QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad
Ad
Ad

Ad

Progetto per l’integrazione dei rifugiati politici a Darfo Boario Terme, il sindaco Mondini: “Un successo”

martedì, 5 gennaio 2016

Darfo – Concluso il progetto del Comune di Darfo Boario Terme per l’integrazione dei rifugiati politici, realizzato in collaborazione con l’Associazione K-Pax.Ezio Mondini sindacoDarfo

Nei mesi scorsi, dopo la firma del protocollo d’intesa fra il Comune di Darfo Boario Terme e l’Associazione Resilienza, partner della Cooperativa K-Pax, è stato avviato un progetto per consentire a profughi ospitati a Darfo Boario Terme di svolgere attività volontarie di pubblica utilità.

L’avvio di questo progetto - dichiara il sindaco della Città, Ezio Mondiniha inteso porre le basi per un percorso di integrazione e solidarietà sociale affinché i richiedenti protezione internazionale possano essere accettati e apprezzati nella città di Darfo Boario Terme rendendosi utili alla comunità che li accoglie”.

Così i cinque ragazzi richiedenti asilo politico, affidati dalla Prefettura di Brescia alla Cooperativa K-Pax, dai primi giorni di novembre fino al nuovo anno hanno prestato servizio volontario, non retribuito, a fianco di dipendenti comunali, hanno svolto attività di pulizia delle strade, delle piazze e delle aree verdi, sempre sotto la supervisione degli operai del magazzino comunale.

In questi mesi i ragazzi provenienti da Pakistan, Afghanistan, Mali e Nigeria, compresi in una fascia d’età tra i 18 e i30 anni, hanno collaborato con gli operai del Comune nell’esecuzione delle attività quotidiane condividendole reciproche competenze, apprendendo la lingua, le abitudini e conoscendo i luoghi”, aggiunge l’assessore ai Servizi Sociali, Luigina Gaioni.

L’attivazione del progetto ha permesso quindi di inserire gradualmente in un contesto culturalmente e storicamente diverso giovani stranieri che sono nel Paese italiano (fuggono dalla guerra o dalla persecuzione politica), offrendo loro un percorso di alfabetizzazione e di coinvolgimento sociale.

Il riconoscimento dello status di rifugiato dovrebbe avvenire in tempi brevi – chiarisce Giovanni Ferma, educatore della Cooperativa K-Pax -. Purtroppo, per ragioni diverse, i tempi vanno dai 12 ai 18 mesi circa. Questa lunga attesa, snervante per il richiedente che il più delle volte ha come meta il Nord Europa, lo costringe a dipendere totalmente dall’associazione a cui è affidato, provando un forte disagio sociale e psicologico; nel contempo la popolazione locale, non conoscendo i complessi meccanismi burocratici, manifesta insofferenza e fastidio“.

Il progetto, mirando al beneficio per l’intera comunità, riesce contemporaneamente a superare i pregiudizi e le facili quanto sterili polemiche mediatiche – osserva l’assessore Gaioni - Gli stessi operatori comunali, perplessi e scettici in fase iniziale, a conclusione dell’esperienza hanno espresso soddisfazione per il lavoro di questi giovani che si sono rivelati volenterosi e professionalmente competenti”.

Ora, al termine della prima fase dell’iniziativa, in considerazione della sua positività, si pensa alla continuazione del progetto nella consapevolezza da parte degli organizzatori “che la strada dell’integrazione e della convivenza è lunga e difficile ma è l’unica possibile per una crescita culturale, democratica ed etica”.

Le persone che chiedono asilo lasciano la propria casa, la propria famiglia, le proprie tradizioni per sfuggire a situazioni violente e di profonda ingiustizia – conclude il sindaco Mondini – esprimono, quindi, un bisogno di libertà, di dignità e di pace che deve essere riconosciuto come diritto e garantito ad ogni essere umano”.


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136