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Proposta di legge elettorale, interrogazione del deputato Fraccaro (M5S): “A rischio tutela minoranze”

giovedì, 2 febbraio 2017

Trento – La proposta di legge sui Ladini è stata modificata radicalmente: a rischio il proporzionale puro e tutela delle minoranze. “La proposta di legge Alfreider sui ladini, ammantata di buone intenzioni, è in realtà il cavallo di troia dell’SVP per confezionarsi una legge elettorale su misura e massimizzare il numero di seggi, scongiurando il calo dei consensi alle urne. Con un abile colpo di mano alla Camera dei deputati, il testo della proposta di legge è stato infatti modificato pesantemente e apre la strada a una legge elettorale provinciale “su base” proporzionale e con soglie di sbarramento. I ladini vengono in sostanza strumentalizzati per far passare una legge elettorale che andrà ad annacquare il proporzionale puro che era stato pensato e introdotto proprio a tutela delle minoranze”. Lo scrive il deputato M5S Riccardo Fraccaro, che ha depositato un’interrogazione parlamentare, chiedendo di mettere in stand-by la proposta di legge Alfreider e passarla alle autonomie locali per la necessaria revisione.Minoranze etniche

“Si tratta di una modifica sostanziale del testo originale sui ladini – spiega Riccardo Fraccaro – e riteniamo che, nel rispetto dell’articolo 103 dello Statuto, i Consigli provinciali di Bolzano e Trento e il Consiglio regionale debbano tornare a esprimere un parere addizionale sulla versione aggiornata”.

Interrogazione a risposta scritta presentato da Riccardo Fraccaro 

Al Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere – premesso che: la proposta di legge costituzionale C. 56/XVII «Modifiche allo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige in materia di tutela della minoranza linguistica ladina della provincia di Bolzano» presentata il 15 marzo 2013 e approvata in prima deliberazione alla Camera l’11 gennaio 2017, è stata trasmessa per la prima lettura al Senato in data 12 gennaio 2017 (Atto Senato n. 2643);

il testo originario dell’articolato della proposta C. 56, il quale ha ottenuto i pareri del consiglio provinciale di Trento il 9 marzo 2016, del consiglio provinciale di Bolzano il 5 aprile 2016 e del consiglio regionale del Trentino-Alto Adige/Südtirol il 18 luglio 2016, conteneva misure per soddisfare le aspettative e le rivendicazioni della piena parità di rappresentanza che i cittadini e le cittadine appartenenti al gruppo linguistico ladino richiedono e rivendicano come compimento della progressiva parificazione dei gruppi linguistici tedesco, italiano e ladino che ha ispirato le riforme statutarie del 1971 e del 2001. In particolare, le misure normative proposte miravano a regolare la cosiddetta “proporzionale etnica” nei ruoli pubblici e la pariteticità negli organi misti Stato-Regione-Province autonome e degli organi della giustizia amministrativa nella provincia autonoma di Bolzano;

la discussione in Assemblea è iniziata il 9 gennaio 2016 e si è conclusa in prima deliberazione l’11 gennaio 2017 con l’approvazione di una serie di emendamenti aggiuntivi che hanno mutato radicalmente l’essenza del testo approvato dalla Commissione affari costituzionali. Rispetto alla formulazione originale, il testo trasmesso al Senato ha introdotto modifiche sostanziali agli articoli 47, 48, 61 e 102 dello statuto di autonomia (decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670). Le integrazioni sostanziali sono state collocate negli articoli 2, 5 e 10 del testo coordinato, ora classificato nell’atto S. 2643, e riguardano i principi attinenti ai sistemi elettorali provinciale e degli enti locali della provincia di Bolzano nonché l’istituzione di un nuovo ente sovracomunale in provincia di Trento;

l’articolo 103 del decreto del Presidente della Repubblica n. 670 del 1972 prevede che i progetti di modificazione dello statuto di iniziativa governativa o parlamentare sono comunicati dal Governo della Repubblica al consiglio regionale e al consigli provinciali, che esprimono il loro parere entro due mesi. Prevede inoltre che le modifiche allo statuto approvate non sono comunque sottoposte a referendum nazionale;

all’interrogante pare evidente che il consiglio regionale e i consigli provinciali si siano espressi su un progetto di modifica dello statuto, la proposta C. 56, che verteva in materia di tutela della minoranza linguistica ladina della provincia di Bolzano, e non su modifiche statutarie attinenti ai sistemi elettorali e all’ordinamento regionale degli enti locali e che, pertanto, sarebbe opportuno sottoporre il nuovo progetto di modifica dello statuto al parere dei consigli delle autonomie locali, considerato che nemmeno la popolazione locale potrà esprimersi qualora la proposta di legge fosse approvata in seconda lettura –: se il Governo non intenda, anche a fronte della peculiarità del caso in esame, valutare l’opportunità di avviare forme di interlocuzione con il consiglio regionale e i consigli provinciali interessati in relazione ai contenuti del nuovo progetto citato in premessa.


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