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Regione Lombardia, vicini a una soluzione per la questione della messa in sicurezza del Lago d’Idro

giovedì, 9 gennaio 2014

Idro – “Oggi si registra un punto di svolta sulla questione della messa in sicurezza del Lago d’Idro e del territorio circostante. Infatti, dopo anni di confronto a tutti i livelli sulla complessa progettazione delle opere, si è aperta a Conferenza dei servizi, che si esprimerà riguardo a tutte le autorizzazioni e pareri necessari all’avvio dei lavori. Con un unico punto fermo: garantire la sicurezza degli abitanti di questo territorio e, nel frattempo, dare assicurazioni per l’economia locale, basata sul turismo, e per quella agricola a valle del lago”. Lo ha detto l’assessore al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo di Regione Lombardia Viviana Beccalossi, a margine dell’incontro, oggi, a Brescia, con tutti i rappresentanti di istituzioni ed Enti locali coinvolti.lago_d_idro,197

OPERA FINANZIATA CON 50 MIIONI DI EURO

“I nostri tecnici – ha continuato Viviana Beccalossi – hanno illustrato i contenuti del progetto aggiornato dopo le prescrizioni richieste dai Ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture. Quest’opera complessa, che sarà finanziata con circa 50 milioni di euro, permetterà di Porre fine a una criticità che gli stessi Ministeri ci segnalano da anni. Grazie alla realizzazione di nuovi manufatti che proteggeranno il territorio del lago, già minacciato da una frana, sarà possibile regolare il flusso delle acque in caso di piene straordinarie”.

Dopo la sessione di oggi, servita per raccogliere le prime osservazioni al progetto da parte degli Enti coinvolti, la Conferenza dei servizi verrà riaggiornata nelle prossime settimane, per arrivare al via libera definitivo all’iter.

SOLUZIONE DEFINITIVA
“Sono perfettamente consapevole – ha concluso l’assessore Beccalossi – che interventi così importanti non sempre riescano a mettere d’accordo tutti. A chi ancora oggi esprime perplessità, mi sento solo di dire che questo progetto ha l’avallo di tecnici competenti e preparati che, dai Ministeri, dall’Autorità di bacino del fiume Po e, infine, da Regione Lombardia, sollecitano una soluzione definitiva. E’ bene parlare chiaro, perché, se ci fermassimo ancora una volta, da Roma ci potrebbero venire imposte decisioni gravi. A nessuno,
credo, converrebbe vedere il bacino del lago svuotato forzatamente per problemi di sicurezza”.


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