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Sede Rai regionale, la Provincia di Trento preme perché rimanga unita

sabato, 28 settembre 2013

Trento – La sede Rai regionale deve continuare ad operare unitariamente, svolgendo quel prezioso ruolo di presidio della convivenza e del dialogo fra le province di Trento e di Bolzano, e le rispettive popolazioni, che da sempre la contraddistingue. Un ruolo tanto più prezioso in una terra dalla fisionomia così particolare sul piano istituzionale, i cui equilibri possono continuare ad essere efficacemente preservati solo mantenendo aperti tutti i canali di comunicazione fra Trentino e Alto Adige, anzi dove possibile potenziandoli. Questo in sintesi il commento del presidente della Provincia autonoma di Trento in merito alla ventilata separazione delle produzioni delle sedi di Trento e Bolzano, prospettata nel corso dell’incontro svoltosi in piazza Dante con una delegazione dei lavoratori dell’azienda. Il presidente della Provincia ha anche scritto al presidente del Consiglio Letta, al direttore generale della Rai Luigi Gubitosi, al ministro per gli affari regionali Graziano Delrio.rai 65 logo

Sulla base di un accordo fra la Provincia autonoma di Bolzano e la direzione generale della Rai, conseguente all’accordo di Milano siglato fra le due province autonome e il Governo nel 2009, dal 15 ottobre prossimo la Rai di Bolzano dovrebbe iniziare la nuova programmazione con tecnologia digitale, conseguente ai recenti investimenti realizzati dall’azienda in alcune sedi territoriali. Ciò, a quanto si apprende, aprirebbe la strada ad una separazione delle trasmissioni delle sedi di Trento e Bolzano, superando l’attuale programmazione “a pettine”. In particolare, verrebbe meno il telegiornale regionale così come strutturato attualmente, in forma unitaria e con un alternarsi di notizie riguardanti l’Alto Adige e il Trentino. Il timore è dunque che ragioni di carattere tecnologico, facilmente superabili se l’azienda provvedesse ad effettuare analoghi investimenti in entrambe le sedi provinciali, inneschino un cambiamento “di sostanza” nella programmazione Rai, cambiamento che avrebbe implicazioni di carattere culturale e sociale.
“La Rai con la sua programmazione ha sempre favorito il dialogo, la reciproca conoscenza e la convivenza fra le comunità di Trento e Bolzano – spiega il presidente della Provincia autonoma di Trento nella lettera inviata alle autorità nazionali – e noi pensiamo debba continuare su questa strada, considerata anche la sua natura di azienda pubblica. Va considerato fra le altre cose che il Trentino è molto interessato a tutto quanto concerne i temi dell’ammodernamento tecnologico, prova ne sono i cospicui investimenti realizzati ad esempio sul versante delle reti a banda larga. Ma è soprattutto sul piano sociale che vogliamo ribadire l’importanza di una Rai unitaria. Da un lato, essa favorisce la reciproca conoscenza fra due comunità unite nella Regione ma anche nell’Euroregione transfrontaliera, che comprende lo stesso Tirolo austriaco. Sarebbe paradossale se a fronte di questa volontà, continuamente ribadita, di proporsi in maniera unitaria nei confronti non solo di Roma ma anche di Bruxelles, uno strumento così importante quale l’informazione televisiva pubblica venisse di fatto separato. D’altro canto, va anche considerato che nello stesso Trentino esistono minoranze linguistiche – ladina, mochena e cimbra – le quali traggono giovamento da una programmazione unitaria, che pure tiene conto naturalmente delle specificità locali”.

La Provincia di Trento chiede dunque in primo luogo che la situazione venga “congelata” e che il prossimo ottobre non si proceda con i cambiamenti paventati. Dopodiché, sarà necessario individuare le soluzioni tecnologiche che consentano alle due sedi Rai di continuare ad operare come avvenuto fino ad oggi, in una logica di cooperazione e dando vita ad un prodotto giornalistico unitario.

 


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