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Torbiere di Iseo: la Provincia rinnova le autorizzazioni per la caccia nella Riserva Naturale

venerdì, 23 ottobre 2015

Iseo – Nel tratto di lago d’Iseo prospiciente la Riserva Naturale delle Torbiere esistono sei appostamenti fissi per la caccia agli acquatici: questi appostamenti sono stati impiantati tra il 1978 e il 1982, a circa 400 metri dalla riva, prima dell’istituzione della Riserva Naturale delle Torbiere d’Iseo, dell’omonima Zona di Protezione Speciale e dell’emanazione della legge regionale sulla caccia che obbliga ad impiantare appostamenti fissi a più di 400 metri dalle Riserve Naturali, fatto salvo per quelli già impiantati.

Gli appostamenti in questione sono anche inseriti nella cartografia del piano faunistico venatorio provinciale, accanto ad altri sei appostamenti fissi sulla terraferma nella medesima situazione, quindi col medesimo dirittCaccia1o di permanenza.

“Secondo quanto disposto dalla legge regionale 26/93 – ha sottolineato il presidente della Provincia di Brescia, Pier Luigi Mottinelli – la competenza provinciale riguarda il rilascio dell’autorizzazione per la caccia da appostamento fisso per la quale è necessario che il cacciatore presenti rilievo GPS o cartografia 1 a 10 mila con l’ubicazione del capanno e il consenso del proprietario del terreno su cui insiste. Va evidenziato inoltre che il rilievo GPS non è un obbligo in capo alla Provincia”.

Nel caso degli appostamenti a lago di fronte alle Torbiere il proprietario del fondo è il Consorzio Laghi, che ha sempre autorizzato il posizionamento dei capanni, chiedendo inoltre parere alla Riserva Naturale, che non si è mai pronunciata in merito. “Solo nel 2014 – ha dichiarato il consigliere provinciale, Michele Gussago – in seguito a pressioni di alcune associazioni ambientaliste (LAC e Schiribilla) e in seguito a un incontro presso gli uffici di Regione Lombardia con i rappresentanti dei settori Agricoltura e Ambiente, l’Ente gestore della Riserva ha espresso contrarietà al rinnovo dei 6 appostamenti a lago e di 6 appostamenti a terra, posti a meno di 400 metri dalla Riserva, asserendo la necessità della valutazione d’incidenza perché nel frattempo la Riserva era diventata anche Zona Protezione Speciale”.

La Provincia ha dunque rinnovato le autorizzazioni dei 12 appostamenti in questione solo in seguito alla valutazione di incidenza da parte dell’Ente Gestore della Riserva/Zona Protezione Speciale (ZPS) che si è conclusa con parere positivo. Al momento è stata attivata una procedura EU Pilot dalla Commissione Europea in merito al non rispetto delle normative comunitarie su alcuni SIC (Siti di Interesse Comunitario) e ZPS tra cui anche la Riserva Naturale delle Torbiere d’Iseo. La Direzione Generale del Settore Ambiente di Regione Lombardia ha girato la richiesta europea di informazioni alla Provincia e alla Riserva. Di fatto risulta che le procedure sono state a tutti gli effetti rispettate.

Si specifica inoltre che le specie cacciabili ai sensi della normativa vigente non sono le stesse inserite nella direttiva Uccelli che è quella per cui sono state istituite le ZPS.


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