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Ratifica del CETA, intervento del gruppo “Agire per il Trentino”

mercoledì, 21 giugno 2017

Trento – Il Senato sarà chiamato alla ratifica del Ceta, Agire per il Trentino non demorde e lancia un appello con questo documento: “Questa vicenda riguardante il CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement, ovvero l’accordo economico e commerciale globale firmato ed approvato con metodi molto discutibili dall’Unione Europea e il Canada) oramai sta raggiungendo livelli insopportabili: stando a quanto riportato da pochissimi quotidiani, il 22 giugno 2017 il Senato della Repubblica sarà chiamato in via d’urgenza ad approvare la ratifica del CETA; tutto in fretta e furia per placare un Partito Democratico preoccupato esclusivamente per l’esito dei ballottaggi che si terranno domenica 25 giugno 2017, su quali ovviamente speriamo che perdano miseramente!

In questi mesi AGIRE per il Trentino sta battagliando contro questo trattato scandaloso assieme ad altre realtà sociali e territoriali, e per scuotere le coscienze dei senatori eletti nei nostri collegi uninominali (che in proposito non stanno dando nessun segnale) vorremmo ricordare che ancora una volta la nostra autonomia è gravemente a rischio: non solo tale accordo interverrà su materie in riferimento alle quali si basa la nostra legislazione (ad esempio salute e politiche sociali), ma secondo l’articolo 27 del CETA “l’Accordo sarà obbligatorio per tutte le istituzioni che hanno un potere regolamentare”; di conseguenza la nostra Provincia autonoma, i nostri Comuni e anche la Regione Trentino Alto-Adige non potranno prevalere su questo trattato internazionale, e questa volta non si potrà usare la scusa della clausola di salvaguardia.

Dunque la nostra autonomia verrà fortemente condizionata dagli effetti negativi del CETA, sotto il silenzio del Patt e di quelle formazioni che di autonomista hanno poco o niente.

Si spera che questa volta i nostri appelli non restino inascoltati e che i senatori Franco Panizza (PATT), Francesco Palermo (PD), Karl Zeller (SVP), Vittorio Fravezzi (UPT), Hans Berger (SVP), Giorgio Tonini (PD) e Sergio Divina (Lega Nord) non votino la ratifica del CETA: è inutile e patetico proclamarsi autonomisti o sottolinearlo su un simbolo di partito se poi politicamente ci si comporta schizofrenicamente nel senso inverso. Votare contro la ratifica è un atto doveroso in rispetto della nostra autonomia che va difesa fino allo stremo, in memoria di tutto ciò che è stato conquistato faticosamente dai nostri padri fondatori fino ai giorni nostri”.


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