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Questione orso: incontro tra il presidente trentino Rossi e il ministro Galletti. Al Bondone l’assalto dell’orsa KJ2

martedì, 16 giugno 2015

Roma – L’assalto di Cadicine con il ferito di Woilliam Molinari è opera di KJ2, una femmina di circa 12 anni nata da Kirka e Joze. E’ quanto emerso dal vertice sugli orsi tra il presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi, il ministro per l’ambiente, Gian Luca Galletti, e l’assessore trentino Michele Dallapiccola (Nella foto sotto il vertice romano con da sinistra Dallapiccola, Rossi e Galletti). 

Dall’incontro romano c’è stata un’apertura peInocntro Rossi ministro Galetti su orsi 1r modificare l’impianto del progetto e revisione il Pacobace per garantirne la sostenibilità ma prima di tutto la sicurezza della popolazione.

Su questi due nodi si sono confrontati a Roma il ministro per l’ambiente, Gian Luca Galletti ed il governatore del Trentino, Ugo Rossi nell’ambito di un vertice richiesto d’urgenza da quest’ultimo all’indomani della grave aggressione che si è verificata nei giorni scorsi nei boschi sopra l’abitato di Cadine.

Rossi – accompagnato dall’assessore Michele Dallapiccola – ha anche aggiornato il ministro sulle prime misure adottate, in particolare per l’identificazione dell’animale responsabile del fatto, informando il ministro sull’esito delle prime analisi condotte da Ispra sui campioni organici raccolti sul luogo dove si è verificato l’episodio e che gli esperti riconducono a KJ2, una femmina di circa 12 anni nata da Kirka e Joze.

L’incontro si è aperto con una panoramica delle azioni messe in campo per affrontare le ultime forti criticità, in merito alle quali il ministro ha riconosciuto la coerenza delle azioni adottate dalla Provincia rispetto al quadro normativo sia nazionale sia comunitario.
La reintroduzione dell’orso bruno in Trentino – è stato poi ricordato – nasce da un progetto europeo il cui respiro va ben oltre i confini provinciali.

Per questo il presidente della Provincia autonoma di Trento ha consegnato al ministro un dossier che evidenzia come in realtà all’espansione numerica degli esemplari (cosa che ha determinato il successo del progetto scientifico) non abbia fatto seguito però un’espansione su tutto l’arco alpino.

Di qui la richiesta forte di aprire un tavolo coordinato dal ministero, con il coinvolgimento delle altre regioni limitrofe per garantire una più equilibrata distribuzione dei plantigradi.

Da parte del ministero ampia disponibilità di collaborazione, con la messa a disposizione delle strutture tecniche per affrontare, al di là dell’emergenza che si è verificata, anche la revisione dell’impianto complessivo in un’ottica di prospettiva, considerato il trend di crescita della popolazione ursina.

Allo scopo sarà istituito un tavolo permanente per affrontare in modo strutturale le problematiche legate alla gestione dell’orso nel territorio delle Alpi centrali.


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