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Tav sul Garda, l’appello di tutti alla Regione: “Rivedere il tracciato, a rischio turismo e agricoltura”

giovedì, 30 gennaio 2014

Desenzano del Garda-  Rivedere il tracciato dell’alta velocità nella zona del lago di Garda per evitare che l’infrastruttura rischi di ripercuotersi negativamente su un territorio pregiato dal punto di vista ambientale, turistico e agricolo: questa la richiesta arrivata dagli amministratori dei Comuni di Desenzano, Calcinato, Lonato e Pozzolengo nel corso di un’audizione svoltasi in Commissione Territorio presieduta da Alessandro Sala.riva-del-garda-foto-aeree-008

Il progetto interessa la linea Milano-Verona che si sviluppa su una rete di 140 chilometri attraverso due lotti,  Treviglio-Brescia e Brescia-Verona.

Le audizioni sono state richieste dai consiglieri regionali della Lega Nord della zona di Brescia (Fabio Rolfi, Donatella Martinazzoli e Roberto Anelli) a “tutela di zona agricole tradizionalmente vocate alla produzione vitivinicola inserita nell’area dei colli morenici”.

Secondo il sindaco di Desenzano Rosa Leso “l’opera attraversa un territorio delicato e sensibile e proprio per questo il progetto, che ormai ha 25 anni, deve essere rivisto”. Per l’Assessore all’urbanistica Maurizio Tira “Desenzano è ferma nel chiedere che nei colli morenici non possono essere aperti i cantieri, vista anche la vicinanza di un sito UNESCO. Non vanno ripetute poi esperienze come quelle della Val di Susa perché nella zona del Garda avrebbero pesantissimi e devastanti riflessi sul sistema economico e turistico”.

Per il vicesindaco di Calcinato Alberto Bertagna “il no” del suo Comune è fermo: “Noi – ha detto – siamo già interessati al passaggio di una ferrovia storica, di un’autostrada e abbiamo una discarica: il nostro territorio ha già dato”.  Monica Zilioli, vicesindaco di Lonato, ha evidenziato l’importanza di coinvolgere i Comuni nel progetto: “I cantieri – ha detto – incideranno pesantemente sul territorio, dunque i Comuni devono essere partecipi affinché possano trovare e individuare le soluzioni migliori da adottare nel caso si rendessero necessari nel corso della realizzazione dell’opera interventi correttivi”.  Ferma anche l’opposizione di Pozzolongo, il cui vicesindaco Riccardo Saetti ha sottolineato alla Commissione i danni che “si creerebbero a tutte le aziende agricole, con pesanti ripercussioni sulle attività zootecniche e sui vigneti, in particolare sulla produzione e la commercializzazione del Lugana, un vino che ha un notevole impatto economico e sociale per l’intersa zona”.

Anche le sezioni provinciali di Brescia di Confagricoltura, Coldiretti, Copagri e Cia, il comitato promotore del Parco delle Colline Moreniche e Legambiente – sentite in audizione subito dopo gli amministratori – hanno evidenziato i rischi che potrebbero correre le produzioni vitivinicole della zona e l’ambiente se il tracciato non dovesse essere modificato.

“Non sono contro la Tav– ha detto al termine delle audizioni il Presidente della Commissione Alessandro Sala – tuttavia non posso che concordare con quanti sollevano dubbi e perplessità riguardo a un tracciato che mette a serio rischio importanti zone vocate all’agricoltura e alla produzione vitivinicola di eccellenza. Sono poi relatore della legge 12 sul contenimento del consumo di suolo e sono da sempre della Coldiretti, dunque sensibile a queste tematiche. La questione va approfondita, ecco perché la Commissione, sentiti oggi i territori, all’unanimità ha deciso di portare in Consiglio regionale una Risoluzione con  la quale si chiede l’attivazione di un Tavolo permanente con la partecipazione dei soggetti interessati che attualizzi il progetto e provveda a fare le modifiche del tracciato necessarie”.

Fabio Rolfi è intervenuto sostenendo come “sia necessario ogni sforzo per aggiornare un progetto ormai datato, che rischia di procurare grossi danni al territorio del Garda: si prevede che possa essere compromesso il 30% delle aree dedicate alla produzione di Lugana”. “Si tratta di un danno – spiega il consigliere leghista – che colpirebbe pesantemente una produzione votata alle esportazioni e sinora in forte crescita e che avrebbe riflessi negativi anche sull’immagine turistica di un territorio che semmai merita di essere salvaguardato e tutelato”.

Prosegue Rolfi: “La realizzazione dell’opera è  sicuramente strategica, ma va condotta con attenzione, sia verificando puntualmente la possibilità di correzioni tecniche per limitare l’impatto nelle zone delle colline moreniche, sia scegliendo con oculatezza la collocazione dei cantieri, in modo tale da ridurre i danni alle zone del Lugana. Ritengo infine fondamentale la piena partecipazione e condivisione delle comunità locali alla fase di progettazione definitiva del progetto e della sua cantierizzazione”. “Per questo motivo – conclude Rolfi - ho proposto l’istituzione di una cabina di regia permanente composta da rappresentanti degli enti locali e delle associazioni agricole ed ambientaliste del Garda, in modo che si possa lavorare nelle migliori condizioni possibili per la salvaguardia degli interessi dei cittadini e per la tutela del nostro territorio”.


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