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Trentino Alto Adige, la Guardia di Finanza ha celebrato il 246° anniversario della fondazione: il bilancio dello scorso anno

martedì, 23 giugno 2020

Trento – In Trentino Alto Adige la Guardia di Finanza ha celebrato il 246° anniversario della fondazione.

BILANCIO OPERATIVO DEL 2019 E DELL’EMERGENZA DA COVID-19

finLotta alle frodi fiscali, tutela della spesa pubblica e contrasto alla criminalità organizzata. Queste sono le rotte sulle quali, in via prioritaria, si sono concentrati gli sforzi della Guardia di Finanza in Trentino Alto Adige nel 2019.

Gli interventi ispettivi eseguiti sono stati 15.136 e le indagini complessivamente delegate dalla magistratura ordinaria e contabile n. 956.

Apprezzare il nostro lavoro significa condividere la lotta di chi si impegna per evitare che i soldi pubblici, destinati a sostenere le famiglie e l’occupazione, siano sottratti ai veri poveri, per recuperare dai cittadini fiscalmente disonesti soldi da destinare alla costruzione di scuole, al pagamento delle pensioni, a sostenere il sistema sanitario, per impedire alla criminalità organizzata di infiltrarsi nei gangli dell’intermediazione finanziaria, dei mercati e dei tessuti economico-produttivi.

fin2Evasione fiscale internazionale, frodi carosello, indebite compensazioni, illeciti doganali e traffici illeciti di prodotti petroliferi sono alcuni dei fenomeni più gravi, pericolosi e diffusi su cui, da tempo, si sta concentrando l’attenzione della Guardia di Finanza al fine di contrastare gli effetti distorsivi della concorrenza provocati dalla grande evasione e dalle frodi fiscali, particolarmente dannosi soprattutto nei periodi di crisi.

Nel 2019, in Trentino Alto Adige, contro l’evasione e le frodi fiscali sono state concluse 228 indagini di polizia giudiziaria, a cui si aggiungono circa 1.500 interventi fra verifiche e controlli a tutela del complesso degli interessi erariali comunitari, nazionali e locali.

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fin3Sono stati denunciati 212 soggetti responsabili di 207 reati fiscali, l’85% dei quali riguarda gli illeciti più gravi di emissione di fatture per operazioni inesistenti e dichiarazione fraudolenta, omessa dichiarazione, occultamento di documentazione contabile ed indebita compensazione.

Le relative attività investigative e di controllo hanno consentito di sequestrare disponibilità patrimoniali e finanziarie per circa 62 milioni di euro e, al contempo, di proporne il sequestro per ulteriori 27 milioni di euro.

Scoperti anche 25 casi di frodi all’IVA e 32 casi di evasione fiscale internazionale, nonché 255 soggetti che, pur avendo svolto attività produttive di reddito, sono risultati completamente sconosciuti al Fisco, evadendo complessivamente circa 22 milioni di IVA.

Sono stati individuati, inoltre, 245 datori di lavoro, di cui n. 4 tratti in arresto per il grave reato di caporalato, che hanno impiegato 1.352 lavoratori “in nero” o irregolari.

Al fine di contrastare la filiera distributiva delle merci illecitamente introdotte sul territorio nazionale mediante servizi di prevenzione nelle rotabili maggiormente interessate dai traffici illeciti, nel settore delle accise sono stati eseguiti 55 interventi, denunciati 55 soggetti all’Autorità Giudiziaria competente e sequestrati circa 25 tonnellate di prodotti energetici (carburante) e oltre 28 mila litri di prodotti alcolici, per un ammontare complessivo di accisa evasa pari a oltre 2 milioni di euro.

Su 100 interventi effettuati presso sale giochi e centri di scommesse, sono state riscontrate irregolarità nel 9% dei casi, con la denuncia di 5 soggetti.

La Guardia di Finanza ha dedicato, nel corso del 2019, 10 Piani operativi al contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica e a quelle condotte che, mettendo a rischio la legalità e la trasparenza che devono connotare l’azione della Pubblica amministrazione, pregiudicano la corretta allocazione delle risorse, favorendo sprechi, truffe, malversazioni e indebite percezioni.

Si tratta di un settore strategico per il Paese, in quanto il corretto impiego dei fondi pubblici sostiene il tessuto economico nazionale, consente di affrontare le condizioni di disagio in cui possono trovarsi i cittadini e le famiglie, contribuisce a contenere l’esborso complessivo dello Stato e si traduce, in ultima analisi, in un miglioramento complessivo della qualità della spesa, permettendo che essa possa conseguire gli obiettivi cui tende: benessere, crescita e sviluppo.

In tale contesto, sono stati eseguiti 350 interventi ispettivi, 113 le deleghe d’indagine concluse in collaborazione con la Magistratura ordinaria e 133 le deleghe svolte con la Corte dei conti.

Scoperti casi di illegittima percezione o richiesta di finanziamenti pubblici, comunitari e nazionali, per oltre 11 milioni di euro, con la denuncia all’Autorità Giudiziaria di 89 soggetti.

Il valore degli appalti in cui sono state riscontrate irregolarità è di 3,2 milioni di euro, su un totale di gare sottoposte a controllo pari a 3,4 milioni di euro: il che si traduce nel 94% di irregolarità nell’aggiudicazione delle gare oggetto di indagine e nella denuncia di 21 soggetti all’Autorità Giudiziaria.

Nella specifica azione investigativa finalizzata a prevenire e contrastare le condotte di peculato, corruzione, concussione e abuso d’ufficio commesse da pubblici ufficiali, incaricati di pubblico servizio o privati, sono state denunciate 32 persone (tra cui 18 Pubblici ufficiali), di cui 1 sottoposta a misura interdittiva. 4 i denunciati per assenteismo.

Relativamente a inefficienze e sprechi di risorse di cui si rendono colpevoli persone che, operando nel pubblico, procurano danni all’erario, le Fiamme Gialle ne hanno individuate 227, responsabili di un danno erariale pari a circa 32 milioni di euro.

In materia di indebite percezioni di prestazioni sociali agevolate e di indebite esenzioni del ticket sanitario, nell’ambito di 133 interventi complessivamente svolti sono state riscontrate 96 irregolarità (pari al 72% del totale), accertando indebite percezioni/esenzioni per oltre 213 mila euro, di circa 20 mila in materia di reddito di cittadinanza.

Eseguiti in tutto il comparto della spesa pubblica sequestri per oltre 24 milioni di euro, che consentono, almeno in parte, di ristorare lo Stato dai fenomeni di malaffare e di cattiva amministrazione scoperti dalla Guardia di Finanza, a cui si aggiungono proposte di sequestro – attualmente al vaglio dell’Autorità Giudiziaria procedente – per ulteriori 28 milioni di euro.

Le determinazioni dell’Autorità Giudiziaria che ha accolto le proposte di misure cautelari reali avanzate dai Reparti costituiscono, infatti, la concreta misura della possibilità per lo Stato di vedere ristorati i danni causati dai fenomeni di illegalità, frode, malaffare e cattiva gestione.

La strategia perseguita dalla Guardia di Finanza mira al contrasto di ogni forma di infiltrazione e degli interessi finanziari, economici e imprenditoriali della criminalità organizzata ed economico-finanziaria, attività di rilevanza assoluta nello scenario che va a profilarsi, contraddistinto dall’urgente necessità di tutelare la sicurezza economico finanziaria a salvaguardia del “sistema Paese” nella delicata fase post emergenza.

Le attività investigative sono orientate verso contesti che, sulla base di una preventiva analisi delle fenomenologie illecite presenti nelle singole realtà territoriali, risultino connotati da concreti ed immediati profili di rischio, focalizzando l’attenzione sulla conclusione di negozi giuridici da parte di soggetti apparentemente privi di adeguate capacità finanziarie, su settori di particolare rilevanza strategica o ancora sul reimpiego di proventi illeciti nei cc.dd. “beni rifugio” (diamanti, metalli preziosi, valute pregiate, opere d’arte, reperti archeologici, ecc.), nonché connessi con la gestione dell’emergenza sanitaria.

Nella lotta alle varie forme di criminalità economico – finanziaria, nel corso del 2019, sono state concluse investigazioni patrimoniali “antimafia” nei confronti di 74 soggetti (54 persone e 20 società), formulando proposte di sequestro per circa 500 mila euro.

Al contempo, si è proceduto ad un sistematico ricorso alle alternative misure di prevenzione, individuate dal Codice Antimafia nell’amministrazione e nel controllo giudiziario di aziende infiltrate o condizionate dalla criminalità organizzata, tese al recupero delle condizioni di legalità ed al reinserimento nel mercato economico di queste realtà imprenditoriali

Sono stati eseguiti 28 accertamenti a seguito di richieste pervenute dai Prefetti della Repubblica, la maggior parte dei quali riferiti alle verifiche funzionali al rilascio della documentazione antimafia.

Il denaro illecitamente accumulato dalle “mafie”, dagli evasori seriali, dai corrotti e corruttori e dagli altri criminali, per poter essere “lavato” della sua provenienza “sporca”, deve essere riciclato in attività o in investimenti apparentemente “puliti”.

Ecco che seguire i flussi finanziari diventa fondamentale in ogni tipologia di contrasto agli illeciti. Oltre 1 milione di euro il valore del riciclaggio accertato nel 2019, intercettato grazie alle indagini di polizia giudiziaria avviate, che hanno consentito complessivamente di denunciare 61 persone e di sottoporre a sequestro beni, titoli e valori per circa 500 mila euro, a cui si aggiungono proposte di sequestro per ulteriori 7,5 milioni di euro.

La lotta al fenomeno del riciclaggio non si fa però solo con la repressione. Per contrastarlo al meglio è necessaria anche una seria azione preventiva, che è stata condotta attraverso l’approfondimento di 244 segnalazioni per operazioni finanziarie sospette, di cui 9 potenzialmente connesse a fenomeni di finanziamento del terrorismo internazionale. A queste ultime si aggiungono gli ulteriori 51 controlli eseguiti nei confronti dei c.d. “money transfer”, di cui 45 richiesti dal C.A.S.A. (Comitato Analisi Strategica Antiterrorismo), e 6 attività ispettive svolte specificamente nei confronti dei soggetti obbligati al rispetto della normativa antiriciclaggio.

Il controllo dei movimenti di valuta presso i confini terrestri ha portato al sequestro di oltre 169 mila euro in contanti, illecitamente occultati, all’atto dei passaggi transfrontalieri in entrata ed uscita dall’Italia.

Le indagini a contrasto dei reati di usura, bancari, finanziari, societari e fallimentari hanno portato alla denuncia di 83 persone, accertando distrazioni dal patrimonio societario per circa 25 milioni di euro, e al sequestro di 1,3 milioni di euro di beni e disponibilità finanziarie, a cui si aggiungono proposte di sequestro per ulteriori 15 milioni di euro.

Nell’attività di contrasto al falso monetario, sono state rinvenute banconote false e operati sequestri per un controvalore complessivo pari ad oltre 54 mila euro, con la denuncia di 121 soggetti.

Tra le attività del Corpo svolte nel 2019 a tutela del mercato dei beni e dei servizi si pongono quelle – convergenti su 3 Piani operativi – a contrasto dei fenomeni di contraffazione di marchi registrati, usurpazione di indicazioni di origine e qualità delle merci, false attestazioni concernenti la corrispondenza dei prodotti agli standard di sicurezza previsti, nonché delle violazioni alla normativa sul diritto d’autore.

Anche la contraffazione fa male al Paese perché danneggia il made in Italy, svilendo il prestigio del marchio italiano nel mondo. Rientrano nei circa 313 mila articoli sequestrati quelli propriamente contraffatti o con falsa indicazione del made in Italy, quelli non sicuri e i prodotti alimentari recanti marchi industriali falsificati o indicazioni non veritiere circa l’origine e la qualità.

L’attività di contrasto ha permesso, nel suo complesso, di denunciare 26 persone e di segnalare alle competenti Autorità amministrative ulteriori 37 soggetti.

Il controllo del territorio, del mare e dello spazio aereo sovrastante per il contrasto ai traffici illeciti è assicurato attraverso un dispositivo d’intervento unitario, che prevede l’integrazione tra le diverse componenti territoriale, investigativa, aeronavale e speciale del Corpo.

Relativamente all’azione condotta nel 2019 in Regione a contrasto dei traffici di droga, le indagini hanno consentito di denunciare 301 persone, di cui 75 arrestate, e sequestrare oltre 114,5 kg di stupefacenti, di cui 31,3 kg tra cocaina ed eroina.

Nel settore del contrasto all’immigrazione clandestina, invece, sono state denunciate 20 persone, tra cui 8 datori di lavoro che hanno impiegato lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno o con il permesso scaduto.

Con riferimento all’azione di contrasto alle frodi doganali, sono stati sequestrati 169 kg di tabacchi lavorati esteri e denunciato 1 soggetto, tratto in arresto, accertando circa 850 mila euro di tributi doganali evasi.

Nell’attività a tutela dell’ambiente, sono state denunciate 5 persone, sequestrando 1 discarica abusiva e circa 20 tonnellate di rifiuti industriali, pericolosi o industriali.

La preziosa attività di soccorso garantita dal personale appartenente alla componente specialistica del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (S.A.G.F.), in stretta sinergia con la Sezione Aerea di Bolzano, ha consentito di sviluppare 647 interventi, portando aiuto a favore di 672 persone in difficoltà.

Dai tragici eventi sismici che hanno colpito l’Italia Centrale alla tragedia di Genova, il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza si è sempre tempestivamente mobilitato per portare aiuto alle popolazioni colpite, mettendo a disposizione la propria professionalità ed esperienza, maturata in ambiente montano, valida anche in qualunque scenario operativo caratterizzato dall’impiego di unità cinofile specializzate nella ricerca in macerie. Non meno rilevante è il servizio di vigilanza assicurato presso i comprensori sciistici nella stagione invernale, avente lo scopo di far rispettare le regole di condotta previste e, qualora necessario, dare immediata esecuzione ad interventi di soccorso in favore di utenti infortunati.

Prezioso, in tale contesto, risulta il supporto fornito dalla locale componente area del Corpo, realizzato attraverso 248 missioni operative e di soccorso, per 262 ore di volo complessive.

A seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 il Corpo ha rivolto la propria azione contro gli illeciti economico-finanziari che, nel particolare momento che sta vivendo il Paese, destano maggiore preoccupazione: usura, riciclaggio, truffe e frodi in danno della popolazione, anche on line, pratiche commerciali scorrette e pericolose per i consumatori, manovre distorsive sui prezzi, indebite percezioni di risorse pubbliche, reati contro la Pubblica Amministrazione, frodi nelle pubbliche forniture e, più in generale, violazioni al Codice degli appalti.

Oltre 2.500 i controlli svolti in Trentino Alto Adige dalla Guardia di Finanza a partire dallo scorso mese di marzo per assicurare il rispetto delle misure di contenimento della pandemia da COVID-19: 66 i soggetti, a vario titolo, denunciati per violazioni commesse nel periodo dell’emergenza.

Con riguardo al contrasto all’infiltrazione della Criminalità Organizzata nel tessuto economico del paese, nei primi cinque mesi del 2020 sono stati svolti in Regione accertamenti patrimoniali nei confronti di 18 soggetti, con beni mobili, immobili, aziende, quote societarie e disponibilità finanziarie, di valore pari a 138 mila euro, proposti all’Autorità Giudiziaria per il sequestro.

Sul fronte della tutela del mercato dei capitali, nel medesimo arco temporale, le attività sono state svolte, in linea con l’evoluzione del contesto esterno, riservando prioritaria attenzione alle condotte più marcatamente illegali e fraudolente. L’impegno profuso in tale comparto operativo, si è, in particolare, concretizzato con il sequestro di beni per un valore di oltre 71 milioni di euro a seguito di 5 interventi in materia di riciclaggio e auto-riciclaggio.

Nel periodo di “lockdown”, i soggetti denunciati per traffico e spaccio di stupefacenti ammontano a 73, dei quali 34 tratti in arresto. Sono stati sequestrati 38 chilogrammi di sostanze stupefacenti, per la quasi totalità cocaina. Da rilevare, in particolare, come nel capoluogo trentino, durante la cd. “prima fase” dell’emergenza, sia stato scoperto e perseguito un peculiare fenomeno di consegna della droga “a domicilio”.

La crisi sanitaria connessa al Covid-19 vede la Guardia di Finanza fortemente impegnata, inoltre, nelle attività a tutela dei consumatori, principalmente volte a contrastare le fattispecie fraudolente riferite, da un lato, all’illecita commercializzazione di dispositivi di protezione individuale e beni utili a fronteggiare l’emergenza epidemiologica e, dall’altro, a condotte ingannevoli e truffaldine.

Nei primi mesi del 2020, per i reati di contraffazione e frode in commercio nonché per violazioni alle norme in tema di sicurezza prodotti, sono stati denunciati 9 soggetti per i reati di frode in commercio, vendita di prodotti con segni mendaci, truffa, falso e ricettazione, sottoponendo a sequestro oltre 131 mila mascherine e dispositivi di protezione individuale.

Sono state sviluppate, poi, attività a contrasto di pratiche anticoncorrenziali e di manovre speculative commesse approfittando dell’aumento della richiesta di taluni beni. In questo ambito, sono stati approfonditi elementi sintomatici di condotte distorsive della corretta dinamica di formazione dei prezzi, con indagini finalizzate a risalire sistematicamente la filiera commerciale, fino alle strutture e ai soggetti del processo produttivo/distributivo dai quali hanno tratto origine le speculazioni.

Nel complesso, durante l’emergenza epidemiologia da COVID-19, che ha interessato l’intero territorio nazionale, la Guardia di Finanza del Trentino Alto Adige, unitamente alle altre Forze di Polizia, ha assicurato l’attuazione delle misure di contenimento del contagio, attraverso l’impiego giornaliero di circa 40 militari.



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