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Predazioni orsi e lupi: ecco i recinti in quattro malghe trentine

mercoledì, 11 luglio 2018

Ala – Sono stati installati in via sperimentale recinti fissi per prevenire le predazioni di orsi e lupi in Trentino. L’assessore provinciale Michele Dallapiccola ha visitato malga Boldera a Sega di Ala. Un intervento importante: l’assessore provinciale all’agricoltura Michele Dallapiccola ha fatto tappa a malga Boldera, a Sega di Ala, per visitare uno dei quattro recinti fissi istallati in via sperimentale in Trentino per proteggere i greggi dagli assalti di orsi e lupi. Il riscontro è stato molto positivo: le recinzioni elettrificate rappresentano uno dei principali strumenti di prevenzione dei danni causati dal grandi carnivori agli allevatori.

Recinti orsi - Dallapiccola

PREDATORI - A malga Boldera nei primi 10 giorni di alpeggio si erano registrate ben 3 predazioni su altrettanti vitelli. Da quando, circa un mese fa, è stato installato il recinto, i danni sono scesi a zero. “Parallelamente al percorso che stiamo facendo sul piano giuridico per una efficace gestione di questa problematica – spiega Dallapiccola - è fondamentale che continuiamo a portare avanti una politica volta a prevenire le predazioni. Uno degli strumenti più utili è rappresentato proprio dai recinti, efficaci per tenere lontani dagli animali sia gli orsi che i lupi. Ci sono due tipi di recinti: mobili e fissi. Oggi, con questa visita a malga Boldera, che ospita attualmente circa 60 bovini, ci siamo dedicati in particolare ai secondi. In Trentino recinti così ne sono stati installati quattro. Abbiamo valutato le difficoltà tecniche della loro messa in opera ma registrato anche la soddisfazione dei proprietari, che vivono nel primo luogo dove il lupo si è insediato in Trentino, con l’arrivo, nel 2012, della prima coppia, da cui si sono originati i due branchi attualmente presenti nella Lessinia. Con noi c’era l’assessore all’agricoltura del comune di Levico Marco Martinelli, che è anche un allevatore, perché l’amministrazione comunale avrebbe intenzione sul Vezzena, visto che anche lì il lupo è presente in maniera massiccia, L’intenzione della visita era proprio quella di valutare il grado di soddisfazione degli operatori e la praticabilità tecnica delle diverse soluzioni”.
Con l’assessore Dallapiccola, a Sega di Ala, anche Claudio Groff e Maurizio Zanin del Servizio foreste e fauna della Provincia e i forestali della zona.

LUPO - Il ritorno del lupo sul territorio provinciale sta causando problematiche importanti al settore zootecnico, con particolare riferimento alle attività di alpeggio di ovicaprini, bovini ed equini. Allo scopo di contenere i conflitti con gli allevatori si sta valutando la fattibilità di diverse soluzioni per la protezione degli animali al pascolo – con particolare riferimento ai patrimoni zootecnici bovini/equini – che siano tecnicamente ed economicamente sostenibili. Se per gli ovicaprini consolidate esperienze in altri contesti hanno evidenziato la possibilità di gestire le greggi attraverso il controllo dei capi e l’adozione di misure di prevenzione quali le recinzioni elettriche e/o cani da guardiania, per bovini ed equini non esiste altrettanta esperienza, anche perché si tratta di specie che solitamente vengono predate più di rado. Recentemente sono stati realizzati in via sperimentale, grazie anche alla disponibilità manifestata in questo senso da enti diversi (Magnifica Comunità di Fiemme, Agenzia provinciale delle foreste demaniali, Associazione Allevatori di Ala e Comune di Brez), alcuni recinti elettrificati, finalizzati alla protezione delle mandrie dai danni da lupo. I recinti sono stati realizzati secondo criteri che garantiscono un’elevata protezione notturna dal lupo (recinti a 5 fili con aumento a 6/7 nei punti più sensibili) e una durata dei manufatti medio lunga. I recinti sono sostenuti da robusti pali di legno posizionati mediamente a circa 10 m. uno dall’altro, destinati a rimanere fissi e che costituiscono la struttura portante, lungo i quali vengono tesi i fili che sono correttamente distanziati e sostenuti anche da tradizionali paletti in plastica. Quest’ultimi ed i fili verranno rimossi alla fine della stagione dell’alpeggio, per essere riposizionati all’inizio della stagione successiva. In tutti i casi si è proceduto in raccordo preventivo e costante non solo con le amministrazioni e gli allevatori interessati ma anche con i pastori che gestiranno direttamente il bestiame.

Le  malghe interessate dai nuovi recinti sperimentali sono:

Malga Viezzena di proprietà dalla Magnifica Comunità di Fiemme (Predazzo) posizionata a monte dell’abitato di Bellamonte; Malga Campobrun di proprietà demaniale (Ala) posizionata nella Riserva Naturale di Campobrun a monte del paese di Giazza; Malga Boldera di proprietà del Comune di Ala (Ala) posizionata in Lessinia alla Sega di Ala; Malga Brez di proprietà del Comune di Brez (Brez) posizionata a confine con la Provincia di Bolzano nell’area dell’Alpe Scura;



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