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Scuolabus: il Consiglio di Stato boccia l’istanza dei genitori e dà ragione al Comune di Artogne

lunedì, 3 marzo 2014

Artogne – Il Comune ha avuto ragione e adesso saranno le famiglie della frazione Acquebone di Artogne a sobbarcarsi le spese per accompagnare a scuola tre bambini.  Il provvedimento adottato dal Consiglio comunale sul piano di diritto allo studio è stato impugnato da due genitori che hanno chiesto l’annullamento delle deliberazione.

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Il Comune ha deciso di costituirsi, per chiamata in causa da parte delle due famiglie con bambini che frequentano la scuola dell’obbligo, e tutelarsi  incaricando l’avvocato Federica Morandini di Artogne e l’avvocato Gian Paolo Sin di Brescia per l’assistenza legale. Il Tar Lombardia – sezione staccata di Brescia (sezione seconda) il 19 dicembre 2013 ha respinto l’istanza delle due famiglie. Anche l’appello al Consiglio di Stato non ha avuto buon esito, perché è stata confermata la decisione del Tar. I giudici hanno rilevato che “alla luce della normativa nazionale e regionale a favore del diritto allo studio non pare configurabile – a carico dei Comuni – il puntuale obbligo giuridico di attivare in ogni caso il servizio di trasporto mediante scuolabus”. Così i tre bambini della frazione di Artogne dovranno essere accompagnati a scuola dalle rispettive famiglie, che con i costi a loro carico, oppure con il servizio di piedibus. 


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