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Rete di riserve Fiemme-Destra Avisio: firmato l’accordo di programma

martedì, 15 ottobre 2013

Trento – Oggi nella Sala Fedrizzi del palazzo della Provincia, il Presidente Alberto Pacher e i rappresentanti dei Comuni e dei soggetti istituzionali interessati hanno sottofirmato l’Accordo di programma che prevede l’attivazione della “Rete di Riserve Val di Fiemme-Destra Avisio”.ORSO

Erano presenti i sindaci dei Comuni di Carano, Castello-Molina di Fiemme, Cavalese, Daiano, Panchià, Predazzo, Tesero, Varena, Ziano di Fiemme, Moena e Vigo di Fassa, unitamente ai rappresenti della Comunità territoriale della Val di Fiemme, del Consorzio dei Comuni BIM Adige-Trento, della Magnifica Comunità di Fiemme e della Regola Feudale di Predazzo. Il Presidente della Provincia, per parte sua, era accompagnato dal dirigente provinciale della Rete delle Aree protette Claudio Ferrari.

“Quello di oggi – ha detto il Presidente della Provincia prima di apporre la propria firma in calce all’Accordo, – è un passaggio importante perché da un lato riconosce l’efficacia della politica ambientale promossa e sostenuta dalla Provincia e dalle comunità locali fino ad oggi, mentre dall’altro prefigura una regia coordinata fra tutti i soggetti che sono coinvolti nella tutela e nella valorizzazione dell’ambiente della Val di Fiemme nella sua porzione in destra Avisio. All’inizio di legislatura erano due le Reti delle Riserve, quella del Monte Bondone e quella dell’area di Brentonico: siamo a fine legislatura e la Rete che nasce oggi è la sesta, mentre già la prossima settimana partirà la settima, la Rete delle Riserve del Sarca, segno inequivocabile della vocazione alla protezione naturale che ha fatto e sta facendo del Trentino un laboratorio che è preso a modello in tutta Italia. È veramente significativo – ha concluso il Presidente rivolgendosi direttamente ai sindaci, – che il territorio del Trentino si stia qualificando come una realtà in cui ambiente e attività economiche tradizionali, specificità naturalistiche e realtà del turismo ecosostenibile siano impegnati concretamente nella creazione di una cultura di promozione equilibrata e al passo coi tempi, attivando e movimentando risorse sia provinciali sia locali. Questi progetti funzionano, infatti, solo se gli amministratori locali ci credono: la vostra condivisione è la polizza sulla vita che garantisce il futuro di queste reti di Riserve”.

Parole di compiacimento sono poi venute dai sindaci e dai rappresentanti del BIM, della Magnifica Comunità, della Regola Feudale di Predazzo, della Comunità territoriale di Fiemme. “Quello che viviamo oggi è un momento importante – ha detto il rappresentante della Comunità di Valle, – perché segna l’avvio di un nuovo modo di lavorare. La Rete di aree protette che attiviamo oggi non è solo uno strumento per la protezione della Natura, ma anche uno stimolo per una promozione turistica intelligente ed ecosostenibile, cosa di cui la nostra Valle ha urgente bisogno”.

LA RETE DI RISERVE FIEMME-DESTRA AVISIO
Le finalità della Rete sono quelle innanzitutto di attuare in forma diretta la tutela attiva del proprio territorio, perseguendo la valorizzazione e la riqualificazione degli ambienti naturali e seminaturali. Questo obiettivo verrà però raggiunto integrando la tutela con lo sviluppo delle attività umane ed economiche purché esse siano compatibili con le esigenze dell’ambiente e facendo tesoro delle esperienze fin qui vissute, che hanno ad esempio visto in primo piano il lavoro svolto dalla Magnifica Comunità di Fiemme in modo partecipato e condiviso con tutte le amministrazioni locali coinvolte.

Ecco spiegata l’attenzione che la Rete porrà sulle attività economiche tradizionali come gli usi civici, la selvicoltura, l’allevamento zootecnico, il pascolo, l’agricoltura di montagna, la fienagione, la raccolta di legnatico, la caccia, la pesca, la raccolta dei funghi e dei frutti del sottobosco e l’alpicoltura. A tutto ciò si aggiunge la valorizzazione di un turismo sostenibile e sensibile alla conservazione delle risorse naturali, nonché di attività ricreative e sportive anch’esse attente alla conservazione delle riserve.

La gestione unitaria e coordinata delle aree protette di ciascun soggetto firmatario è l’obiettivo centrale che si pone la “Rete di Riserve Fiemme-Destra Avisio”, coinvolgendo e interessando quindi il territorio che ricade in destra orografica del torrente Avisio. Queste sono le aree protette che entrano a far parte della Rete:
- Siti di Interesse Comunitario, Zone Speciali di Conservazione e Riserve naturali provinciali: “Palù Lunga” (Carano), “Selva di Ega” e “Becco della Palua” (Zona Speciale di Conservazione “Torbiere del Lavazé”);
- Siti di Interesse Comunitario e Zone Speciali di Conservazione: “Nodo di Latemar” (condiviso con i Comuni ladini di Fassa, Moena e Vigo di Fassa), “Molina-Castello”, “Lago (Val di Fiemme)”, “Alta Val di Stava”;
- Riserve locali: “Brozin”; “Brozin Maso Faoro”; “Bus Torba”; “Fraul A e B”; “Lago” (Daiano), “Lago” (Tesero); “Maso Cela”; “Palo della Brega”; “Palù delle Val”; “Palude”; “Panchià”; “Praboccolo A e B”; “Roncosogno”; “Stramentizzo”; “Val dei Pignari”; “Ziano”.
- Aree di protezione fluviale del torrente Avisio e ambiti fluviali di interesse ecologico individuati e disciplinati dal Piano generale di utilizzo delle acque pubbliche (PGUAP).


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