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Rossi: “I valori della Festa della Repubblica sono i valori del Trentino”

venerdì, 2 giugno 2017

Trento – “Il Trentino condivide e fa propri i valori della Festa della Repubblica, che oggi celebriamo, cioè in primo luogo il valore della sovranità popolare, che ha fortemente voluto la Repubblica e ha fondato su di essa la nostra democrazia, ed il valore del rispetto della Costituzione, la suprema legge dello Stato, nella quale è inscritto il riconoscimento della nostra Autonomia, ovvero delle peculiarità storiche, geografiche, culturali, istituzionali di questa terra”. tnQueste le parole del Presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi alla cerimonia per la Festa della Repubblica che si è tenuta questa mattina in Piazza Duomo a Trento. Il presidente Ugo Rossi, aveva accanto a sé, tra gli altri, il Commissario del governo Pasquale Gioffrè e il sindaco di Trento Alessandro Andreatta.

Il presidente Ugo Rossi ha incardinato il suo intervento nel solco della tradizione e della storia del Trentino: “Celebrare la Festa della Repubblica vuol dire, anche in Trentino, innanzitutto esprimere un grande “grazie” a chi ci ha preceduto, a quegli uomini e a quelle donne che con il loro lavoro, il loro impegno, a volte il loro sacrificio, hanno costruito l’Italia libera e democratica e hanno reso forti le sue istituzioni. Un’Italia che ha saputo contenere le sue pulsioni centraliste, nonostante siano anch’esse un portato della sua storia, mantenendo viva la dialettica fra lo Stato centrale e le Regioni e confermando sempre, anche nei momenti più difficili, la sua fiducia nelle Autonomie speciali, viste non come un peso o una minaccia ma come una risorsa per l’intero sistema-Paese”. Il Trentino, sempre secondo il presidente, in questi anni ha svolto anche il ruolo di “laboratorio”, nel quale testare alcune novità e alcuni impianti riformistici, in diversi campi. “Ne siamo naturalmente molto fieri – ha aggiunto a riguardo – e vorremmo continuare in questa direzione, in sintonia con lo Stato e nell’interesse non solo delle nostre genti ma dell’intera nazione”.

Non è mancato il riferimento al Festival dell’Economia, in corso a Trento proprio in queste ore, in particolare quando ha ricordato che l’Italia repubblicana è anche un’Italia che si fonda sul lavoro, la giustizia sociale, l’equità: “La Repubblica, così come l’hanno concepita i suoi fondatori, voleva rimuovere le disuguaglianze e dare a ciascuno le stesse opportunità, sia sul piano della partecipazione alla vita democratica, sia su quello dell’accesso ai diritti, e naturalmente alle responsabilità che ne derivano…Dobbiamo coltivare con convinzione un modello democratico e inclusivo. Dobbiamo quindi respingere una concezione elitaria della società, fondata sul mantenimento o addirittura l’accrescimento dei divari e delle disparità. Il Trentino, in questo senso, è da sempre impegnato a non lasciare indietro nessuno. Lo fa, come dicevo poc’anzi, con spirito riformatore, innovando costantemente le forme del suo welfare ma mantenendo immutato l’orientamento alla solidarietà e all’equità”.

Il tema delle riforme e di un’Autonomia dinamica è un altro tema toccato da Rossi: “Anche su questo terreno il Trentino vuole fare la sua parte, con coraggio e positività. A chi ci accusa di essere eccessivamente dipendenti dall’Autonomia ricordiamo che l’Autonomia l’abbiamo utilizzata per promuovere cose come la scuola, l’università, la ricerca scientifica, e quindi anche l’innovazione, tanto nel settore pubblico quanto in quello privato, così come la voglia di fare impresa dei giovani, il che ci porta ad essere oggi il territorio in Italia più “amico” delle start-up, delle nuove imprese che sui posizionano spesso sulle frontiere del “fare”, colmando dei vuoti, intercettando nuovi bisogni. Creando nuove opportunità”.

In conclusione d’intervento, il presidente Rossi ha esortato a lavorare per rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. “Noi trentini, come tutte le genti di montagna – ha concluso -, non ci risparmiamo e non ci tiriamo indietro. Ma sappiamo che le grandi conquiste si ottengono con uno sforzo collettivo, e non faremo mai mancare il nostro impegno per difendere e consolidare i valori dell’Italia repubblicana, in un’Europa unita e plurale, che riconosce pari dignità a tutte le sue componenti, a tutti i popoli che la abitano”.


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