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Rete delle Riserve Alta Val di Cembra-Avisio: rinnovato l’accordo di programma

martedì, 2 dicembre 2014

Grumes – Ieri sera a Grumes è stato firmato il nuovo accordo di programma per la Rete delle Riserve Alta Val di Cembra-Avisio. Della Rete, nata nel 2011, fanno parte i Comuni di Capriana, Faver, Grauno, Grumes e Valda, la Magnifica Comunità di Fiemme, la Comunità della Valle di Cembra, l’ASUC Rover-Carbonare e la Provincia autonoma di Trento. Con la firma del nuovo accordo entra ufficialmente a far parte della Rete anche il BIM dell’Adige. Sabato 29 novembre scorso la Giunta provinciale aveva approvato un provvedimento, proposto dall’assessore alle infrastrutture e all’ambiente Mauro Gilmozzi, che approvava proprio la modifica dell’accordo di programma. val-di-pejo-4

Le Reti delle riserve – ha detto l’assessore Gilmozzi durante l’incontro – sono un’opportunità per sviluppare il territorio in modo sostenibile, mettendo in relazione le idee e i progetti. La sfida per il futuro infatti consiste sempre più nel mettere assieme le risorse. Mi complimento quindi per il lavoro che avete fatto e spero che altri seguano questo esempio”.

Con la firma di ieri sera è stata prorogata di altri 24 mesi la durata del precedente accordo, per permettere il completamento delle attività e delle opere previste e per consentire l’allargamento delle Rete ad altre realtà. Il nuovo accordo si pone infatti anche l’obiettivo di rafforzare la collaborazione funzionale e operativa con le altre aree protette limitrofe (Rete di Fiemme, Parco Naturale Paneveggio Pale di S. Martino). Per illustrare quanto fatto in questi tre anni e, nel contempo, firmare la modifica dell’accordo alla presenza dei sindaci interessati, il sindaco di Grumes Simone Santuari ha organizzato ieri sera un incontro pubblico che si è tenuto presso il teatro comunale del paese. Ha partecipato all’incontro anche il dirigente del Servizio Sviluppo sostenibile e Aree protette Claudio Ferrari che supporta il lavoro delle varie Reti delle riserve.

“Dopo aver varato la legge sulle Reti di riserve – ha aggiunto l’assessore Gilmozzi – vedo ora con soddisfazione che sono stati raggiunti risultati importanti. L’idea che sta alla base di queste esperienze è che i territori possano esprimere il loro protagonismo nella gestione e nello sviluppo delle riserve. Le comunità locali possono con questo strumento disegnare il loro modello di tutela del territorio. Abbiamo poi pensato a come coordinare le varie iniziative individuando una specifica struttura provinciale con compiti di supporto e impulso. Il modello scelto cerca di mettere in relazione risorse e investimenti che le amministrazioni locali farebbero comunque ma che opportunamente coordinate si rivelano efficaci nell’insieme, per tutto l’ambito interessato. È lo stesso modello scelto per la Fondazione Dolomiti Unesco.”

“La conservazione dell’ambiente – ha spiegato il sindaco Santuari – è stato il principale obbiettivo della Rete, unita ad un importante lavoro di ricerca che può portare innovazioni significative in grado di dare risposte al territorio. Le opere che abbiamo realizzato hanno riguardato soprattutto il recupero di siti esistenti. La Rete rappresenta una bella opportunità per le comunità locali e per il loro sviluppo”.

L’incontro, oltre che per fare il punto del lavoro svolto e per disegnare possibili sviluppi per il futuro, è servito per ricordare la storia di questa esperienza. La Rete delle Riserve Alta Val di Cembra-Avisio è nata in seguito ad un processo partecipativo iniziato fin dal 2008 con l’ipotesi di Parco Fluviale dell’Avisio, nell’ambito dei Patti Territoriali della Valle di Cembra, interessando un territorio compreso tra la diga di Stramentizzo e la Serra di San Giorgio sopra Lavis.

Questo processo ha inizialmente coinvolto tutti i comuni della valle, con numerosi incontri sul territorio. I Comuni di Faver, Valda, Grumes, Grauno e Capriana hanno proseguito nella costituzione della Rete delle Riserve.

Nel settembre 2011 si è così giunti alla sottoscrizione di un accordo di programma per l’attivazione della Rete Alta Valle di Cembra – Avisio, cui hanno aderito anche la Magnifica Comunità di Fiemme, la Comunità della Valle di Cembra, l’ASUC Rover-Carbonare e la Provincia autonoma di Trento.

L’accordo prevedeva una durata di tre anni entro i quali realizzare una serie di azioni di valorizzazione e conservazione del patrimonio ambientale ma anche storico-culturale previste all’interno di uno specifico piano di gestione.

Una volta costituiti gli organi di gestione (Conferenza della rete, Comitato tecnico, Forum territoriale) e scelto un coordinatore, a partire dall’estate del 2012 la Rete ha attivato una serie di azioni di conservazione e valorizzazione della natura. Tra le principali ci sono iniziative di valorizzazione del patrimonio territoriale, di divulgazione, di conservazione della natura, di studio e monitoraggio.

Poiché l’impegnativo programma di interventi non è stato concluso, si è deciso di prorogare l’accordo firmato nel 2011 di altri due anni in modo da completare ed integrare le azioni contenute nel piano di gestione e cercare in questo periodo di coinvolgere altre amministrazioni limitrofe per porre le basi per un eventuale allargamento territoriale della Rete. L’accordo siglato ieri prevede un ulteriore stanziamento di 50.000 euro a carico del bilancio provinciale e 12.500 euro a carico dei comuni.


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