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Il concerto di Ron a Campione d’Italia con i successi di una grande carriera artistica

domenica, 13 marzo 2016

Campione d’Italia – Successo del concerto di Ron al casinò di Campione d’Italia, con il pubblico in delirio.
Difficile sintetizzare in poco meno di due ore di musica una carriera come quella di Ron, ma l’artista pavese (è nato a Dorno) ha voluto scegliere davvero il meglio per la sua esibizione al casinò di Campione d’Italia.Casinò di Campione d'Italia concerto di Ron

Sul palco del salone delle feste ha regalato al pubblico una quindicina dei suoi successi, tutti contenuti nel suo ultimo album intitolato “La forza di dire sì”, presentato alla stampa appena tre giorni fa. Si tratta di una raccolta di venticinque canzoni che hanno segnato il percorso artistico di Ron e che lui ha voluto riarrangiare e cantare con ventiquattro colleghi della musica italiana. Tutti ben lieti di partecipare a questo progetto, del resto lo scopo è più che nobile: i proventi delle vendite del disco verranno devolute alla ricerca scientifica per combattere la Sla.

La serata è stata a dir poco emozionante perché raramente si può godere di un concerto che condensa così tanti successi indimenticati e indimenticabili che Ron ha scritto con o per altri colleghi. Fortissima è stata la presenza del compianto Lucio Dalla, vivo nelle canzoni come Attenti al lupo (scritta da Ron ma portata al successo dal grande Lucio) o Piazza Grande. L’affetto e la stima per l’artista bolognese sono comparsi anche nelle parole che il cantautore ha speso, intrattenendo piacevolmente la platea, per ricordare alcuni aneddoti.

Casinò di Campione d'Italia concerto di Ron

Ron si è diviso tra la chitarra e il pianoforte, accompagnato dalla band La Scelta (chitarra, basso, batteria e tastiere) e dal violoncello (e seconda voce) di Giovanna Famulari.

Non potevano mancare Vorrei incontrarti tra cent’anni e Angelo, ma l’elenco di canzoni che si sono lasciate cantare con spontaneità e naturalezza dal folto pubblico è davvero lungo. Ritornelli orecchiabili ma mai banali come Il gigante e la bambina, Aquilone o Sei volata via (scritta da Jovanotti). Poi è arrivata anche l’acclamata Non abbiam bisogno di parole eseguita solo pianoforte e voce, degno finale di un intenso concerto.


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