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Trentino, col servizio dell’elisoccorso notturno salvate 49 vite in meno di due mesi

venerdì, 23 agosto 2013

Trento – L’elisoccorso notturno completa il servizio di primo intervento in Trentino. A quasi due mesi dall’entrata in funzione dell’elisoccorso notturno, importante tassello che è andato ad aggiungersi al mosaico del soccorso sanitario trentino, l’assessore Ugo Rossi ha illustrato i risultati sin qui conseguiti. Complessivamente gli elicotteri si sono alzati in volo 76 volte durante il turno notturno (dalle 20 alle 8) e, di queste, 46 volte nelle ore notturne.

I DATI Soccorso-Alpino-elicottero-SUEM

Dal  primo luglio al 20 agosto sono stati 49 gli interventi degli elicotteri per soccorsi di carattere primario nel turno notturno, di cui 28 nelle ore notturne; 27 sono stati gli interventi di carattere secondario nel turno notturno, come ad esempio i trasporti urgenti da un ospedale all’altro, di cui 18 sono stati stati effettuati nelle ore notturne. “In Trentino – ha evidenziato l’assessore Rossi, – l’elicottero ha da sempre rappresentato un elemento strategico per completare l’offerta del pronto soccorso: la possibilità di trasportare un’équipe di soccorso medico avanzato composta da un medico anestesista rianimatore e un infermiere dell’area critica, rappresenta indubbiamente lo strumento di intervento più efficace in un territorio montuoso come il nostro. L’opportunità offerta agli elicotteri di alzarsi in volo anche nelle ore notturne, la presenza di piloti addestrati e abilitati al volo di notte e la disponibilità di una rete di 17 elisuperfici certificate per il volo notturno (due in costruzione), sette a servizio degli ospedali e undici distribuite in tutta la provincia, permette interventi tempestivi e in piena sicurezza, a tutto vantaggio per le persone vittime di incidenti o bisognose di cure in tempi molto stretti”.

TRAUMA CENTER

“Nella nostra realtà – ha poi proseguito l’assessore Rossi – qualsiasi evento di emergenza, sia esso un grave incidente stradale, un malore in casa, un incidente sul lavoro, un incidente in montagna o un incidente sportivo che determini una compromissione delle funzioni vitali, viene affrontato non appena l’equipe dell’elisoccorso giungono sul luogo. La presenza poi di un ospedale di riferimento come quello di Trento, dotato di strutture di alta specialità compresi due reparti di terapia intensiva, la cardiochirurgia, la neurochirurgia, la cardiologia e la radiologia interventistiche e la recente istituzione del trauma center, offre la possibilità di trattare al meglio la quasi totalità delle patologie, mentre la disponibilità di una rete di ospedali a integrazione dell’ospedale centrale completano l’intero sistema di primo intervento trentino”.  Attualmente l’elisoccorso notturno – alla conferenza oggi erano presenti Roberto Bertoldi, dirigente generale del Dipartimento Protezione civile, Silvio Zanetti, dirigente Servizio Antincendi, Vittorio Cristofori, accountable manager del Nucleo elicotteri, Bruno Avi, decano del Nucleo medesimo, e Giovanni Pedrotti per l’Azienda sanitaria – interviene nei soccorsi “primari” su tutto il territorio provinciale per pazienti affetti da ictus, infarto miocardico acuto e comunque ogni volta vi sia una grave compromissione delle funzioni vitali come nell’arresto cardiocircolatorio o nella grave insufficienza respiratoria, ma anche nel trauma maggiore e nelle emergenze ostetrico-neonatali. Con l’elisoccorso vengono effettuati anche tutti i trasferimenti “secondari” urgenti dagli ospedali periferici all’ospedale di Trento o dall’ospedale di Trento verso centri specialistici per il trattamento di determinate patologie non ancora in grado di essere trattate al meglio nei nostri ospedali. L’equipe di elisoccorso, che si avvale anche dell’importante contributo del Soccorso alpino, può inoltre intervenire anche mediante automedica nell’area urbana di Trento o in tutte le località dove sia più conveniente l’utilizzo di tale mezzo in alternativa all’elicottero. Si è inoltre stabilito che ogni volta che l’elicottero, per condizioni meteorologiche avverse o per problemi tecnici non sia in grado di volare, la stessa equipe di soccorso avanzato viene trasportata sul luogo dell’evento mediante automedica sempre presente presso la base di elisoccorso all’aeroporto di Trento. “È, questo – ha sottolineato Ugo Rossi, – un sistema di soccorso che potremmo quindi definire confezionato su misura per il Trentino, progressivamente evoluto e modellato in base ai cambiamenti delle esigenze della popolazione e del territorio trentino avvenuti nel corso dei decenni”.

L’ATTIVITA’  

I dati dei primi 50 giorni di attività notturna dell’elisoccorso confermano la validità di questo sistema di l’emergenza. Dal 1° luglio al 20 agosto, nelle ore notturne, sono stati effettuati 46 interventi, 28 interventi primari e 18 trasporti secondari urgenti interospedalieri, un dato inaspettato rispetto alla previsione iniziale che prospettava un numero maggiore di trasporti interospedalieri rispetto ai soccorsi sul territorio ma che significa essere riusciti, grazie alla rete di elisuperfici distribuite sul territorio, a soccorrere pazienti in condizioni gravi direttamente o in prossimità del luogo dove è avvenuto l’evento. Gli interventi hanno riguardato per il 12% problematiche di tipo respiratorio, per il 45% problematiche di tipo cardiocircolatorio, per il 16% problematiche neurologiche e per il 27% eventi traumatici. La presenza di tutta l’equipe presso la base di elisoccorso ha permesso di avere tempi medi di decollo di 4 minuti, quindi di poco superiori ai tempi medi di decollo di giorno. L’equipe di soccorso avanzato è stata trasportata sul luogo dell’evento dall’automedica in occasione di 4 interventi su pazienti con compromissione delle funzioni vitali. In un caso l’intervento è stato talmente efficiente, che un paziente vittima di arresto cardiocircolatorio (evento che nell’arco di pochi minuti determina una grave sofferenza encefalica che porta rapidamente a morte) è stato soccorso dall’elicottero e grazie comunque all’efficienza di tutta la catena del soccorso è arrivato in ospedale sveglio. Vale la pena ricordare anche il caso in cui un paziente caduto nelle acque del lago, di notte, è stato recuperato dai vigili del fuoco subacquei, elitrasportati assieme all’equipe sanitaria, direttamente sul luogo dell’evento.


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