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Sarnico, ricorso di Legambiente al presidente della Repubblica sull’ex Stoppani

venerdì, 29 dicembre 2017

Sarnico – Legambiente ha depositato ricorso straordinario al presidente della Repubblica sull’ex Stoppani di Sarnico (Bergamo): una bonifica insufficiente che non elimina gli inquinanti, troppi 120 appartamenti ed un nuovo supermercato che rende eccessiva l’offerta che aggraverà la congestione da traffico.

Il 23 dicembre scorso Legambiente ha presentato un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica per l’annullamento del Piano Attuativo “Stoppani” da realizzarsi in Comune di Sarnico. Secondo Legambiente il piano attuativo sarebbe da invalidare per diverse ragioni tra le quali spiccano: la Giunta comunale non aveva la facoltà nella adozione e approvazione del Piano Attuativo; mancata acquisizione del previo parere della Soprintendenza essendo l’area di intervento sottoposta a vincoli di carattere ambientale e paesaggistico; i lotti a e b (residenziale e direzionale) interferiscono (saturano ed impermeabilizzano) la fascia di collegamento lago-collina. Elemento di continuità del corridoio ecologico invece previsto dalla Rete Ecologica della Regione Lombardia; sono inadeguati gli interventi di bonifica di ripristino ambientale, di messa in sicurezza (d’urgenza, operativa o permanente); violazione delle indicazioni progettuali previste dal PGT.

dario balotta

Oltre agli aspetti di carattere ambientale il ricorso pone l’accento sulla fase istruttoria la quale, oltre che carente, ha l’effetto di assecondare soluzioni interpretative e progettuali a tutto vantaggio della società costruttrice. Il recupero delle aree dismesse per ridurre il consumo di suolo è un percorso obbligato ma 120 nuovi appartamenti, un nuovo supermercato ed una finta bonifica che non elimina la pesante eredità lasciata dalla ex Stoppani di pesante presenza di idrocarburi,metalli pesanti e PCB sia al suolo che in profondità non può essere accettata. Secondo Legambiente – circolo Basso Sebino, presieduta da Dario Balotta (nella foto) e Franco Cangemi nel direttivo – questo progetto va cambiato radicalmente pensando meno agli appetiti dei costruttori e di più ai veri bisogni di Sarnico turistici, ambientali, culturali e paesaggistici.


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