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Sviluppo della montagna, Fava: “Recuperare versanti mezzacosta per rilanciare Piuro”

martedì, 7 febbraio 2017

Piuro – L’obiettivo e’ ambizioso: dopo mezzo secolo di abbandono, l’amministrazione comunale di Piuro punta a recuperare l’utilizzo dei versanti di mezzacosta, una volta coltivati a vigneto, per nuove attivita’ agricole e forestali. Su questo tema si sono confrontati  l’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava e il sindaco del comune chiavennasco Omar Iacomella, insieme all’assessore all’urbanistica e allo sviluppo territoriale Giorgio Succetti. “Un progetto ambizioso per il rilancio di un’area a vocazione agricola tra le piu’ significative nella produzione distintiva e di qualita’ – ha spiegato Fava -. La riscoperta del Chiavennasca come idea e la vocazione vitivinicola, insieme a una piu’ efficace gestione del patrimonio forestale, sono due elementi importanti di sviluppo territoriale. A riguardo, in questi giorni stanno uscendo le misure del Psr sulla forestazione e noi ci impegneremo affinche’ le risorse vengano allocate secondo le aspettative”.

gianni favaVALORIZZARE DIRETTAMENTE PRODOTTI DELLA VALLE
“Per quanto riguarda il rilancio della vocazione vitivinicola – ha aggiunto l’assessore – c’e’ qualche difficolta in piu’ per la possibilita’ di aumentare le superfici vitate, ma su questo confermo l ’impegno ad affrontare il problema”. Fava ha poi assicurato che tornera’ a trovare gli allevatori di montagna, “in una stagione piu’ consona alle attivita’ di alpeggio per affrontare concretamente la tematica della ‘filiera corta’ e la possibilita’ di valorizzare direttamente i prodotti della valle, senza dimenticare il rilancio dell’allevamento delle razze in via di estinzione, a cui sono dedicate diverse misure di sviluppo nel Psr”.

RIPORTARE REDDITIVITA’ DA TERRITORI ABBANDONATI
“Vogliamo recuperare e rivitalizzare tutto il versante soleggiato di fondovalle della Bregaglia italiana – ha spiegato Giorgio Succetti, vicesindaco di Piuro e assessore all’Urbanistica e sviluppo territoriale -, un tratto importante che si sviluppa da Chiavenna verso il passo del Maloja. Si tratta di superfici roncate, cioe’ rese libere dal bosco selvatico per utilizzo a vigneto, coltivate come il versante valtellinese. I nostri versanti sono stati abbandonati tra gli anni ’60 e ’70. Vogliamo riportare colture che abbiano una certa redditivita’: pensiamo anche al luppolo per la birra, ai frutti di bosco e sottobosco, che non entrano in competizione con colture a vigneto esistenti, come quelle del vicino versante valtellinese. Su queste iniziative abbiamo il supporto scientifico e agrario della fondazione Fojanini”.

ZOOTECNIA NUOVA
“Io credo che su questo tema, la zootecnia di montagna, dobbiamo solo fare passi in avanti – ha aggiunto Fava - ; se le attivita’ di montagna devono rischiare a lungo di essere assistite, c’e’ il rischio di non vedere un orizzonte. Dobbiamo fare in modo che questi produttori vedano il frutto del loro lavoro: serve un’azione seria di promozione, un’amministrazione lungimirante che dia una mano. La base imprenditoriale qui e’ solida, se ci sono idee facciamole camminare con le loro gambe”.


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