimenti.
Oggetto di specifico approfondimento sono stati, soprattutto, gli aspetti di natura fiscale, in virtù delle nuove competenze della Provincia derivate dall’articolo 80 dello Statuto. In questo caso è stato riconfermato l’impegno di ridurre gli effetti fiscali negativi per le famiglie e le attività economiche derivanti dalla Legge statale di stabilità 2014 che ha abrogato il trasferimento statale compensativo relativo all’IMU dell’abitazione principale (28 milioni di euro in Trentino), e ha introdotto la TASI, il nuovo tributo con cui i Comuni possono recuperare la mancata compensazione.

Per quanto riguarda la Tasi (tassa indirizzata alla copertura del costo dei servizi indivisibili dei Comuni come: illuminazione pubblica polizia locale, manutenzione del verde pubblico e delle strade), in Trentino è stato deciso di applicare un’aliquota massima pari all’1 per mille con detrazione pari a 50 euro sull’abitazione principale; sono esenti, invece, gli immobili destinati ad attività economiche con esclusione di quelli rurali e di quelli destinati ad attività bancaria, assicurativa e professionale; è stata eliminata, inoltre, la compartecipazione della percentuale dovuta dall’occupante dell’immobile. Misure che in caso di squilibrio nelle casse comunali saranno compensate da un Fondo di circa 5 milioni di euro istituito dalla Provincia.

Altra novità riguarda la riprogrammazione degli investimenti dei Comuni, destinando le risorse su opere ritenute prioritarie.
Il tutto per rispettare i vincoli del patto di stabilità, ma anche a causa della riduzione delle finanze del bilancio provinciale.
L’importante, è stato detto, sarà garantire un sostegno sicuro al sistema economico-produttivo che fa riferimento ai lavori pubblici.


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