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Sul Garda esercitazione e manovra acquatica dei vigili del fuoco di Riva, Tenno e Mori

sabato, 1 aprile 2017

Riva del Garda – Oggi il corpo dei vigili del fuoco volontari di Riva del Garda ha proposto, per il secondo anno consecutivo, una manovra che ha avuto come campo di prova il lago di Garda. La manovra si è svolta nello specchio d’acqua antistante la spiaggia Sabbioni ed è stata organizzata per simulare la caduta in acqua di un vigile del fuoco intento in un soccorso.

vigili del fuoco riva provaIl recupero ed il soccorso nel lago di infortunati interessa una buona fetta degli interventi annuali del corpo dei vigili del fuoco volontari di Riva del Garda. Alla manovra hanno preso parte anche i corpi limitrofi di Tenno e di Mori.

I vigili durante la prova erano supportati da personale medico, da soccorritori acquatici e da sommozzatori. Erano presenti: il coordinatore locale della FIN, Marco Ischia, due medici rianimatori e tre infermieri d’urgenza appartenenti alla “Associazione professionisti della sanità” oltre ai sommozzatori dei vigili del fuoco di Riva del Garda.

La prova ha visto il vigile iniziare l’ingresso nel lago, bagnarsi il capo, nuotare per dieci metri, recuperare un manichino posto a due metri e mezzo di profondità e, infine, riportarlo sulla spiaggia.

Il personale sanitario ha provveduto a rilevare i parametri vitali sia prima dell’ingresso in acqua che all’uscita. All’uscita è stato fatto sedere in un furgone riscaldato ed avvolto in una coperta termica. Si sono rilevate temperature corporee anche di 32.4° (equivalente ad una ipotermia lieve). In caso di problemi il personale medico aveva a disposizione anche flebo riscaldate e bevande calde. La temperatura dell’aria al momento della prova era di 14° e quella dell’acqua di 10°. Vista la giornata mite quasi primaverile e il luogo scelto un buon numero di passanti si sono fermati curiosi di capire che tipo di manovra si stesse svolgendo.

LA PROVA
Il vigile del fuoco, che in queste prove interviene col motoscafo per recuperare un surfista o un canoista in difficoltà, sì dota di giubbotto salvagente, anche se può essere vestito con abbigliamento normale da casermaggio. In questa situazione in caso di caduta in acqua al di fuori della stagione estiva ci si ritrova ad una temperatura del lago, nella migliore delle ipotesi, attorno a 10 gradi. Scopo delle prove è quello di far provare l’emotività del soccorritore che senza abbigliamento acquatico entra nell’acqua fredda e, allo stesso tempo, provare lo shock termico dato dall’acqua.

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