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Riva del Garda: l’assessore Olivi lancia il patto dello sviluppo

mercoledì, 1 ottobre 2014

Riva del Garda – Affollato incontro alla sala della Comunità. Olivi a Riva del Garda per presentare per il Patto per lo sviluppo e il lavoro. Parlare di lavoro, sviluppo, impresa, oggi è più che mai necessario: se ne è avuta una prova ieri sera a Riva del Garda, in occasione dell’incontro pubblico con il vicepresidente e assessore allo Sviluppo Economico, Alessandro Olivi, per presentare il percorso delineato dal Patto per lo sviluppo e il lavoro, siglato dalla Provincia assieme alle forze economico-sociali ad inizio legislatura. Un incontro molto partecipato, che rientra nel ciclo di appuntamenti che l’assessorato ha avviato la scorsa primavera nelle diverse Comunità. Dopo la presentazione delle misure poste in essere in Trentino per contrastare gli effetti della crisi, in ambiti che vanno dalla leva fiscale agli incentivi alle imprese, dal credito fino, ovviamente, al lavoro, c’è stato spazio per le domande del pubblico. Sui giovani, innanzitutto, ma anche sui diversi strumenti messi in campo dalla Provincia, come il fondo di rotazione o il reddito di garanzia.

GLI INTERVENTI

  La serata si è aperta con l’intervento del presidente della Comunità di valle Salvador Valandro, che ha ripreso alcuni dati diffusi recentemente dall’Istat, i quali delineano ancora un quadro generale molto preoccupante, anche se in Trentino il lavoro fatto in direzione di un rinnovamento del welfare, o della definizione dei piani territoriali di comunità, concorre a delineare un panorama un po’ diverso rispetto a quello nazionale. “Certo non siamo una enclave – ha detto il vicepresidente Olivi – anche qui si scontano gli effetti di una crisi importante. Ci sono ad esempio le note criticità della finanza pubblica. Il contributo trentino al risanamento al debito pubblico pesa per circa 800 milioni e un miliardo e mezzo è vincolato al patto di stabilità. Potete immaginare come questo pesi sulla domanda pubblica e gli investimenti. Abbiamo iniziato questa legislatura con un Patto – ha proseguito Olivi – siglato con tutti gli attori territoriali dell’economia e del lavoro. Un gesto simbolico ma non solo simbolico. E’ la prima volta che viene firmato un accordo strategico di questo genere, che contiene impegni su molti versanti, dall’occupazione al credito agli incentivi. Ci vorrà del tempo perché, anche sulla scia di questo accordo, si sedimenti una nuova cultura che non è quella della concertazione ma della corresponsabilità. La strada tracciata, però, è quella giusta”. I PROGETTI La serata è proseguita con la presentazione delle principali misure adottate per fronteggiare la crisi nei diversi settori dove la Provincia ha titolo per intervenire. Vediamole in breve sintesi: – leva fiscale: per quanto l’Autonomia rende possibile sono state messe in campo misure concrete. Fatta la somma totale, in Trentino, ha detto Olivi, la pressione in Trentino è inferiore del 2% circa rispetto alla media nazionale. Si deve considerare che lo spazio di manovra in questo campo è ridottissimo. Per questo il Trentino ha chiesto al Governo di avere una delega fiscale che consenta maggiori margini di intervento. In ogni caso, quelli esistenti sono stati sfruttati, in particolare per quanto riguarda l’Irap. – Incentivi alle imprese: il sistema è stato rinnovato improntandolo a criteri di selettività e concentrando gli incentivi di parte pubblica in particolare sull’innovazione, sull’internazionalizzazione e sulla nuova imprenditorialità, al fine di irrobustire e rendere più competitiva la piattaforma produttiva territoriale. – Credito: nonostante il credito cooperativo abbia dato un contributo importante, all’inizio del 2014 si era registrato un calo degli impieghi per le imprese di oltre il 9%. La Provincia ha cercato di sostenere il sistema anche attraverso i Confidi, ma attivando al tempo stesso canali di finanziamento nuovi, con il Fondo di rotazione, il Fondo strategico di investimento (alimentato anche attraverso Laborfonds), l’accordo recente per consentire attraverso le banche il pagamento in tempi brevissimi dei fornitori della Provincia, bypassando i ritardi generati dai vincoli nazionali. – lavoro e giovani: anche qui si sono introdotte innovazioni di grande importanza, ad esempio attivando il reddito di attivazione, con 28 milioni di euro stanziati in favore di giovani, lavoratori over 54 o under 50 in difficoltà occupazionale, o il reddito di continuità, che riguarda i lavoratori delle piccole imprese, inferiori alle 15 unità, sospesi dal lavoro. E poi i giovani, con gli interventi nel settore della formazione, dell’apprendistato, del tirocinio, o con il reddito di qualificazione, di nuovo uno strumento solo trentino, che consente a chi già lavora di completare di studi, con il sostegno di una indennità mensile. E poi, gli incentivi all’autoimprenditorialità. Infine, l’ampio settore dei lavori socialmente utili/Progettone, che riguarda attualmente circa 1500 persone impiegate con il Progettone e 1700 con le Azioni 19/20.


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