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Riforme costituzionali: il messaggio delle Province autonome del Trentino e PATT

giovedì, 20 marzo 2014

Trento – Ieri un primo incontro a Roma con  la riunione dei presidenti delle province autonome, oggi il summit con il premier Renzi. Inizia così il confronto sulle riforme costituzionali.

“E’ un percorso difficile, quello che stiamo facendo, nel contesto di una riforma costituzionale che contiene degli aspetti di ritorno al centralismo, ed è quindi più che mai necessario che Regioni e Province autonome serrino le fila e presentino una prRossi e il questore trento (2)oposta comune. Noi siamo consapevoli della nostra specialità, che chiederemo venga tutelata anche in sede di riforma del Titolo V, ma vogliamo comunque fare valere le nostre prerogative assieme alle altre regioni, anziché in forma separata e distinta”. Questo in sintesi il parere del presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi (nella foto il presidente Ugo Rossi con Delrio e il presidente Arno  Kompatscer) , al termine della riunione a Roma dei presidenti delle regioni e delle Province autonome, in vista dell’incontro con il premier Matteo Renzi.

LE RIFORME

“Nel documento che presenteremo al presidente del Consiglio – ha detto ancora Rossi – ci sarà anche un riferimento alla necessità che le Province autonome non vadano incontro ad una riduzione della loro Autonomia a causa del processo di riforma in corso. Rispetto a questa che noi indichiamo come ‘clausola di salvaguardia’, le altre Regioni direi che hanno compreso come non si possa immaginare che chi ha raggiunto grandi traguardi di autonomia debba retrocedere. Adesso però dobbiamo evitare di sottolineare con troppa forza le differenze fra noi e lavorare piuttosto per rafforzare una posizione comune”.

IL PATT

“Un’Europa che ritrovi la passione degli inizi, un’Europa che guidi i suoi cittadini fuori dalle secche della crisi economica, anche rivedendo quei vincoli che si prefigurano sempre più come misure anacronistiche”.
L’ha dichiarato il segretario politico del PATT, senatore Franco Panizza (nella foto sotto), durante il suo intervento in Aula nel corso della discussione generale seguita alle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, in vista del Consiglio europeo di Bruxelles.
“Il nostro auspicio – ha detto Panizza – è che il semestre di Presidenza italiana UE permetta al vecchio contiFranco Panizza 1nente di imprimere questa direzione di marcia. L’Europa non deve essere lo spazio di vincoli e camicie di forza, ma quello delle reali e concrete opportunità per il nostro sistema produttivo, per i piccoli e medi imprenditori, per i giovani, per tutti quelli che hanno voglia di rimboccarsi le maniche per far ripartire il Paese.

In questo senso è di fondamentale importanza il progetto del Tunnel del Brennero e del rinnovo delle concessioni autostradali che insistono sul corridoio centrale per l’Europa. Per collegarci veramente ai Paesi europei che oggi trainano la ripresa economica, e per fare in modo che la nostra Regione sia messa nella condizione di esercitare la sua naturale vocazione, quella di porta d’accesso, piattaforma logistica e culturale tra Italia e il resto d’Europa.
Anche le prime misure annunciate dal Governo – ha continuato Panizza – vanno nella giusta direzione. Ci convince l’idea di una politica che ribadisca il suo primato. Anche per questo dobbiamo combattere gli sprechi per reperire ulteriori risorse, rinunciando però alla logica dei tagli lineari: una politica sicura di se stessa è una politica che sa compiere delle scelte su cosa tagliare e cosa no.
Dobbiamo inoltre ingaggiare una decisa battaglia contro la burocrazia. Abbiamo apprezzato il suo coraggio nello sfidare tutti quei tabù che sembrano insuperabili. Troppo comodo, come a volte avviene, dare la colpa all’Europa quando si tratta invece di nostre inefficienze. Così come abbiamo apprezzato anche che in occasione del suo discorso di fiducia abbia definito le nostre autonomie speciali come un modello di responsabilità politica collettiva.
Sulle riforme annunciate, invece, ci dovrà essere un approfondimento: le competenze attribuite al nuovo Senato non ci convincono, e noi dobbiamo fare in modo che esso diventi per davvero una Camera dell’Autonomia.
Su questo, come su tutti gli altri temi, noi autonomisti siamo pronti a fare la nostra parte” ha concluso il senatore Panizza.


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