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Rapporto Crea: Trento tra le prime cinque città d’Italia

venerdì, 30 gennaio 2015

Trento – Nelle pagelle che i cittadini e gli operatori danno alle sanità regionali sono cinque le Regioni al top e la Provincia autonoma di Trento è in questa rosa di eccellenze. Lo dice il Rapporto Crea i cui risultati sono stati diffusi oggi. Un risultato accolto con soddisfazione dal presidente Ugo Rossi e dall’assessora alla salute e solidarietà sociale Donata Borgonovo Re. “Si tratta di un segnale qualificante – commenta Ugo Rossi – soprattutto per un territorio come il nostro, che presenta numeri non elevati. E considerando anche la complessità di gestione dei servizi sanitari visto il nostro essere terra di montagna, per di più molto frequentata dai turisti. Un risultato frutto dell’impegno di questi anni, durante i quali come Amministrazione provinciale abbiamo cercato un equilibrio fra le esigenze del centro e della periferia, razionalizzando ma anche migliorando i servizi sia in campo sanitario che sociale e affrontando la sfida di una pianificazione unitaria e coordinata. In questi settori – ricorda ancora Rossi – abbiamo garantito un impegno di spesa di 1,1 miliardi di euro per la sanità e 260 milioni per l’assistenza, ovvero le risorse per mantenere i livelli di qualità raggiunti in questi anni”.

La Provincia di Trento è dunque al top, accanto a Toscana, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte: i ricercatori del Crea hanno raccolto i pareri di utenti, operatori sanitari, industrie legate all’ambito sanitario delle 21 regioni italiane, per individuare quelle con il servizio sanitario migliore.

I risultati variano a seconda dei soggetti chiamati a rispondere, anche se in generale sembrano emergere appunto 5 Regioni “complessivamente eccellenti”, un folto gruppo di Regioni “con performance complessive in media accettabili”, e un gruppo di Regioni con performance complessive progressivamente peggiori, che comprende tutto il meridione, ad eccezione della Basilicata.

Rispetto alla precedente edizione è aumentato il “peso” del sociale nel Rapporto, probabilmente, come spiegano i ricercatori del Crea, a causa della evidente difficoltà che stanno incontrando i cittadini in questo periodo nell’accesso ai servizi dei Servizi sanitari regionali, e ancor di più è aumentato il peso del fattore “economico-finanziario’, in particolare nei giudizi delle ‘professioni sanitarie’.


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