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Provincia di Trento, assegnate le risorse per l’anticipazione dei crediti da concordato

sabato, 28 settembre 2013

Trento – Lo scorso agosto la Giunta provinciale aveva deciso di raccogliere le sollecitazioni delle categorie economiche riguardanti i tempi e i rischi nell’incasso – da parte di molte imprese – dei crediti accertati nell’ambito dei cosiddetti “concordati in continuità”. Era stata decisa pertanto  l’attivazione di un fondo destinato all’anticipazione diretta dei crediti, attraverso i Confidi. Con una decisione ratificata oggi dalla Giunta, su proposta dell’assessore provinciale all’industria, e a seguito di un ulteriore incontro con le parti interessate, sono state assegnate agli enti di garanzia, tramite l’Apiae, le risorse relative, pari complessivamente a 10 milioni di euro. Sono state anche delineate le linee operative per l’utilizzo di  queste risorse, derivanti dai fondi stanziati dalla Regione Trentino Alto Adige per lo sviluppo del territorio.Alberto Pacher pres. PAT gennaio 2013

Le somme trasferite entreranno a far parte del “patrimonio di vigilanza” dei Confidi, aumentandone la capacità operativa, e potranno perciò essere utilizzate anche come finanziamenti diretti alle imprese per l’anticipazione dei crediti da concordato. L’anticipazione dovrà essere limitata alla quota di credito accertata dagli organi del concordato (la perdita rispetto al credito originario rimane perciò fuori dal circuito e totalmente a carico dell’impresa).

Ne potranno beneficiare le imprese e i consorzi aventi sede legale e operativa in provincia di Trento, per concordati iniziati dopo il 1° gennaio 2012, con priorità per quelli “in continuità”, nel limite di 50 mila euro per impresa, aumentati di 15 mila euro per ogni unità lavorativa appartenente all’impresa stessa. I finanziamenti avranno la forma tecnica di un mutuo della durata massima di 60 mesi, di ammontare compreso fra un minimo di euro 10 mila e un massimo di euro 500 mila, al tasso fisso del 2,50 per cento, senza applicazione di alcuna commissione.

L’intervento si configura comunque come di natura straordinaria e limitata nel tempo, e va ricondotto alle azioni che l’amministrazione provinciale, assieme alle categorie economiche e ai Confidi, ha intrapreso per far fronte agli effetti della prolungata crisi economica, in particolare sul versante finanziario e creditizio.


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