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Rovereto, protestano i lavoratori della Bonfiglioli

mercoledì, 20 marzo 2019

Rovereto – I lavoratori della Bonfiglioli protestano da mesi per il riconoscimento di condizioni salariali migliori. Guarda: “Di fronte al muro dell’azienda la mobilitazione andrà avanti”. Presenti al presidio anche alcuni delegati sindacali emiliani

Rsu BonfiglioliNon si ferma la protesta dei dipendenti della Bonfiglioli Mechatronic Research di Rovereto per il riconoscimento di un contratto integrativo. Questa mattina i dipendenti hanno incrociato le braccia tra le 10 e le 12,30 e hanno organizzato un presidio davanti alla sede dello stabilimento. Le proteste di questi giorni arrivano dopo che l’otto marzo scorso si è arrivati alla rottura del tavolo con l’azienda. Da quel momento i lavoratori hanno incrociato le braccia quasi tutti i giorni, con scioperi di qualche ora al giorno anche per singoli reparti.

L’intento è quello di sbloccare la trattativa. “Quanto messo sul tavolo fino a questo momento dai vertici di Bonfiglioli è giudicato inaccettabile dai lavoratori – spiega Michele Guarda, della Fiom del Trentino - sia perché l’azienda si è resa sinora disponibile ad erogare soltanto incrementi variabili, e quindi incerti, sia perché gli importi rischiano di rivelarsi poco più che simbolici, in quanto per la gran parte dei lavoratori, proprio quelli con i salari più bassi, andrebbero a sostituire una componente economica già prevista dal contratto nazionale. Infine si pretenderebbe in aggiunta a tutto questo anche una durata del contratto lunga”.

Come noto lo stabilimento di Rovereto è l’unico in cui i dipendenti del gruppo non hanno una contrattazione integrativa. Anche per questa ragione al presidio di oggi erano presenti, per portare la propria solidarietà e il sostegno ai colleghi trentini, alcuni delegati sindacali degli stabilimenti emiliani del gruppo.

I dipendenti della società lagarina sono poco meno di cento, dei quali una quindicina impiegati a Bologna. Il gruppo conta in tutta Italia 1.500 addetti e altrettanti all’estero. “Non si capisce perché la proprietà si ostini a non volere sviluppare anche a Rovereto una contrattazione integrativa solida, che non sia solo di facciata – insiste Guarda -. In questi mesi sono state valutate diverse proposte, su alcune le distanze non erano incolmabili. Non possiamo però accettare che passi l’idea che ai dipendenti trentini si possano riservare solo miseri contentini. Da un gruppo di questa importanza, così proiettato nel futuro anche grazie a quanto viene sviluppato nello stabilimento roveretano, ci saremmo aspettati relazioni industriali più mature e un maggiore riconoscimento del valore del lavoro. Evidentemente non è così”.

La mobilitazione, comunque, non si ferma qui: i lavoratori continueranno a protestare anche nelle prossime settimane.



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