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Posti sotto vincolo i mosaici romani scoperti a Trento

lunedì, 8 settembre 2014

Trento – I preziosi mosaici pavimentali romani, recentemente rinvenuti in Vicolo delle Orsoline a Trento, saranno posti sotto vincolo, visto il loro interesse culturale.val-di-pejo-4

 Questa la decisione della Giunta provinciale, che ha approvato oggi in materia un conchiuso, su proposta dell’assessore alla cultura Tiziano Mellarini. La decisione si inserisce in un progetto complessivo di valorizzazione di tutte le aree romane della zona di Santa Maria.

Come noto, il centro storico di Trento è interessato, in tutta l’estensione del suo sottosuolo, da presenze archeologiche relative al centro urbano romano di Tridentum. Per tali ragione, un intervento edilizio di ristrutturazione realizzato in vicolo delle Orsoline, è stato subordinato, nei mesi scorsi, ad un controllo attento da parte della Soprintendenza per i beni culturali, tramite l’Ufficio beni archeologici.

Come già comunicato in precedenza l’indagine archeologica ha permesso di riconoscere i resti di un complesso edilizio di grande prestigio e contraddistinto da una evidente valenza pubblica o rappresentativa. L’ edificio, che si estende ben oltre i limiti dell’area indagata e databile attorno al IV-V secolo d.C., è caratterizzato da un vano dotato di abside con orientamento nord-sud e preceduto da un aula che è stato possibile mettere in luce solo in minima parte. Tale vano risulta interamente pavimentato, con un mosaico policromo di straordinaria bellezza.

L’area absidale è completamente interessata da un motivo geometrico, mentre nell’aula si riconoscono invece motivi figurati. In angolo un recipiente (kantharos) da cui si sviluppano esuberanti racemi vegetali completati alle estremità da fiori di vario tipo; al centro un altro recipiente del medesimo tipo affiancato da due animali, solo parzialmente visibili; probabilmente due capre o due pecore.

I dati in possesso della Soprintendenza non sono ancora tali da permettere una interpretazione definitiva e certa circa la natura e la finalità del complesso emerso, ma evidenziano una committenza altamente qualificata, che per Tridentum ha i caratteri dell’eccezionalità.

Certamente non può essere messa in dubbio la forte vocazione in termini di architettura monumentale di tutto il quartiere presente nell’area sopra specificata che in epoca tardo antica presenta caratteristiche proprie di una edilizia rappresentativa. In questo settore si concentravano evidentemente le sedi del potere politico e religioso della Trento tardo antica che vede, tra questi ultimi, il suo protagonista più importante, il vescovo Vigilio.

Alla luce di quanto emerso la Provincia ha deciso, in primo luogo, su proposta dell’assessore Tiziano Mellarini, l’avvio del procedimento di riconoscimento dell’interesse culturale della parte di edificio interessato dai resti romani, a tutela di ogni eventuale loro danneggiamento ed al fine di avviarne la corretta valorizzazione.

Per quanto riguarda appunto la valorizzazione dell’area scoperta, una volta completata la campagna di sondaggio stratigrafico, si provvederà ad un temporaneo interramento conservativo degli scavi effettuati, consentendo così il momentaneo utilizzo del bene edilizio soprastante. Nel contempo, la Giunta ha deciso di avviare un progetto complessivo e compiuto di apertura alla conoscenza pubblica di tutte le aree romane della zona di Santa Maria da considerarsi, per una corretta lettura culturale, nella loro interezza.

In particolare i riferimenti sono alla Villa Romana di Via Rosmini, i cui lavori di rifacimento museale prenderanno avvio a giorni, alle aree archeologiche sotto la Chiesa di Santa Maria e a fianco del Complesso del Sacro Cuore, i cui scavi sono conclusi e nelle quali i brani murari dell’antica Tridentum sono stati messi in luce, provvisti di una copertura stabile e sono in attesa di una efficace valorizzazione museale.


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