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Rosatellum bis è legge, M5S: “E’ truffa antidemocratica”

giovedì, 26 ottobre 2017

Roma – Il Rosatellum 2.0 passa al Senato con 214 sì, 61 contrari, un astenuto. Dopo il via libera ai 5 voti di fiducia chiesti dal governo sui vari articoli del testo, oggi il provvedimento è diventato definitivo, con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale diventerà legge.

Ecco cosa prevede

-  Collegi maggioritari: saranno 231 collegi, pari al 36% dei Seggi della Camera, e 109 al Senato. I partiti si potranno coalizzare per sostenere un comune candidato.

-  Proporzionale: i restanti 399 deputati sono eletti con la proporzionale. Dodici deputati continueranno a essere eletti nelle Circoscrizioni Estere (6 i senatori eletti all’estero), con metodo proporzionale e preferenze. In Italia un deputato è eletto in Valle d’Aosta in un collegio uninominale; i restanti 386 deputati saranno eletti con metodo proporzionale in listini bloccati di 2-4 nomi. Il testo delega il governo a definire questi collegi plurinominali, che potrebbero essere circa 65. Le Circoscrizioni, importanti per il recupero dei resti, saranno 28. In Senato saranno 20.

- Soglia: nella parte proporzionale la soglia sarà al 3% sia alla Camera che al Senato.

- Una scheda, voto unico: ci sarà una scheda unica. In essa il nome del candidato nel collegio maggioritario sarà affiancato dai simboli dei partiti che lo sostengono, con i nomi dei candidati dei listini. Barrando il simbolo del partito il voto andrà al candidato del collegio e al partito per la parte proporzionale.

- Voto disperso: I voti degli elettori che avranno barrato solo il nome candidato del collegio uninominale saranno distribuiti proporzionalmente ai partiti che sostengono il candidato del
collegio.

- Scorporo: non è previsto lo scorporo come accadeva invece nel Mattarellum.

- Trentino Alto Adige: rimane il testo come modificato dall’emendamento Fraccaro- Biancofiore votato a scrutinio segreto l’8 giugno: Sei collegi uninominali e cinque proporzionali.

- Capo Politico: al momento di presentare le liste, i singoli partiti (ma non le coalizioni) devono indicare il proprio programma e il proprio “capo”. Il testo precisa che ciò è indipendente dai poteri del Presidente della Repubblica (art 92 della Costituzione) di nominare il Presidente del Consiglio.

- Trasparenza: sul sito del Viminale i partiti pubblicheranno non solo liste, nome del “capo” e programma, ma anche lo Statuto e il titolare del simbolo.

- Le firme: viene dimezzato, rispetto al testo originario, il numero delle firme da raccogliere per tutti quei partiti o nuove formazioni che non hanno un proprio gruppo. Il numero di firme da raccogliere passa da 1.500-2.000 a circa 750 per ognuno dei 65 collegi plurinominali. Solo per le prossime elezioni, anche gli avvocati abilitati al patrocinio in Cassazione potranno autenticare le firme per la presentazione delle liste elettorali.

- Candidature all’estero (SALVA-VERDINI): Chi risiede in Italia potrà candidarsi anche nella circoscrizione estero. Per M5s e Mdp la norma serve a far candidare Denis Verdini fuori dall’Italia, il Pd e i verdiniani negano. (SALVA-BUENO): Divieto di candidarsi per chi, residente all’estero, ha ricoperto incarichi politici nel Paese di emigrazione nei cinque anni precedenti le elezioni. La norma salva il posto in lista alla deputata italo-brasiliana Renata Bueno.

Riccardo fraccaro 1

LE PRIME REAZIONI 
“Questa legge elettorale è una truffa, la peggiore che si potesse immaginare, perché è antidemocratica e non favorisce governabilità né rappresentatività. Ancora avremo un Parlamento di nominati dai partiti che risponderanno ai capibastone e non ai cittadini. In Trentino Alto Adige, inoltre, questa legge favorisce in maniera clamorosa e inaccettabile i partiti locali”. Lo dichiara il deputato M5S eletto in Trentino Alto Adige Riccardo Fraccaro.

“Con questa riforma – spiega Fraccaro – il blocco di potere Pd-Patt-Svp con il 40% dei voti potrebbe portarsi a casa l’80% degli eletti. È una legge truffa anche perché l’elettore non sa a chi andrà il suo voto, non c’è alcuna garanzia di corrispondenza tra la volontà dei cittadini e quello che emergerà dalle urne. Il voto espresso a favore di una lista che non raggiunge il 3% confluirà infatti nella coalizione, un miscuglio di altri partiti che magari porta avanti programmi completamente diversi da quelli che il cittadino vorrebbe sostenere. Il Rosatellum toglie i diritti ai cittadini per consegnare tutto nelle mani dei partiti, in particolare trasforma il Trentino Alto Adige in un feudo di Pd-Patt-Svp. L’unica garanzia per i cittadini di sapere a chi andrà il proprio voto – conclude Fraccaro – è quella di premiare la coerenza di chi si presenta da solo, come il M5S”.


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