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Rifugi, 10 milioni di investimenti fino al 2020

sabato, 11 novembre 2017

Bolzano – Un padrone di casa d’eccezione, lo scalatore Reinhold Messner, per l’incontro di oggi (10 novembre) a Castel Firmiano tra il presidente Arno Kompatscher e i gestori dei 26 rifugi che negli anni scorsi sono passati di proprietà dallo Stato alla Provincia. kompatscherPartendo dal buon andamento della stagione estiva, Kompatscher ha sottolineato che “i rifugi alpini sono una dei biglietti da visita del nostro territorio. Ogni volta che visito una di queste strutture, mi rendo conto personalmente di quanto duro lavoro richieda questa attività, svolta in condizioni che in alcuni casi sono addirittura estreme, e per questo motivo mi sento di ringraziare i gestori in maniera particolare per quello che fanno. Il turismo di alta montagna è in una fase di crescita – ha proseguito il Landeshauptmann – e ciò conferma che la strategia di puntare con forza sugli investimenti nelle infrastrutture porta effetti positivi non solo al settore del turismo, ma a tutto il sistema economico delle zone rurali”. Nel suo intervento, Reinhold Messner ha definito i rifugi ”parte fondante della cultura alpina”, una cultura che si è evoluta a tal punto da trasformare i rifugi stessi non più (o non solo) in punti di partenza per le scalate, ma in vere e proprie strutture turistiche a 360 gradi.

Per quanto riguarda il programma degli interventi previsti per i prossimi 3 anni, il direttore della Ripartizione amministrazione del patrimonio, Daniel Bedin, ha illustrato le misure concrete suddivise in tre liste di priorità elaborate da una commissione paritetica alla quale partecipano anche CAI (Club Alpino italiano) e AVS (Alpenverein Südtirol). “La precedenza – ha spiegato Bedin – viene data alla sicurezza, in maniera particolare per quanto riguarda statica, antincendio e approvvigionamento idrico ed energetico”.

I lavori per i primi 9 rifugi verranno appaltati e avviati nel corso del 2018, altri 9 seguiranno nel 2019, mentre nel 2020 sarà la volta degli interventi per altri 5 strutture. Per il periodo che va dal 2016 al 2020, i fondi messi a disposizione ammontano a 10 milioni di euro, quasi la metà dei quali (4,8 milioni) è già stata utilizzata per gli interventi del biennio che si sta per concludere. A tal proposito, il presidente del CAI Claudio Sartori ha ribadito quanto sia importante che i soldi vengano messi a disposizione e siano investiti secondo una precisa lista di priorità: “lo svolgimento dei lavori è fondamentale – ha spiegato Sartori – soprattutto per alcuni rifugi che ospitano sino a 10mila persone ogni anno”. Tra i passi in avanti già compiuti, va sottolineato anche il fatto di aver portato internet veloce in quasi tutti i rifugi grazie ai collegamenti satellitari. Oltre ai gestori dei rifugi di proprietà della Provincia, anche i privati possono accedere all’opportunità di portare la banda larga in alta montagna con un contributo che può raggiungere l’80% dei costi.

Risanamenti e manutezioni a parte, sono tre, invece, le strutture da ricostruire ex novo: il rifugio Ponte di Ghiaccio che ha già riaperto i battenti lo scorso anno, il rifugio Vittorio Veneto al Sasso nero che verrà inaugurato nella primavera del 2018, e il rifugio Petrarca che seguirà entro la fine del prossimo anno.

La gestione triennale (scadenza nel 2019, possibile il rinnovo per altri tre anni) di 21 dei 26 rifugi che nel 1999 sono passati di proprietà dallo Stato alla Provincia di Bolzano è stata assegnata nel 2015 ai vecchi gestori tramite altrettante diverse gare, questo l’elenco dei rifugi ”provinciali”: Cima libera, Gino Biasi al Bicchiere, Vedretta pendente, Vedretta piana, Forcella vallaga, Ponte di ghiaccio, Porro, Vittorio Veneto al Sasso nero, Brigata tridentina, Giogo lungo, Roma, Zsigmondy Comici, Genova, Firenze al Cisles, Vicenza, Bergamo al Principe, Fronza alle Coronelle, Serristori, Nino Corsi, Payer, Città di Milano, Borletti, Pio XI alla Palla bianca, Petrarca all’Altissima, Plan e Cima fiammante.


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