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Successo della giornata dell’Autonomia, centinaia di persone visitano gli uffici della Provincia di Trento

domenica, 7 settembre 2014

Trento – Dopo il Premio Alcide De Gasperi, la Giornata dell’Autonomia si chiude con un successo di pubblico. L’Autonomia è un valore della comunità trentina. E lo dimostrano le centinaia di persone che nella giornata di oggi hanno affollato il Palazzo della Provincia autonoma di Trento di piazza Dante a Trento, in occasione dell’iniziativa “Porte aperte”. I cittadini hanno avuto accesso alla Sala Depero e agli uffici della presidenza, dove il presidente Ugo Rossi e il suo staff li hanno accolti: “Il Palazzo è di tutti – ha spiegato il presidente, conversando con la gente –. L’Autonomia è un bene, un valore prezioso che va condiviso con la comunità ed è per questo che è nata ‘Porte Aperte’. Abbiamo voluto ribadire che siamo vicini a loro e che questa, così come l’Autonomia, è anche la loro casa. La risposta della gente trentina è stata positiva e chiudiamo al meglio due giorni davvero importanti. Oggi è una bella giornata per il Trentino”.PORTE APERTE IN PROVINCIA 20

 LE PRESENZE

Centinaia di persone – donne, uomini, ragazzi e bambini – hanno fatto visita al Palazzo della Provincia autonoma di Trento di piazza Dante a Trento. I cittadini hanno potuto ammirare i dipinti e gli arredi di Fortunato Depero, nella Sala intitolata all’artista di Rovereto, così come hanno avuto l’opportunità di entrare nella sale della presidenza, il cuore della vita amministrativa e politica del Trentino. “L’Autonomia – ha detto Rossi ai trentini che lo hanno incontrato – è una straordinaria opportunità per continuare a progettare il nostro futuro e costruire il futuro dei nostri giovani. Tutti devono avere la consapevolezza della difficoltà incontrate per ottenerla, farla crescere e dare una prospettiva ad un progetto che non è solo politico, ma che investe la cultura e il sentire comune di un intero territorio”.

Non sono mancati momenti “leggeri”, creati dalla spontaneità dei più giovani. Un gruppo di bambini (nella foto di apertura) ha chiesto al presidente cosa fosse la sala della giunta: “Qui si prendono le decisioni importanti per il Trentino ”, ha risposto il presidente. “E lei è il capo?”, ha chiesto uno di loro. “Sono il presidente…”, ha risposto Rossi. “Bene – ha continuato il bambino – allora mi siedo al tuo posto e con i miei amici prendiamo anche noi una decisione importante: vogliamo che tutti vivano bene in Trentino”. Detto fatto, i bambini hanno firmato su carta intestata la loro decisione, sotto gli occhi di un presidente divertito.

Ad un gruppo di persone, il presidente ha svelato un suo cambio di stile: “Dopo un anno di governo – ha rivelato Rossi – sento il bisogno di tornare sul territorio, mi manca sempre più il contatto con la gente. In questi mesi abbiamo lavorato molto sulla riorganizzazione della Provincia, abbiamo avviato una serie di interventi prioritari. Nei prossimi mesi voglio incontrare molto più i cittadini, parlare e discutere dei problemi con le persone”.

Il presidente Rossi ha incontrato anche i ragazzi della Consulta provinciale degli studenti che hanno firmato il video “E se…”, realizzato per la Giornata dell’Autonomia 2014. “Vi ringrazio come persona e a nome della comunità trentina – ha esordito il presidente – il vostro video ha trasmesso un messaggio autentico circa il valore dell’Autonomia. Questa esperienza si ripeterà in futuro”. I ragazzi della Consulta hanno conversato con il presidente per circa mezz’ora, toccando i temi più diversi: da quelli personali sulla giornata tipo di un presidente agli impegni politici, dalla difesa dell’autonomia all’attività “romana” ed europea con l’Euregio per concludere con la scuola. “Il mio lavoro – ha concluso Rossi – è merito di uno staff e di una struttura, fatta di dirigenti e personale della Provincia, che quotidianamente mi segue e sostiene, mettendomi nella condizione di far fronte a più impegni in diversi contesti. Da presidente ho l’obbligo di confrontarmi con un’altra squadra, la giunta provinciale, per rispondere al meglio alle aspettative legittime della gente trentina”.

 


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