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Reti di imprese e lotta alle disuguaglianze sociali, ecco la proposta per il Trentino

sabato, 25 marzo 2017

Trento – Professori dell’Università di Trento riuniti per ragionare sul futuro del Trentino in ambito nazionale e globale: quali sfide affrontare, quali scelte compiere oggi per avviare la nostra provincia verso lo sviluppo e la crescita di tutti. Scopo della serata organizzata dal MoVimento 5 Stelle al Palazzo della Regione di Trento non era quello dare l’ennesima ricetta politica, ma di ascoltare l’analisi di professori liberi e indipendenti e stimolare i cittadini a un dibattito orizzontale sul Trentino del futuro. Presenti i professori Gaspare Nevola, Alberto Zanutto, Vincenzo Calì e Maria Luigia Segnana.mov.5 stelle trentino 1

Al centro, in particolare, le tematiche economiche e sociali: gli ospiti hanno parlato di come è cambiata la società e dei bisogni dei trentini di oggi, tra precarietà e flessibilità, voglia di partecipazione e bisogno di sicurezza. La riduzione della spesa pubblica ha eroso il sistema di welfare e le politiche sociali: questo ha avuto e avrà enormi ripercussioni sia sulle vecchie che sulle nuove generazioni. Sotto accusa anche il fenomeno di “aziendalizzazione” dei servizi pubblici essenziali, come scuola e sanità, la cui utilità viene valutata in base a criteri di efficienza e di rapporto costi-utenti. Preoccupante è il tema delle crescenti disuguaglianze, persino nella scuola, ascensore sociale che ora va solo in discesa. Anche il progressivo invecchiamento della popolazione e la disoccupazione soprattutto giovanile sono questioni sempre più allarmanti. Per quanto riguarda, invece, il settore economico, i relatori hanno evidenziato tra le criticità il fatto che le imprese trentine siano piccole e poco presenti sul mercato internazionale. La produttività è più elevata ma la redditività è minore rispetto alle regioni vicine: in pratica, le imprese trentine sono brave a produrre, ma faticano a trasformare questo risultato in reddito d’impresa.

Dalle criticità si è passati alle possibili soluzioni: per l’economia e le imprese un’educazione sistemica alla creatività e all’imprenditorialità, soprattutto per i giovani, e la costruzione di reti tra piccole e medie imprese per affrontare i mercati internazionali. Più complesso l’aspetto socio culturale, per il quale è parsa necessaria un’inversione decisa di rotta, scardinando il sistema dei diritti acquisiti e dei monopoli. Il sistema sociale, hanno ricordato i relatori, non cambia finché non cambiano le persone che stanno dentro a quel sistema. Bisogna che persone nuove, senza interessi e fuori dai giochi di potere, vi facciano ingresso, a partire dai consigli di amministrazione pubblici. Occorre, insomma, un salto di qualità culturale: o ci si accontenta di strategie individuali di galleggiamento, magari pensando alla prossima elezione, o si cambia l’intero sistema.

“Abbiamo capito che le criticità del Trentino sono di vario genere – hanno concluso i portavoce M5S Fraccaro e Degasperi –, ma sono molti anche i punti di forza: storicamente il Trentino è sempre riuscito a superare i momenti difficili grazie alla coesione sociale e a una fitta rete di relazioni fra le comunità. La situazione attuale è di estrema incertezza, ma dobbiamo sfruttarla a nostro favore: c’è un mondo intero da ricostruire, è una prospettiva entusiasmante. Il solo vero problema è la mancanza di fiducia: non siamo più abituati a immaginare ciò che vogliamo e quindi non sappiamo fare proposte. Il Trentino è luogo adatto a ricostruire la fiducia: ricominciamo ad ascoltare i cittadini, a coinvolgerli nelle scelte. Solo in questo modo riusciremo a immaginare un futuro alternativo e ad avere le risorse per realizzarlo”.


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