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Stop all’orso sul Monte Baldo. La Lega Nord del Trentino chiede alla Provincia l’abbattimento

martedì, 3 giugno 2014

Trento – Basta orso sul Baldo. E’ questa la richiesta della Lega Nord. I consiglieri provinciali Maurizio Fugatti e Claudio Civettini hanno presentato un’interrogazione sull’abbattimento dell’orso.L’orso è tornato in Trentino: alla Croce del Telegrafo a pochi metri da un escursionista. VIDEO

Secondo i due consiglieri provinciali “la presenza dell’orso sul territorio trentino da tempo sta creando sempre più malumore, soprattutto fra coloro che svolgono attività legate all’alpeggio e all’agricoltura. Nonostante i turisti siano certamente incuriositi dalla presenza del plantigrado, così non è per i residenti che ogni giorno lamentano la carenza di misure atte a ridimensionare i danni provocati da questo animale e di piani per salvaguardare fisicamente le stesse persone. I fungaioli e famiglie si dichiarano non più liberi di trascorrere i fine settimana tra la flora del Trentino. Per non parlare degli allevatori che sono ormai stanchi di trovarsi capi di bestiame ghermiti dall’orso”.

Le incursioni del plantigrado sono ormai all’ordine del giorno, così come gli attacchi sferrati a danno di ovini e bovini.Nonostante il risarcimento, alcuni pastori denunciano il fatto che la Provincia tende a fare un calcolo medio del valore dell’animale, senza tenere in considerazione la sua qualità. Di conseguenza – secondo i consiglieri Fugatti e Civettini -” non solo si riscontra la paura di perdere i propri capi, ma si potrebbe incorrere nel rischio di assistere ad un abbassamento della qualità stessa del bestiame se i pastori si dovessero stancare di selezionarlo dato che poi, nei fatti, viene sbranato dall’orso”.

Il documento della Lega Nord prosegue così: <Dato che, l’aria che si respira tra i pastori che portano il proprio bestiame sul Monte Baldo non è certo delle migliori: paura e timore si mescolano alla rabbia nei confronti di chi, introducendo questi animali, non ha pensato alle conseguenze per i pascoli e lo stesso alpeggio. Si parla di un problema serio che sta mettendo a repentaglio l’economia montana ed un mestiere: quello del pastore. Dopo anni di battaglie, interrogazioni e proposte di mozione (si ricorda che il Consiglio comunale di Avio aveva approvato lo scorso anno la richiesta di allontanamento del plantigrado dal Monte Baldo) in tutti i livelli istituzionali, il cerchio si era chiuso, poco tempo fa, con la presentazione di una lettera da parte dei Sindaci di alcuni Enti locali (Avio, Ala, Belluno Brentino, Mori, Nago-Torbole, Brentonico, Ferrara Monte Baldo e Malcesine) al Presidente della Provincia. Con tale missiva i Primi cittadini richiedevano di “attivare rapidamente una procedura di intervento che preveda la rimozione immediata (cioè ai primissimi episodi segnalati) degli esemplari che dimostrino di non temere di avvicinarsi alle attività o agli insediamenti umani>.

Considerato che,tali segnali ci sono stati, visti gli attacchi a danno di alcuni animali che il plantigrado ha sferrato nei mesi successivi alla richiesta dei sindaci in queste zone, la Lega Nord Trentino ritiene opportuno che la Provincia si attivi immediatamente e riveda il progetto “Life Ursus” che pare aver condotto, tutt’al più, ad un aumento delle spese viste le richieste di rimborso sollevate dai pastori e da semplici cittadini.
Preso atto che lo stesso Presidente Rossi avrebbe affermato la necessità di prevedere un tetto al numero di esemplari presenti sul territorio provinciale, tanto che avrebbe richiesto un incontro con il Ministro all’ambiente per discutere del progetto.
La mozione del Consiglio provinciale ha come obiettivo quello di impegnare la Giunta provinciale <ad allontanare immediatamente il plantigrado dal Monte Baldo, al fine di garantire sicurezza a coloro che svolgono l’attività di alpeggio, alle mandrie e alle greggi e agli amanti della montagna, tenendo in considerazione anche quanto dichiarato e richiesto mesi fa dai Sindaci della Bassa Vallagarina e dei Comuni confinanti veneti>


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